Reperimento e uso dei terpeni

Soft Secrets
30 Jan 2017
Abbiamo già parlato in un altro numero del fatto che i terpeni sono i responsabili principali dell’aroma e del sapore della cannabis. Avete capito perfettamente che i suoi effetti nell’esperienza psicoattiva, le proprietà organolettiche e le qualità medicinali portano queste molecole aromatiche a soddisfare le ossessioni dei selezionatori, degli estrattori e di chi fuma. Oggi vedremo come si possono concentrare e alcuni modi per consumarli. Chi lavora la cannabis sta ottenendo terpeni in modi diversi. Nei dispensari americani da tempo si possono acquistare delle boccette di terpeni di OG Kush, Tangie o di qualsiasi varietà del produttore. Si tratta inoltre di prodotti che non dovrebbero contenere THC, quindi è possibile addirittura che non passerà molto tempo prima di vederle nei negozi. Il brutto è che se sono buoni, sono davvero cari e sarà dura pagare questo prezzo. Un noto estrattore americano, con cui ho trascorso momenti piacevoli a una fiera, diceva sempre che in futuro tutti gli estratti più richiesti saranno consumati in miscela con queste aromatiche essenze. Vediamo se il tempo gli darà ragione...

Alcuni modi per 
ottenerli

Probabilmente la prassi più facile, meno raccomandabile e più diffusa è quella di duplicare il profilo aromatico di una varietà analizzata in precedenza mediante gascromatografia. Per questo si acquisiscono i diversi terpeni necessari e si miscelano con precisione. Ovviamente (e non si fa in eccesso) bisogna studiare il procedimento e la materia prima da cui i terpeni utilizzati sono statti estratti, sapere se sono uniti ad altri in quantità sufficiente per dare una nota sgradevole o se includono ingredienti o tracce di qualcosa di strano che non vorremmo. Potrebbe succedere che questi terpeni vengano estratti da piante mediante tecniche idonee o abbiano un’origine molto diversa. Parliamo di prodotti che consumeremo soprattutto per inalazione, quindi questi aspetti sono fondamentali. Ho letto in alcuni forum di persone che usavano alambicchi e strumenti di distillazione semplici con risultati variabili. Si può anche estrarre direttamente dalla nostra cannabis per stripping, ossia una distillazione più elaborata e che offre risultati migliori. Questo metodo è un classico per estrarre essenze in aromatica, per questo si trovano informazioni ovunque. Funzionano molto bene le trappole di condensazione collegate al forno a vuoto. Queste trappole raffreddano l’aria che estraiamo dal forno prima che arrivi al vuoto. In questo modo condensiamo i terpeni che abbiamo fatto evaporare durante il processo di scarico e li raccogliamo nella boccetta. È un metodo fantastico che raccoglie i terpeni che altrimenti perderemmo. Nel prodotto finale ottenuto in questo modo si possono trovare piccole tracce di qualche cannabinoide e del solvente che abbiamo usato nell’estrazione. Nel numero seguente esploreremo questa tecnica in dettaglio con Feisal di Oil Hunters. La bibliografia è ampia sull’estrazione di essenze mediante altre tecniche con risultati diversi, a partire da fluidi supercritici fino a tecniche che usano il microonde. Il fatto è che alcune sono molto complicate e altre produrrebbero direttamente un certo tipo di estratto ricco di terpeni, ma con una predominanza di cannabinoidi e questo sappiamo farlo, vero? Reperimento e uso dei terpeni 2

Metodi di consumo più diffusi

Probabilmente il modo di consumo più diffuso è in miscela con estrazioni per dab. Chi usa questo tipo di estratti, a partire da quelli conservati nei dispensari americani, fino a chi produce olio in Europa hanno già provato a fare estrazioni di questo tipo oppure progettano di farlo. Basta applicare un millesimo di una goccia a un dab di un’estrazione insipida per trasformarla in un “cannone” da acquolina in bocca. A livello organolettico la differenza si nota, ma anche la texture cambia. I monoterpeni sono liquidi estremamente volatili che servono da dissolvente organico per i cannabinoidi e le cere da estratto e la conseguenza è che quanti più terpeni mettiamo, meno solida sarà la resina. L’applicazione a prodotti di cannabinoidi isolati è particolarmente interessante. Questi prodotti (normalmente cristalli di CBD e THC a concentrazioni che sfiorano il 100%) sono molto insipidi, poiché non sono altro che THC o CBD puro. Questo concentrato insipido è gradevole quando s’ingerisce, ma chi lo inala mediante vaporizzatore, dab o lo fuma, se lo gode molto più con un po’ di terpeni. Con o senza cannabinoidi si possono trovare anche sali da bagno con terpeni di alcune varietà. Un bagno di CBD con aromi di Shiska è una prelibatezza… Vero? I terpeni si usano anche come ingrediente in molte cartucce per E-joint. Questi liquidi sono stati sviluppati molto negli ultimi anni, grazie alla Ricerca e Sviluppo e si trovano già cartucce con oltre il 90% di THC, arricchite con terpeni. Questi terpeni aggiunti possono essere varietà specifiche o anche preparati con sapore e fragranza intense che rendono il tutto molto più discreto. Densità, sostanza e sapore in ogni tiro. Alcuni si godono i suoi terpeni semplicemente mettendone una quantità infima in una bevanda. Non si tratta neanche di una goccia, basta intingere la punta di uno stuzzicadenti nella boccetta e poi metterlo nella bevanda. Il sapore che danno le nostre varietà preferite alla bevanda è piuttosto evidente e le sue proprietà vengono sfruttate al 100%. Se lo si consuma con bevande gasate, si può provare quello che gli americani chiamano “The terp burp” (tradotto: il rutto “terp”): i gas espulsi sotto forma di rutto hanno un sapore e una fragranza d’erba. Questo modo di consumarlo sembra un po’ assurdo, ma vale la pena provarlo. Benvenuti nel regno dei terpeni!!! Text: Dr. Ray (@rayback420)
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