I semi di canapa sono in fermento e si germoglia la vita

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Finito l’inverno, i semi di canapa sono in fermento e si germoglia la vita. Perché la Natura è più forte di qualunque pandemia!

 

Sicuramente la Natura non si pone limiti nel rinnovarsi ad ogni stagione, anche se purtroppo la continuiamo a combattere insensatamente, in modo cieco e irresponsabile. I semi di Canapa, in tutto l’emisfero boreale, sono in fermento e, se non sono già germogliati, non aspettano altro che di poterlo fare.

Che sia di canapa industriale, light, medica, “ludica”, salutistica, officinale, enteogena, selvatica, clonata, “regolare”, “femminizzata”, a ciclo lungo, medio, breve, autofiorente, ibrida, di linea pura, ad alto THC, ad alto CBD, uno-a-uno (forse il futuro…), con cannabinoidi rari, con precursori dei cannabinoidi, produttrice di tanta fibra, di tanti semi, di tanto canapulo, di tanti fiori, con profumi e gusti fra i più complessi e disparati, ognuno di questi semi di Canapa chiede al mondo di poter iniziare una vita, ed ogni talea di Canapa di poterla continuare.

Per mode, esigenze di mercato, proibizionismo ancora purtroppo imperante (speriamo adesso la smettano, c’è davvero bisogno che la Canapa possa essere liberata, per liberarci…), pur di poter crescere la Canapa si è adattata a crescere in ambienti innaturali, e oltre in tutti i climi all’aria aperta, la troviamo anche in innumerevoli situazioni al chiuso, in ambienti con più o meno elementi artificiali o manipolati.

Ci siamo ingegnati (e continuiamo a farlo) nel trovarle sistemi di coltivazione sempre più perfezionati, anche se in coltivazioni di ettari, all’aperto o in ambienti protetti c’è ancora molto da capire…

E c’è ancora molto da capire sulla necessità di rispettare gli esseri viventi, Canapa compresa, e di riconsiderare l’agricoltura come attività che mantiene la vita, che la fa prosperare, e che non la distrugge. La follia proibizionista, in più, in cento anni ha distrutto miliardi di vite vegetali e milioni di vite umane.

Adesso la Canapa sta rinascendo, in tutto il mondo si sta riguadagnando la considerazione e la stima che Le spettano, dimostrandosi utile, se non indispensabile, in tutti i campi, dalla tutela dell’ambiente (e non solo per l’essere umano), al conseguimento del miglioramento della propria coscienza, della propria salute e della propria vita per i singoli esseri umani che ne vengono a contatto. Aiutiamola!

Sia che possiamo disporre di pochi semi ed uno spazio ristretto, sia che ne abbiamo milioni ed ettari di terreno, seminiamoli presto, che possano sviluppare radici profonde in terreno fresco, senza patire temperature eccessive, che saranno utili solo al massimo della crescita.

Se siamo in spazi ristretti o chiusi, seminiamo comunque semi “regolari”: non fermiamo la possibilità di miglioramento genetico (potrebbe sempre capitare di trovare qualche fenotipo veramente speciale). Comunque, fra i 30 e i 40 giorni dall’emergenza del seme dal terreno cominciano a vedersi i primordi dei fiori, le piante possono essere messe in fioritura (non prima, si allungherebbero senza produrre rami ed in ogni caso cominceranno a mostrare i fiori dopo 30-40 giorni dall’emergenza) e si possono separare i maschi dalle femmine. Oppure usiamo talee

Cerchiamo varietà adatte al nostro microclima e ai tempi di crescita e fioritura di cui possiamo disporre, ricordiamoci però che varietà a ciclo più lungo spesso daranno rese migliori (in qualità e quantità) ma saranno più a rischio di problemi nella fase finale.

Non usiamo prodotti chimici per la Canapa. In pieno campo eliminiamo le infestanti con due anni di coltivazione di canapa medica (medicago sativa): dopo potremo coltivare canapa per anni senza problemi; contro la piralide esiste la vespa tricogramma, contro le muffe la selezione di varietà resistenti e adatte ai diversi microclimi. In spazi ristretti o chiusi: trattamenti in crescita di ortica, equiseto e propoli, alternati, prevengono la maggior parte dei problemi. Non esageriamo con la fertilizzazione, è sempre più facile e rapido correggere una carenza che un’overdose. Piuttosto concediamo alle radici maggior disponibilità di un terreno ben bilanciato e vivo.

La ventilazione è un fattore di crescita a volte trascurato, ma estremamente importante e, come la Canapa patisce l’aria stagnante, peggio patisce il ristagno d’acqua (può arrivare a morire): favorite sempre il drenaggio e l’ossigenazione delle radici. Come già detto: fate star bene le vostre piante (non sfruttatele, non cercate di avere da loro il massimo, ma il meglio), e loro vi ricambieranno.

Sono certo che è già così, per i lettori di Soft Secrets, ma date alle vostre piante di Canapa tutto l’amore possibile! E fate valere il vostro diritto di poter essere in simbiosi con un altro essere vivente: la simbiosi è amore.

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