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Strain Report

Il numero crescente di growers in Italia ha indubbiamente contribuito alla crescita del mercato dei semi. Sempre più varietà sono disponibili alla vendita da un numero crescente di seedbanks. Il sito Seedfinder.eu ne elenca oltre 6500 e ovviamente non sono che una parte delle genetiche disponibili al mondo. Ma da dove vengono tutti questi strain differenti? Innanzitutto occorre fare un passo indietro e contestualizzare di che tipo di cannabis stiamo parlando.

La canapa, o cannabis, che coltiviamo per fumare è una particolare tipologia dioica ad alto contenuto di cannabinoidi e con una conformazione ben precisa delle infiorescenze. Cannabis dioica significa che esistono individui femmine ed individui maschio differenti, al contrario sarebbe canapa monoica quindi gli individui porterebbero entrambi i caratteri maschili e femminili, quindi ancora sarebbe ermafrodita. Ad alto contenuto di cannabinoidi significa che i tricomi ghiandolari che ricoprono la parte aerea della pianta esprimono un notevole quantitativo di sostanze psicotrope. Con una conformazione particolare delle infiorescenze invece sta ad indicare un alto rapporto fiori/foglie perché l'utilizzatore ludico come è noto non fuma le foglie bensì le infiorescenze.

In natura sarebbe molto difficile trovare varietà del genere, che per comodità definirò da qui in seguito “moderne”, in quanto sono il frutto del duro, ma soprattutto rischioso, lavoro dei breeders. I breeders sono i genetisti, coloro che incrociano e selezionano varietà nuove attingendo dalla popolazione disponibile. Come già scrissi qualche anno fa su queste pagine, basta andare a vedere su Google le immagini delle prime Cannabis Cup degli anni settanta per rendersi conto dell'enorme differenza morfologica tra i vincitori di allora e i campioni moderni.

Purtroppo il boicottaggio infame subito dalla cannabis nel secolo scorso ha fatto sì che solo pochi avanguardisti nel garage o nell'orto di casa abbiano potuto studiare a fondo la nostra beneamata, a rischio della galera e delle più pesanti persecuzioni. Ma è anche grazie a loro se la war on drugs non è riuscita ad annientare e cancellare la cannabis dal mondo. Pensate voi quale tremenda intuizione dev'essere stata l'idea di incrociare un maschio afghano con una femmina colombiana e poi ancora con una femmina messicana per poi creare i pilastri del breeding moderno. Certamente se avessimo aspettato il corso di madre natura non avremmo raggiunto questo livello, non conosco flussi migratori di uccelli tra il Medio Oriente e il Sud America perché tendenzialmente migrano per svernare e poi tornano a casa volando da nord a sud e viceversa.

Incrociare e creare varietà nuove significa collezionare il polline prodotto da individui maschili e porlo a contatto coi pistilli bianchi di un individuo femmina, i pistilli devono essere bianchi cioè sessualmente maturi perché in grado di accoglierlo. Ad avvenuta impollinazione i pistilli avvizziscono imbrunendo, segnale che la pianta femmina è stata correttamente impollinata. Alla fine della fioritura, che durerà circa un paio di settimane in più, gli individui femmine sono tracotanti di semi. Una volta essiccate le infiorescenze, basterà rimuovere i semi che se maturi cadranno da soli. I semi ottenuti andranno selezionati secondo la loro maturità. Un seme bianco o verdognolo facilmente non germinerà. Anche i semi che dopo una leggera pressione tra le dita si spaccheranno non germineranno in quanto pieni di aria.

Il seme risultante sarà portatore in egual misura del DNA dei genitori (genotipo) ma esprimerà solamente una risultante dei suoi geni (fenotipo). Il 50% dei suoi geni è patrimonio di mamma e il 50% di papà. Ma come è possibile la trasmissione delle caratteristiche dai genitori ai figli? Non in una via matematica, ma quasi. La genetica ci insegna che non ci sono certezze, in quanto esistono dei meccanismi detti di interazione genica che alterano il normale andamento dominante/recessivo che ci si aspetta sulla carta.

Ciò determina una diversità fenotipica a parità di genotipo, come quando entrambi i genitori hanno gli occhi azzurri e il figlio li ha verdi. Possiamo a grandi linee assumere che il corredo genico del maschio contribuisce al portamento e alla forma dei rami e delle infiorescenze, mentre il corredo genico femminile incide di più sulla resina e sul contenuto di cannabinoidi espresso nella progenie di sesso femminile.

I semi che troviamo oggi disponibili sul mercato altro non sono che incroci tra le varietà più famose ed affermate che abbiamo al giorno d'oggi. Una casa del seme non fa altro che incrociare individui selezionando poi tra i risultanti quello che più piace per farne una varietà a sé. Sono pochi i professionisti nel mercato dei semi di cannabis da collezione, la maggioranza incrociano pilastri o pietre miliari della cannabis per offrire in poco tempo varietà di sicuro apprezzamento.

Non che sia un male questo, semplicemente è richiesto al coltivatore più esperto di scegliere bene a quale seedbank affidarsi per evitare di ritrovarsi coltivata una varietà dozzinale. Con questo vento di legalizzazione nel mondo spero arrivi anche in Italia l'impulso che cambierà le cose e porterà un poco di scienza tra i semi da collezione, perché le varietà sono tante ma il pool genico da cui attingere è pressoché infinito!

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