Si è appena conclusa la seconda edizione della fiera internazionale sulla canapa: l' Indica Sativa trade andata in scena dal 20 al 22 giugno nella cornice fieristica della cittadina di Fermo. E per il secondo anno sono tanti gli italiani, quasi 6000 persone, che hanno

Si è appena conclusa la seconda edizione della fiera internazionale sulla canapa: l' Indica Sativa trade andata in scena dal 20 al 22 giugno nella cornice fieristica della cittadina di Fermo. E per il secondo anno sono tanti gli italiani, quasi 6000 persone, che hanno deciso di scendere nelle Marche per seguire gli sviluppi dell'industria della canapa, per curiosità o per restare al passo coi tempi per quel che riguarda le più recenti istanze dell'anti proibizionismo. C'è subito da sottolineare che di in anno in anno la fiera sta assumendo un profilo proprio: le criticità emerse l'anno passato, soprattutto in termini di presenze, sono state risolte ed i pullman organizzati da molte città italiane hanno portato allo show numeroso pubblico, soprattutto il sabato pomeriggio, definito da uno fra i tanti espositori: “ Un pubblico, magari non di massa, ma  certamente di ottima qualità.” Un pubblico insomma scelto, informato e che ben conosce le potenzialità di questa pianta tanto bistrattata a livello politico- legislativo.

Alla fiera sono ovviamente presenti le principali banche del seme europee: Dinafem, Sweet Seeds, Hempassion, Paradise Seeds, Genehtik Seeds, Pyramid Seeds, Positronics Seeds, Philosophers Seeds, Pure Seeds e Seeds of Life. Oltre ad essi gli immancabili stand di fertilizzanti come Hesi, Biobizz, Advanced Hydroponics e Atami. E questo solo per quel che riguarda il contesto internazionale. 

Quello che quest'anno, però, ha davvero marcato il passo con la fiera dell'anno scorso sono soprattutto gli espositori italiani che hanno colorato con i propri numerosi stand un padiglione che nella sua complessità dava il senso di quanto vitale e pieno di energie genuine sia questo settore, in uno dei paesi più repressivi dell'UE, un comparto industriale che ha i numeri per contare semplicemente perché nel silenzio colpevole della politica questo settore tira e crea posti di lavoro. Senza aiuti statali, anzi, tutto il contrario. Quindi un particolare ringraziamento a tutte le persone che credono nella possibilità di riconvertire, nella possibilità di investire in un settore dove fare impresa sembra utopico, e che invece da molte soddisfazioni. 

Fra gli espositori presenti ho raccolto le voci di alcuni, che entusiasti della manifestazione hanno raccontato le rispettive esperienze. In un piccolo stand ho il piacere di chiacchierare con Giuseppe di “Canapa Lucana” dalla Basilicata: “ La nostra società è attiva da un anno e il progetto nasce 3 anni fa dall'idea di tre studenti fuori sede. Ad Oppido Lucano al momento stiamo seguendo quasi 50 ettari di canapa, dei quali metà sono per la farina, per l'olio e per i derivati alimentari e l'altra metà hanno destinazione per fibra. Sviluppando la nostra idea abbiamo cercato l'appoggio e l'interesse di altri agricoltori, poi abbiamo cominciato a seminare noi in prima persona. Agli agricoltori proponevamo di fare il maggese con la canapa perché in questo modo chi deve far riposare il terreno guadagna di più seminando proprio la canapa. Al momento, noi compresi, siamo una decina di coltivatori e per l'anno che verrà c'è già molto interesse. Parlando di cifre posso dire che la canapa viene pagata all'agricoltore circa 150 euro a quintale e che ogni ettaro ne produce in media da 6 a 10”. Oltre ai produttori agricoli, come i ragazzi di “Canapa Lucana” abbiamo anche dei lavoratori della pianta, in particolare, mi ha colpito l'idea imprenditoriale del Laboratorio Salubris, il responsabile Giuseppe mi racconta: “ La nostra specialità è il gel di aloe ed olio di canapa. Questo prodotto unisce le proprietà dell'aloe a quelle della canapa ed è quindi adatto per le infiammazioni, le irritazioni, contro le punture di insetto, per l'herpes o per le mani screpolate. Grazie a questa fiera possiamo presentare al pubblico il nostro lavoro, ne siamo contenti, gli attributi sono stati tutti positivi. 

Da Sauris, in provincia di Udine, viene invece Massimo che per il secondo anno presenta la sua birra alla canapa, per la quale utilizza esclusivamente malto di orzo e alla quale aggiunge l'acqua delle sorgenti del fiume Sauris: “la nostra Zahre Beer, della quale produciamo 1.000 ettolitri all'anno, nasce come birra distribuita al Sun Splash quando ancora il più grande raduno reggae europeo si teneva in Italia. Siamo contenti della fiera, anche se si poteva lavorare meglio sulla comunicazione e l'importante resta comunque sottolineare il fatto che scommettere nella canapa potrebbe aiutare il nostro paese a salvarsi dalla stagnazione”. Una realtà imprenditoriale insomma che, facendo perno sulla canapa, libera energie economiche sane con, in futuro, un certo margine di sviluppo. Sulla stessa lunghezza d'onda anche Alessio del Canapaio Mantovano: “ Siamo alla fiera con prodotti a base di farina di canapa (pizza e piadina) e con il gelato alla cannabis. Noi coltiviamo a mano nel mantovano e gestiamo con religiosa attenzione esattamente 1 ettaro, per circa 1 milione e 200 mila piante. Per l'inverno sono in progetto la cioccolata calda ed il rhum. Al momento il nostro prodotto di punta è la tisana composta da semenza, apparato fogliare ed infiorescenze. E' buonissima! Accanto ad Alessio lo stand di Sativa alimentari da Salerno, Alfonso suo promotore insieme a Marco, mi spiega: “ Questa è la terza fiera alla quale partecipiamo e la prima in Italia, siamo stati già alla Spannabis di Barcellona dove con la birra abbiamo vinto il primo premio per i prodotti di canapa e alla Cannafest di Praga dove abbiamo ottenuto il secondo posto fra le bevande alcoliche. La nostra birra si chiama Sativa ed è fatta con le infiorescenze di canapa in infusione. Per quel che riguarda le mie impressioni sulla fiera vorrei dire che il movimento italiano comincia a spingere sotto il profilo industriale e questo è dovuto ad una riscoperta della canapa e del valore economico che possiede.” Una pianta che potrebbe costituire un punto di svolta nell'economia nostrana, questo è il messaggio che viene con forza dalla fiera Indica Sativa. 

A conclusione della tre giorni intensi di incontri e dibattiti, vi sono state le premiazioni del miglior prodotto e del miglior stand. 

Per i prodotti vince il vaporizzatore Project X distribuito per l'Italia da Canapajò di Cattolica, un prodotto discreto che arriva dall'America, portatile e ricaricabile con una batteria dall'autonomia di 3-4 giorni, perfetto per chi non vuole rinunciare ad una vaporizzata anche nei luoghi pubblici, grazie alla mancanza dell'intenso l'odore proprio della combustione; come miglior stand invece: vittoria ottenuta significativamente dallo stand della canapa industriale con a capofila “Eletta Campana” (varietà storica di canapa italiana, la cui ditta che dalla stessa prende il nome si occupa commercializzare il seme, coltivarlo e organizzare la filiera per la lavorazione della fibra) e poi Delizie di canapa, progetto di Canapuglia che propone semi di canapa interi e decorticati, olio e farina e una vasta gamma di prodotti della tradizione pugliese, Equilibrium, prima impresa a portare in Italia il biocomposito di canapa e calce chiamato Natural Beton, che realizzato con materie prime naturali permette di costruire edifici ad elevato confort abitativo e ad alta efficienza energetica, riducendone i consumi e isolandoli termicamente ed infine, last but not least,  la Pedone working, attiva nel settore dell’edilizia naturale da un ventennio, che progetta e realizza costruzioni con materiali naturali e che ha recentemente sposato una nuova sfida: la costruzione di un complesso residenziale di 60 appartamenti in calce e canapa a Bisceglie. 

Le idee e la passione non mancano, quindi appuntamento all'anno prossimo!

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