Referendum cannabis in pericolo

Maria Novella De Luca
27 Sep 2021

Solo qualche giorno fa, la sera del 23 Settembre, sono scadute le 48 ore a disposizione dei Comuni per fornire i certificati elettorali di tutte le persone che hanno sottoscritto il referendum abrogativo per la cannabis, che in poche settimane ha raccolto più di 500 mila firme digitali.


Così, il 24 settembre il Comitato promotore del referendum sulla cannabis legale si è riunito in un presidio davanti al Ministero della Giustizia per chiedere al Governo “la conferma dell’esenzione al 31 ottobre” come data ultima per la consegna delle firme certificate perché in questo caso “la velocità della sottoscrizione online cozza con la burocrazia italiana” come dichiarano gli organizzatori durante la conferenza stampa.

"Purtroppo – aggiungono Antonella Soldo, Riccardo Magi e Leonardo Fiorentini - sta avvenendo quello che temevamo. Alla disparità di trattamento di questo referendum rispetto agli altri che avranno tempo fino al 31 ottobre, si è aggiunta l'inadempienza di tanti comuni italiani. Di fatto siamo di fronte a un sabotaggio che può essere evitato solo con un intervento urgente del Governo".

Infatti, a fronte di 545.394 certificati digitali richiesti con 37.300 email certificate inviate ai comuni (ogni PEC contiene dai 2 ai 20 nominativi) sono rientrate 28.600 email per un totale di circa 125mila certificati . Un numero bassissimo e se il Governo non estenderà i termini per la consegna al 30 Ottobre, il referendum non si farà.

Le firme vanno depositate in Corte di Cassazione insieme ai certificati elettorali entro il 30 settembre, da quel momento la Corte verificherà la regolarità delle firme e che il quesito intervenga su una legge effettivamente in vigore. Entro il 10 febbraiola Corte costituzionale valuta l’ammissibilità della richiesta di referendum. Nonostante l'apertura alla firma digitale, però, il Governo non ha fatto ancora nullaper aiutare gli organizzatori del referendum in difficoltà con la raccolta dei certificati elettorali di centinaia di migliaia di persone.

 "Caro Presidente Mattarella, ci rivolgiamo a Lei, garante dei diritti fondamentali della Costituzione, perché sia impedita una violazione della volontà di 600.000 cittadine e cittadini che hanno sottoscritto una richiesta di referendum per cancellare alcune norme della legge antidroga 309/90" scrivono gli organizzatori  nella lettera che è stata consegnata, sempre nella mattina del 24 settembre, agli uffici del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per mettere in campo ogni azione possibile a fermare il boicottaggio.

“Dimostrino di non avere paura della democraziae della voglia di partecipare che i cittadini e le cittadine hanno messo in campo in questi giorni” scrivono sul sito Meglio Legale gli organizzatori, alcuni dei quali, a partire da ieri sera, hanno iniziato uno sciopero della fame a oltranza per chiedere il rispetto dei diritti delle persone che hanno firmato il Referendum Cannabis. Tra loro Marco Perduca e Marco Cappato dell'Associazione Luca Coscioni, Antonella Soldo di Meglio Legale, Franco Corleone di Società della Ragione, Riccardo Magi di +Europa, Leonardo Fiorentini di Forum Droghe, Giulia Crivellini di Radicali Italiani e tanti altri.

Mancano all’appello più di 1400 comuni a inviare i certificati elettorali. La lista dei comuni mancanti è stata pubblicata sul sito dell’Associazione Luca Coscioni (https://www.associazionelucacoscioni.it/referendum-cannabis-legale-ritardi-e-inadempienze-da-parte-di-1-800-comuni-italiani) per chiedere aiuto ai cittadini e contattarli di persona via mail o telefonicamente in modo autonomo per accelerare questo lento processo che potrebbe inficiare il grande lavoro fatto in così poco tempo.

Sono ore decisive e restare uniti può fare la differenza.

Nel caso dovesse continuare questo silenzio istituzionale e l’inadempienza dei comuni, gli organizzatori annunciano che sarebbero disposti a diffidare lo stesso Ministero dell’Interno per non permettere alla burocrazia di sabotare questo referendum né la libertà di tanti cittadini che si sono espressi con le proprie firme.

Ricordiamo che il Referendum Cannabis è promosso dalle Associazioni Luca Coscioni, Meglio Legale, Forum Droghe, Società della Ragione, Antigone e dai partiti +Europa, Possibile e Radicali italiani insieme a Sinistra Italiana, Potere al Popolo, Rifondazione comunista, Europa Verde, Arci, Dolce Vita, A Buon Diritto, Comunità di San Benedetto al Porto, Lega Italiana per la Lotta all’AIDS – LILA, Coalizione Italiana per i Diritti e le Libertà Civili – CILD, EUmans, Volt Italia, Freeweed, Be Leaf Magazine, LaCasadiCanapa, Cannabis&Cultura Piacenza, Spliff Break, Cannabis for Future, Bear Bush, Made in Canapa, Comitato CICLA, Icanapp, Monkey Weed, Green Pork, Ass. Cannabiservice, Miss Joint, The Hemp Club Milano, Official Fattone, United Activists 4Freedom, Fatti Segreti, Sweed, Fattanza in Abbondanza, Kingston Grow Shop, Spinelli D’Italia, Cannabis Cura Sicilia, Manifesto Collettivo, Cbd GUrgano, Canapass, Hempatia Vaping, Sinistra Anticapitalista, InOltre Alternativa Progressista, UP Su la testa, Movimento 5 grammi, Agrocanapa, Canapaio Ducale Parma, Esseblog, Prossima, La casa del Popolo di Afragola, Diem25, 6000 sardine, nonna canapa, Associazione per il rinnovamento della sinistra.

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Maria Novella De Luca