Stirpe Chemdawg: il lungo cammino

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Il racconto in prima persona non è prassi comune in questa rivista, ma questa storia è un'eccezione, perché ho avuto l'onore e l'onere di viverla in prima linea, pertanto è così che merita di essere raccontata.

Il racconto in prima persona non è prassi comune in questa rivista, ma questa storia è un'eccezione, perché ho avuto l'onore e l'onere di viverla in prima linea, pertanto è così che merita di essere raccontata.

Jimi mi ha presentato la “Juanita la lagrimosa” nel 2006; anche se l’influenza della Diesel è predominante, dal primo momento ho notato che c'era della Reina Madre in questa pianta. Mi è sembrata una varietà di buon gusto ed effetto equilibrato. Dato che la Reina Madre è una pianta che mi piace, ho rintracciato la “Juanita la Lagrimosa” e l’ho provata in diverse occasioni grazie allo stesso Jimi.

Verso il 2008, Jaime mi dice che parteciperà alla banca dei semi Resin Seeds. Più tardi arriva la notizia del trionfo nella High Times Cannabis Cup con la varietà Cannatonic. Mi sembra un fatto storico, perché per la prima volta una banca spagnola trionfa in questa competizione, quindi vado a far visita a Jaime a casa sua e facciamo un assaggio di Cannatonic per festeggiare. È una pianta travolgente, fatto che attribuisco alla combinazione delle potenze di Mk Ultra e G13. Mi dà una foto della Cannatonic e la inseriamo nel successivo numero di Soft Secrets, così i lettori spagnoli possono conoscere la prima pianta spagnola che ha trionfato in una Cannabis Cup. 

Arrivano le prime analisi della Cannatonic e risulta una pianta con un CDB elevatissimo, molto adatta all’uso terapeutico, il che entusiasma Jaime e lo spinge a iniziare a fare ricerca su tutto quanto riguardi gli usi terapeutici dei cannabinoidi. 

Un giorno Jimi mi chiama e mi dice che la foto della Cannatonic che abbiamo pubblicato è in realtà della “Juanita la Lagrimosa”, il suo incrocio tra Reina Madre e Diesel. Da parte di un altro lo avrei preso per la solita esagerazione, ma so che Jimi non inventerebbe una cosa del genere. Gli rispondo in ogni caso che ho fumato la Cannatonic e non ci avevo trovato traccia della Reina Madre. Nella stessa conversazione mi dice che aveva dato una talea di “Juanita la Lagrimosa” ad Alex. Così inizio a sospettare qualche macchinazione da parte di questo personaggio. Dal primo momento Jimi insiste nel dire che aveva dato il clone perché venisse usato, che l’unica cosa che lo infastidisce è che non si riconosca la genetica, come invece aveva chiesto ad Alex diverse volte. Bene, che si sappia che anche a Girona si possono creare genetiche che andranno in tutto il mondo. 

Vado a casa di Jaime e gli dico che ha iniziato a correre voce che la Cannatonic è la “Juanita la Lagrimosa”. Jaime mi spiega che Alex aveva incaricato Jimi della realizzazione dei primi incroci. Non concorda con la versione di Jimi e dico a Jaime di stare attento, perché mi fido della sua parola, ma anche di quella di Jimi, quindi sospetto che Alex abbia ingannato entrambi. Durante questa conversazione abbiamo provato la Cannatonic e la Reina Madre che avevo portato, concordando che non c’era traccia della Reina Madre, anche se negli incroci non si sa mai. Questo tranquillizza un po’ Jaime, che comunque resta un po’ stupito di tutto quello che gli riferisco. 

Arrivato a casa mia, riassaggio la mia Reina Madre, insieme alla Cannatonic che mi ha regalato Jaime. A questo punto ormai il dubbio si è insinuato. Inizio a vedere somiglianze nei gonfi calici che formano le cime di entrambe, a chiedermi se nella Cannatonic sia presente il gusto acre della Reina Madre. Termino l’assaggio senza aver tratto molte conclusioni e abbastanza fumato. 

Alcune settimane dopo, Jimi mi chiama per invitarmi alla Barbacup. In questa conversazione mi conferma di non aver mai lavorato per Alex. Gli dico che non posso andare alla festa, ma gli do il numero di Jaime e gli chiedo di invitarlo, assicurandogli che garantisco per Jaime, che è un coltivatore onesto e che se la genetica è Juanita, Jaime lo riconoscerà. Poi chiamo Jaime e gli dico la stessa cosa, che sarebbe una buona idea andare alla festa, che garantisco per Jimi, che è un coltivatore onesto e non si inventa le cose. Lì fanno il primo incontro, in cui Jimi spiega a Jaime la sua versione di quanto è successo con Alex. 

Durante la Spannabis 2010 il gascromatografo fa rinascere la polemica. Resin Seeds porta a testare due fenotipi, “Dulce Canna” e “Picantona”, con contenuti di CBD che superano il 5% e un rapporto 1:1 tra THC e CBD. Da tutte le analisi, l’unica pianta con risultati simili è la “Juanita la lagrimosa” di Reggae Seeds, con un alto contenuto di CBD e un rapporto 1:1 di THC/CBD. Diverse persone mi dicono che questo significa che si tratta della stessa pianta. Approfitto del fatto che sono con Ed Rosenthal per fargli vedere l’elenco dei test, e lui mi dice che le analisi non dimostrano che sia la stessa pianta. Sul contenuto così elevato di CBD, mi dice che si era già visto in alcune altre piante, come la New York City Diesel e altre varietà di Soma Seeds. 

Passa il tempo e la gente inizia a far girare voci di ogni tipo, senza che siano supportate da alcun fatto. A questo punto sono ormai sicuro che sia stato Alex a confondere le acque. Una sera ceno con Jaime che mi dice che vuole cambiare i cataloghi e mettere la vera genetica, perché è convinto che Alex gli ha mentito. Gli dico che è un passo coraggioso, che è meglio lasciar stare questa polemica e continuare il lavoro sulla cannabis per uso terapeutico di cui è tanto entusiasta. 

Arrivato a casa, penso che il giusto riconoscimento è quello che Jimi ha sempre chiesto e che la storia ormai è pronta per essere raccontata. Così li chiamo entrambi proponendogli di incontrarci per chiarire una volta per tutte la questione; a entrambi sembra una buona idea. 

L’incontro è stato un’occasione di assaggio memorabile. Jaime ha portato diversi fenotipi di Psicohaze, un incrocio di una selezione di Neville's Haze che aveva fatto anni fa e la Amnesia Haze Original che usa anche nella Critical Haze. Jimi ha portato diversi fenotipi della Respect, un incrocio di “Juanita la Lagrimosa” con Cannalope Haze. Con tante prelibatezze abbiamo dato vita a un amichevole incontro, di cui in questo stesso numero trovate un resoconto. Il mistero è quasi risolto. La foto della pianta vincitrice era sì della “Juanita la lagrimosa”, ma la Cannatonic proviene da una selezione di semi regolari di Session o Dancehall, anche se Jimi propende per la Session, data la produzione elevata, perché la Dancehall tende a produrre meno. 

Abbiamo parlato molto anche della vecchia scuola, dei tempi in cui gli ibridi univano potenze elevate a gusti squisiti, di quelle piante che molti di noi hanno ancora impresse nella memoria. Jaime dice di esserci passato e che coltivare quello che c'è ora è come aver visto Yke e Mulero nel 1995 al The Omen e ora andare in discoteca; mi pare una metafora piuttosto azzeccata sotto molti aspetti. Durante la conversazione diventa chiaro qualcosa che ho sempre saputo: Jaime e Jimi condividono molto, come essere coltivatori eccellenti, appassionati di marijuana e alla ricerca di sapori che possano dare molto. 

Propongo una foto finale; all’inizio posano un po’ intimiditi, ma poi si stringono la mano. Immortalo il momento e poi anche io gli stringo la mano dicendogli che sono contento di aver dato il mio contributo per arrivare alla soluzione. È stata una sera indimenticabile, finita dopo le due del mattino, perché stavamo così bene che facevamo fatica a salutarci. 

Tornando a piedi a casa, tutta la storia mi ripassa per la mente e inizio a pensare alla stirpe della NYC Diesel, perché sia Jimi sia Jaime sono d’accordo nel credere che il CBD venga da questa genetica. In questa storia ci sono anche molti miti e mezze verità, anche se grazie a Internet e alle possibilità di condividere informazioni, sappiamo abbastanza di questa mitica stirpe. Una delle versioni più complete è quella scritta dal forumista HighnLonesome, che raccoglie dati da diverse fonti.

Chemdawg, l’origine della Diesel

A quanto pare, durante un concerto dei Grateful Dead a Deer Creek, Joe Brand (alias Wonkanobe) e Pbud conoscono Chemdog. Gli vendono un'oncia di Chem Dawg, un’erba di ottima qualità coltivata da anni da un vecchio agricoltore del Colorado. Poi manderanno per posta altre due once di Chem Dawg in Massachusetts. Secondo Chemdog, una delle once era senza semi e l’altra conteneva 13 semi. Nel ‘91 Chemdog fa germinare i primi quattro semi, da cui escono la “91 Chemdawg”, la “Chemdawg's sister” e la “Chemdawg B”. 

A un concerto dei Phish, Chemdog conosce alcuni coltivatori di New York. Talee della Chemdawg e di due fenotipi di Massachusetts Superskunk arrivano a New York, dove viene ribattezzata Diesel, perché il vecchio nome non gli piaceva. Queste talee di Massachusetts Superskunk saranno determinanti negli incroci successivi, contribuendo con la parte di Sativa. 

Per fare semi, Weasel incrocia la Massachusetts Superskunk con una Northern Light di Sensi Seeds, da cui seleziona un maschio che incrocia con la 91 Chem Dawg. Da questa selezione di 91 Chemdawg per Mass Super Skunk/NL nasce la pianta nota come “Original Diesel”, “Headband”, “Daywreck Diesel” o “Underdawg Diesel”. 

Questo incrocio di Original Diesel a quanto pare viene accidentalmente impollinato da una DNL ermafrodita. La DNL è un incrocio di RFK Skunk/Hawaian con Northern Lights; a quanto si dice, la RFK Skunk è nata anch’essa da semi ritrovati in un sacchettino venduto a un altro concerto dei Grateful Dead. In questo incrocio di Original Diesel e DNL viene selezionata la “East Coast Sour Diesel”, “ECSD” o “Sour Diesel”. 

Iniziano a girare diverse talee d’élite per tutti gli Stati Uniti. Dopo diversi lavori di coltura selettiva e selezione, uniti a cambi di nomi, semi ritrovati in sacchettini di marijuana, ermafroditi e giri vari, nascono varietà come Giesel, OG Kush, Bubba Kush e molte altre. 

La New York City Diesel

In mezzo a tanta baraonda, la genetica attraversa l’Oceano. Un rasta di nome Roger dà a Soma cinque semi trovati in un sacchettino di erba di New York e gli dice che la chiamano Diesel. Di tutte le Diesel in circolazione, non è chiaro quale sia quella che riceve Soma, né se i semi sono da autoimpollinazione o da incrocio accidentale con un'altra pianta. 

Dai cinque semi, Soma ottiene solo femmine, quindi potrebbe benissimo trattarsi di autoimpollinazione. Seleziona una femmina dal particolare profumo di pompelmo. Questa femmina la incrocia con un maschio di Afghan/Hawaiian ricevuto da Shantibaba e dalla discendenza comincia a selezionare maschi e femmine, con i quali fa poi degli incroci che danno vita alla New York City Diesel. 

Soma vende le prime confezioni di NYC Diesel durante una Cannabis Cup. Rezdog ne compra una e seleziona un maschio che usa per il reincrocio con il clone originale della Sour Diesel, fino a ottenere i suoi semi di Sour Diesel IBL.

Gli incroci ad alto tasso di CBD

Jimi compra una confezione di semi da Soma alla prima Spannabis, da qui seleziona la famosa mandarina Diesel e un maschio che incrocia con la Blue Heaven, creando la Kalijah. Con lo stesso maschio impollina una Reina Madre e da lì nasce la Juanita la Lagrimosa. Con un maschio di Kalijah impollina cloni originali della Diesel Soma e di Juanita la Lagrimosa, creando Session e Dancehall. 

In un lotto di semi misti di Session e Dancehall, Jaime e Freeman selezionano Cannatonic, Picantona e Dulce Canna. Ora la CBD Crew sta incrociando la Dulce Canna con un maschio di Afgan/Skunk di Shantibaba. 

L’intelligenza collettiva funziona in tutte le direzioni. Così su www.projectcbd.com arriva la storia di una varietà chiamata Sour Tsunami, sempre disponibile in semi e con CBD elevato in parte della discendenza. È stata creata da una serie di combinazioni, dove la New York City Diesel e la Sour Diesel hanno un ruolo chiave. Cammini simili, risultati analoghi. 

Alla fine concludo che, di fatto, siamo tutti partiti dal lavoro di chi ci ha preceduto e ricapitolo tutta la storia. Dal vecchio agricoltore del Colorado che coltivò l’erba da cui provengono i primi 13 semi che danno origine alla famiglia Chemdawg agli incroci di Jimi e Jaime. Una storia che arriva dagli anni ’80 del secolo scorso, piena di passione, miti, lavori segreti, esagerazioni, mezze verità e qualche passo falso. Ma anche piena di amore per questa pianta, di persone che hanno dato il proprio contributo e hanno passato il testimone a chi è venuto dopo. Dobbiamo il raccolto a tutti questi coltivatori. 

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