Le alghe nella coltivazione di cannabis

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Le alghe nella coltivazione di cannabis

Da migliaia di anni le alghe sono impiegate dall'uomo in agricoltura. Le popolazioni delle zone costiere affacciate sull'oceano le utilizzano da sempre per rendere più fertili i terreni dove coltivano. Il termine alga è abbastanza generico per indicare un gruppo di organismi eucarioti a cui appartengono oltre diecimila specie. Si tratta di organismi con struttura vegetale sia unicellulari che pluricellulari, e soprattutto autotrofi, cioè in grado di sintetizzare le molecole di cui hanno bisogno a partire da sostanze inorganiche, come i minerali, impiegando energia prodotta attraverso la fotosintesi.

Il loro habitat varia a seconda della specie, spesso crescono in acque non troppo profonde, sebbene alcune di esse siano state trovate anche a oltre trecento metri di profondità. Alcune varietà prediligono climi estremi, proliferando in acque freddissime mentre altre si sviluppano solo in ambienti dal clima più temperato, crescono sia in acqua salata che in acqua dolce come ad esempio nei laghi. In passato venivano raccolte e bruciate per ottenere dalla cenere alcuni composti chimici come il sodio, lo iodio e il potassio, utilizzati nella produzione di vetro, saponi e fertilizzanti.

E proprio come fertilizzante presentano le proprietà più interessanti. Le alghe contengono numerosi micro e macronutrienti in piccole quantità, fitormoni, proteine, vitamine, enzimi, amminoacidi, carboidrati e acido alginico. 

Quest’ultimo è un componente importantissimo per la veicolazione degli altri elementi essenziali.

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Oggigiorno solo alcune varietà di alghe sono impiegate nel settore dell’agricoltura, in base al contenuto di componenti essenziali che contengono naturalmente.

Prima di addentrarci completamente nel ruolo delle alghe nella coltivazione di cannabis, è necessario fare un po’ di chiarezza su alcuni termini adottati; precisiamo innanzitutto che in paesi come l’Australia o gli Stati Uniti, il termine “kelp” nella lingua popolare viene utilizzato per indicare qualsiasi tipo di alga. In realtà kelp è il nome comune di un gruppo di alghe brune facenti parte dell’ordine delle Laminariali.

A questa confusione hanno contribuito anche i fabbricanti di fertilizzanti, che chiamano kelp qualsiasi prodotto a base di alghe. Anche il termine “seaweed”, che tradotto dall’inglese significa alga, è abbastanza generico.

Vediamo quali sono le varietà di alghe più utilizzate nella coltivazione di cannabis.

Ascophyllum Nodosum

Si tratta di un’alga bruna che cresce solo nell’oceano Atlantico, soprattutto nelle zone intertidali vicino alle coste. Le zone intertidali sono dei punti dove si verificano quotidianamente alta e bassa marea, perciò le alghe sono continuamente esposte a variazioni climatiche estreme. Si sviluppano abbastanza lentamente e le fronde arrivano a misurare circa due metri di lunghezza. Queste alghe sono ancorate alle rocce attraverso un peduncolo e la loro distribuzione è talmente densa da avere una resa di alcune decine di chilogrammi per ogni metro quadro.

Gli estratti di Ascophyllum nodosum presentano un alto livello di citochinine, un ormone regolatore della crescita che stimola la divisione cellulare e favorisce la crescita delle piante, aumenta la mobilità dei nutrienti e mantiene alti i livelli di clorofilla, infatti frena i processi di senescenza delle cellule cioè del loro invecchiamento.

Il livello di citochinine e, più in generale, degli ormoni contenuti negli estratti di alghe, varia in base alla lavorazione a cui sono sottoposte le alghe durante il processo di estrazione. I prodotti a base di alghe ottenuti attraverso processi di lavorazione meccanica a freddo sono sicuramente i migliori.

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Gli estratti di Ascophyllum nodosum oltre a contenere tracce di più di 60 minerali sono anche ricchi di mannitolo, un carboidrato che favorisce l’assimilazione delle sostanze nutritive presenti nel substrato da parte delle piante.

La maggior parte degli stimolatori radicali in commercio sono prodotti derivati da alghe del genere Ascophyllum nodosum.

Ecklonia Maxima

Appartenente all’ordine delle laminariali, l’Ecklonia maxima è una varietà di alga bruna tipica delle zone costiere dell’estremo sud del continente africano. Cresce molto rapidamente, è ancorata alla roccia per mezzo di un rizoide da cui si innalza verso la superficie un unico gambo lungo che si suddivide in numerose lamine che possono superare anche i trenta metri di lunghezza. Le alghe dell’ordine delle laminariali, conosciute anche con il nome di kelp, hanno un’aspettativa di vita di circa dieci anni.

Il kelp è ricchissimo di ormoni regolatori della crescita della classe delle auxine, una tipologia di fitormoni coinvolta in numerosi processi fisiologici della pianta. Le auxine stimolano la proliferazione delle cellule e la formazione di nuovi organi, favoriscono la crescita di radici secondarie e avventizie, cioè di radici nuove che nascono da altre zone della pianta differenti dall’apparato radicale principale. Un esempio di radici avventizie sono quelle che si formano alla base delle talee.

I fertilizzanti a base di Ecklonia maxima contengono anche numerosi micro e macronutrienti, amminoacidi, carboidrati e proteine.

Chlorella

Questo genere di alghe verdi appartiene all’ordine delle Chlorellales, il nome deriva dal greco cloros, che significa verde, e dal suffisso -ella che invece significa piccolo. La clorella è un’alga cosmopolita, cresce in differenti ambienti e condizioni. Al pari delle altre alghe precedentemente descritte, anche la clorella è ricca di minerali, fitormoni, amminoacidi, carboidrati e proteine.

Tuttavia questo genere di alga risulta poco diffusa come fertilizzante, infatti sono pochi i produttori di fertilizzanti che la impiegano come base dei loro prodotti. La sua diffusione è frenata anche dalla difficoltà nel reperirla come risorsa.

I benefici delle alghe nella coltivazione di cannabis

L’impiego delle alghe nella coltivazione di cannabis offre molteplici vantaggi. Innanzitutto sono una fonte ricchissima di minerali, infatti le acque oceaniche dove crescono contengono una miriade di elementi essenziali. Le alghe possiedono dei chelanti naturali, di conseguenza molti dei minerali contenuti nelle alghe sono in forme direttamente disponibili per le piante.

Gli ormoni regolatori della crescita presenti nei fertilizzanti a base di alghe favoriscono lo sviluppo di un apparato radicale forte che permette di migliorare l’assimilazione delle sostanze nutritive vitali per le piante.

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Le alghe brune presentano una percentuale alta di polisaccaridi come la laminarina e l’acido alginico; la laminarina stimola le difese immunitarie della pianta e incrementa la produzione di resina, invece l’acido alginico è un composto in grado di trattenere quantità di umidità significative, inoltre stimola la vita nel suolo e favorisce la disponibilità di azoto presente in un substrato di coltivazione.  

Le alghe risultano essere un ottimo ammendante organico, infatti migliorano la struttura del suolo e aumentano la resistenza delle piante ad affrontare siccità e stress idrici.

Gli estratti di alga possiedono proprietà antiossidanti e antibiotiche che proteggono le piante da infezioni e piaghe di vario genere, ad esempio risultano molto efficaci per controllare le popolazioni di nematodi presenti nel terreno.

I carboidrati contenuti nelle alghe sono un ottimo alimento per la rete di microrganismi che popolano il suolo, stimolandone la proliferazione; i microrganismi si occupano di trasformare minerali e materia organica in sostanze nutritive prontamente disponibili per le piante.  

I prodotti a base di alghe contengono numerose vitamine, soprattutto del gruppo B. Di questo gruppo si distinguono la vitamina B1 e B2 per le quantità considerevoli in cui sono presenti; la vitamina B1conosciuta anche con il nome di tiamina tra le sue varie funzioni gioca un ruolo fondamentale nei meccanismi di difesa della pianta, infatti è un attivatore del SAR, acronimo di Resistenza Sistemica Acquisita, un sistema di risposta che coinvolge l’intera pianta a seguito dell’attacco da parte di un agente patogeno.

La riboflavina o vitamina B2 è coinvolta in varie reazioni metaboliche, tra cui la fotosintesi clorofilliana e altri meccanismi di protezione di una pianta.

Come applicare le alghe nella coltivazione di cannabis

I prodotti a base di alghe includono farina, estratti liquidi e polvere di alghe solubile.

La farina di kelp è uno dei principali ingredienti per realizzare un super soil o un living soil, va mescolata con il substrato di coltivazione, nelle dosi di circa 2 grammi per ogni litro di terra.

È ottima anche per la preparazione del TCO, ovvero per il tè di compost ossigenato; è uno dei modi migliori per somministrare il kelp alle piante di cannabis, infatti l’attività microbiologica nel tè incrementa la disponibilità delle sostanze nutritive fornite dalle alghe. Il TCO favorisce una crescita esplosiva delle piante di cannabis, noi di Sud Est Family lo somministriamo una volta a settimana alle nostre piante.

Le applicazioni fogliari di soluzioni contenenti estratti di alga sono ottime per correggere carenze o per dare una spinta maggiore allo sviluppo delle piante. Polverizzarle con una soluzione a base di kelp, estratto di neem e silicato di potassio, migliora l’assorbimento delle sostanze nutritive e stimola lo sviluppo di piante vigorose. Le soluzioni fogliari a base di farina di alghe devono essere filtrate prima dell’applicazione altrimenti gli ugelli si ostruiranno facilmente.

Gli estratti liquidi di alga possono essere impiegati per la preparazione della soluzione nutritiva e mescolati con la maggior parte delle linee di fertilizzanti presenti sul mercato.

La farina di alghe può essere applicata anche attraverso una tecnica denominata top dressing che prevede la concimazione della superficie del terreno di crescita.

È consigliato impiegare gli estratti di alghe soprattutto durante tutta la fase di crescita delle piante ma anche durante le prime due settimane della fase di fioritura.

L’impiego delle alghe nella coltivazione di marijuana favoriscono una crescita esuberante, sono un ottimo stimolatore radicale, migliorano la resistenza delle piante a stress e malattie, incrementando di conseguenza la resa e la qualità del prodotto finale.

Le alghe sono quindi tra i migliori alleati dei coltivatori di cannabis organica.

di sudestfam@protonmail.com

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