Torino. Portare avanti documento Viale

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Raccolta firme a Torino per la coltivazione della cannabis a scopo terapeutico

Raccolta firme a Torino per la coltivazione della cannabis

Sono 363 i firmatari della petizione che chiede al consiglio comunale l'attivazione di un progetto di coltivazione e di distribuzione della cannabis, a scopi terapeutici.

In Italia infatti l'utilizzo dei farmaci cannabinoidi a fini curativi è legale ma non lo è la loro coltivazione: un paradosso che continua a creare difficoltà a chi potrebbe trarre vantaggio dalla sua consumazione.

La cannabis, non essendo disponibile sul territorio nazionale, deve essere importata dall'estero – generalmente dall'Olanda – e l'iter burocratico di approvvigionamento prevede numerosi passaggi, risultando irto di blocchi e ostacoli.

Nel 2013 infatti solo 60 persone su oltre 500 mila, sono riusciti a fare uso di cannabinoidi a scopo terapeutico. E se si parla di prezzi le cose peggiorano ulteriormente. Acquistare il farmaco all'estero costa tra i 15 e i 20 euro al grammo contro un costo di produzione stimato in 1,55 euro al grammo.

I benefici della marijuana a scopo curativo è già stato ampiamente riconosciuto. E' stato provato ad esempio che riduce nausea e vomito nei pazienti malati di tumore durante pesanti sessioni di chemioterapia; può far diminuire le crisi e alleviare i sintomi dell'epilessia e di altre malattie neurologiche; aumenta la mobilità e diminuisce la rigidità muscolare nel malati di sclerosi multipla. Per tutte queste ragioni, i firmatari della petizione propongono di sostenere, rafforzare e ampliare il documento presentato dal consigliere Silvio Viale e approvato dal Consiglio comunale di Torino lo scorso gennaio.

L'obiettivo è quello di invitare la Regione Piemonte ad attivare tutte le procedure necessarie per autorizzare terapie a base di cannabinoidi e di considerare la fattibilità di una produzione di medicinali a base di cannabis. In Italia, l'unico ente incaricato dal Governo per la produzione di farmaci di questo tipo, è infatti lo Stabilimento chimico farmaceutico di Firenze.

“Non c'è nessun motivo oggi per cui questa coltivazione non possa essere estesa in Italia – ha dichiarato Giulio Manfredi, primo firmatario della petizione e segretario dell'Associazione Radicale Aglietta -. Chiediamo al Consiglio Comunale di impegnarsi per intraprendere progetti pilota di coltivazione della cannabis presso l'IPLA di Torino e l'Istituto Bonafous di Chieri dove non mancano figure professionali altamente qualificate”.

 

 

Fonte: torinotoday

 

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