La Cannabis e lo sviluppo celebrale

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La Cannabis e l'Uomo sono organismi simbiotici che si sono sempre aiutati reciprocamente per la sopravvivenza...

La cannabis è quasi riuscita nel suo intento. Grazie anche al proibizionismo, che ha cercato di dimostrare in tutti i modi (soprattutto bugie…) che fa male, ma che, grazie a decine di migliaia di studi ha dimostrato di essere un alleato prezioso del genere umano, la cannabis è riuscita a occupare tutte le aree occupabili anche dall’uomo.

Dal tempo della fine dell’ultima glaciazione (circa 12000 a.C.) era sopravvissuta in nicchie climatiche ai piedi delle montagne, probabilmente nella fascia che va dalla cordigliera Cantabrica, attraverso i Pirenei, le Alpi, i Carpazi e la penisola Balcanica, il Caucaso, l’Elbrus, fino alla catena del Tien Shan, degli Altai e al Giappone a Nord, attraverso le pendici dell’Himalaya, fino al sud-ovest della Cina e in Indocina a Sud. Poi l’uomo, attraverso il suo utilizzo per le fibre, per il valore alimentare dei suoi semi, per le sue proprietà magico-curative, l’ha sempre portata con sé nelle sue migrazioni. Se il suo utilizzo fosse stato soltanto per vestirsi o per cibarsi, sarebbe rimasta probabilmente in aree particolarmente a lei adatte, ma grazie al suo potere curativo ed enteogeno [ndr.”che genera il divino dentro”] nei secoli è stata utilizzata da qualcuno in modo sempre più diffuso, e da altri confinata o addirittura vessata.

Negli ultimi cento anni il tentativo di eliminarla con tutti i mezzi da parte di un potere che non vuole che l’umanità progredisca ha provocato una risposta tenace da parte dei pochi che hanno capito le menzogne e le falsità montatele attorno. Questa risposta ha fatto sviluppare decine di migliaia di studi accademici e non, la maggior parte iniziati per provare qualche pericolosità della cannabis, ma che hanno dovuto ammetterne soltanto benefici. Tante persone si sono interessate a questi studi, alcuni media hanno cominciato a riportare notizie positive; nei campi di tutto il mondo “che comanda” si è ricominciato a coltivare canapa/cannabis, principalmente per usi alimentari e salutistici; in ogni posto dove arriva la corrente elettrica si coltivano piantine di cannabis…

Si sono fatte, e si stanno realizzando, ibridazioni di ogni tipo di canapa/cannabis per adattare al meglio, secondo specifiche richieste, nuove varietà; si stanno studiando sistemi di coltivazione sempre più specializzati; si stanno scoprendo nuovi utilizzi per diversi cannabinoidi minori, e studiando/creando linee genetiche mai esistite prima.

E Lei sta ricominciando ad aiutare l’uomo nella sua evoluzione: oltre alle possibilità offerte in campo agricolo-industriale, che permettono un maggior rispetto dell’ambiente, quelle in campo curativo, che sono importantissime e promettono di esserlo ancora di più, negli ultimi anni, a fronte di un utilizzo sempre più diffuso e consapevole, si sta comprendendo il ruolo attivo della cannabis nell’evoluzione della struttura cerebrale degli umani. Nel cervello abbiamo una gran quantità di recettori per la cannabis, soprattutto CB1, quelli con più affinità per il THC (sì, la sostanza vietata…).

La cannabis influenza aree importanti della coscienza e dei sistemi più profondi di mantenimento della vita: pensiero, linguaggio, percezione del dolore, concentrazione, umore, personalità, memoria, orientamento spaziale, regolazione della pressione, regolazione del sonno, risposte del sistema immunitario… Il sistema endocannabinoide permea tutto il corpo, e mantiene un equilibrio omeostatico fra i vari sistemi, essenziale per il funzionamento di tutto l’organismo.

Le mutate, innaturali condizioni di esistenza della popolazione umana richiedono un maggiore impegno nel mantenimento dell’equilibrio fra i vari sistemi che compongono il nostro essere…

I recettori cerebrali per i cannabinoidi stanno mutando (si stanno evolvendo e aumentando di numero) ad una velocità tre-quattro volte maggiore negli umani che nei topi e negli scimpanzé (Cannabis, evolution and etnobotany. pag.375-376. Merlin & Clarke, 2013. Se conoscete l’Inglese, leggetevi tutto il capitolo). Scoperte relativamente recenti, replicate, dimostrano che il THC favorisce la generazione e la rigenerazione dei neuroni cerebrali. Altre ci dimostrano come, dopo l’assunzione di fitocannabinoidi (o di altri “enteogeni”), i collegamenti fra i neuroni e fra le varie aree cerebrali aumentino in modo notevole.

Aumentano così le possibilità di percezione da parte dei nostri organi di senso, e aumentano le possibilità di “comprensione” dell’universo che ci sta intorno. Può aumentare il senso di identificazione (empatia) con quanto ci circonda, e, di conseguenza, aumenta il rispetto per quanto “al di fuori di me”, perché si realizza che in realtà “fa parte di me”. La cannabis può aiutarci ad avere un atteggiamento diverso rispetto al mondo, più consapevole e più giusto. Il mondo non ci è dato per essere sfruttato, ma per essere compreso e per farne parte in armonia, se vogliamo continuare ad esistere come specie. È importante un cambio (avanzamento adattativo) di mentalità ed una maggiore “intelligenza” (da intellegere: trascegliere, comprendere, capire).

La cannabis probabilmente è stata fra i principali artefici dell’evoluzione dell’uomo fin dal tempo della sua scoperta da parte del genere umano. Adesso è pronta ad aiutarci al “salto”.

Buona primavera!

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