Ritorno alle origini

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Ciò di cui hanno bisogno le piante

Ci sono un sacco di ipotesi e di notizie rivoluzionarie sulla coltivazione di cannabis negli ultimi anni. È fantastico seguire e provare nuove tecniche, nuove attrezzature e sistemi di coltivazione. In ogni caso, l’unico modo per ottenere un raccolto spettacolare è quello di non dimenticare le basi. Torniamo alle origini e riassumiamo ciò che molti coltivatori a volte dimenticano.

Fotosintesi

Per noi esseri umani, l’elemento più importante è che produce ossigeno, senza il quale non saremmo in grado di vivere sulla Terra. Tuttavia, per il regno vegetale, l’ossigeno è solo uno dei suoi prodotti collaterali. Nel processo di fotosintesi, le piante assorbono anidride carbonica (CO2), acqua, sostanze nutritive, radiazioni fotosinteticamente attive e calore, che trasformano in ossigeno e carboidrati. Mentre rilasciano la maggior parte dell’ossigeno nell’aria, utilizzano i carboidrati come fonte di energia per crescere e sopravvivere. Più è rapida e migliore la fotosintesi, maggiore è la quantità di carboidrati che le piante riescono a produrre. L’obiettivo principale di ogni coltivatore è quello d’incoraggiare il più possibile la velocità della fotosintesi. Quando le condizioni per la fotosintesi sono ottimali, le piante hanno maggiore energia per la loro crescita e la loro fioritura. Il processo in cui semplici composti inorganici formano strutture più complesse viene definito assimilazione.

Se uno dei componenti necessari alla fotosintesi manca o non è presente a sufficienza, il processo avviene solo in parte o non avviene affatto. Se, per esempio, le piante non hanno accesso alla luce, come durante la notte, la fotosintesi non si verifica. Ma anche in questo caso le piante utilizzano comunque dell’energia per mantenere le loro funzioni vitali. A quel punto, scindono le strutture complesse sotto forma di carboidrati in strutture più semplici. Questo processo viene definito dissimilazione ed è l’esatto contrario dell’assimilazione. Se volete che le vostre piante utilizzino l’energia soprattutto per la loro crescita e fioritura, dovete ridurre al minimo la dissimilazione e massimizzare l’assimilazione promuovendo e accelerando la fotosintesi. Lo si può fare creando un clima adeguato e assicurando un buon funzionamento generale della stanza di coltivazione.

Acqua

Le piante, come le persone, sono per lo più costituite da acqua. Il 70-80% del peso delle piante fresche è costituito da acqua, che svolge un ruolo chiave nelle varie reazioni metaboliche, compresa la fotosintesi. Tuttavia, fino al 98% dell’acqua assorbita viene riemessa nell’atmosfera per traspirazione. L’acqua è fondamentale per il trasporto delle sostanze nell’organismo vegetale. Scioglie le sostanze nutritive e le trasporta laddove le piante ne hanno bisogno. Può anche raffreddare la pianta in caso di necessità, oppure impedire che la temperatura scenda velocemente. La funzione termoregolatrice dell’acqua potrebbe essere utilizzata dai coltivatori come soluzione ottimale per aumentare la presenza di CO2. In una situazione ideale, l’acqua scorre continuamente all’interno della pianta dalle radici fino alle foglie, dove fuoriesce dalla pianta e viene rilasciata nell’atmosfera sotto forma di vapore. Questo non sarebbe possibile senza una significativa tensione superficiale dell’acqua, che consente l’elevazione capillare, la traspirazione e la galleggiabilità delle radici.

Un’irrigazione inadeguata rallenta la crescita delle piante e una grande carenza d’acqua comporta la morte delle piante. Con una quantità ottimale di umidità, la pianta si sviluppa adeguatamente. Se l’irrigazione è eccesiva, le radici – da cui la pianta trae le sue sostanze nutritive – sono le prime a cominciare ad ammuffire. Se l’eccesso persiste, la pianta comincia a diventare salmastra. Nei casi estremi inizia ad ammuffire e il gambo e la pianta muoiono del tutto.

Le piante di cannabis assorbono l’acqua attraverso l’apparato radicale, per lo più attraverso i pilucchi sottili presenti sulla superficie delle radici, chiamati pilucchi radicali. Sono visibili ad occhio nudo e il momento migliore per osservarli è quando i semi germinano sulla carta di germinazione. Se volete che le radici ricevano la quantità d’acqua necessaria, occorre creare le condizioni ottimali, il che significa raggiungere la giusta temperatura e fornire abbastanza ossigeno. Se la temperatura è troppo bassa o troppo elevata nell’area delle radici, la capacità di assorbimento dell’acqua diminuisce. Con temperature estreme questa capacità è bloccata del tutto.

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Gli stomi sulle foglie rivestono una funzione chiave nel processo di traspirazione.

Nutrienti

La maggior parte dei nutrienti viene assorbita dai pilucchi delle radici con l’acqua. Le piante di cannabis, come altre piante più alte, sono in grado di assorbire alcune sostanze nutritive anche dalle foglie. La nutrizione fogliare è per lo più utilizzata come rimedio veloce per correggere lo squilibrio dei nutrienti o per aggiungere oligoelementi e vitamine alle piante. Ciononostante, la nutrizione delle radici è di gran lunga più importante della nutrizione fogliare. La fonte primaria di nutrienti è il terreno. Contiene una quantità diversa di humus. L’humus è un complesso di microrganismi necrotici, piante, animali e funghi che influenza fortemente la concentrazione di sostanze nutritive nel terreno e la sua disponibilità delle stesse per le piante. Le piante non assorbono gli elementi nutritivi dal terreno alla stessa concentrazione in cui sono presenti in esso. A causa della grande differenza fra la concentrazione di elementi nutritivi nel suolo e il fabbisogno delle piante, le radici hanno la capacità di regolare l’assorbimento di particolari nutrienti separatamente dagli altri. C’è anche la possibilità di far crescere le piante senza terreno in un substrato inerte, per esempio idroponicamente o aeroponicamente. In tal caso, tutte le sostanze nutritive vengono disciolte direttamente in acqua e distribuite direttamente nell’area delle radici.

Luce

La luce è uno degli elementi fondamentali della fotosintesi e le piante ne hanno bisogno per vivere. Senza luce adeguata non hanno energia per la fotosintesi. Le piante in tal caso non crescono come vorreste e non riuscirete mai a ottenere il raccolto dei vostri sogni. Per la coltivazione indoor, la luce artificiale è il primo elemento a cui dovete pensare e di cui dovete utilizzare l’effetto al massimo. Le piante contengono tre pigmenti fotosintetici principali, in grado di utilizzare l’energia della luce. La clorofilla A assorbe la maggior parte dell’energia dello spettro della luce blu e rossa. Le clorofille B e C trasferiscono l’energia assorbita alla clorofilla A. I carotenoidi fanno la stessa cosa e proteggono l’apparato fotosintetico dai danni causati da un’eccessiva radiazione. Per le piante è necessaria una radiazione fotosinteticamente attiva (PAR). La crescita delle vostre piante dipende dalla quantità di PAR che ricevono.

Aria – CO2 e ossigeno

Le piante hanno bisogno di più CO2 rispetto agli esseri umani e sono in grado di produrre da sole una quantità adeguata di ossigeno. La mancanza di questi elementi comporterà una crescita lenta o interrotta, l’ingiallimento delle foglie e la comparsa di fiori piccoli e magri. È necessario ventilare regolarmente ed efficacemente la stanza di coltivazione, non solo per apportare CO2, ma anche e spesso per mantenere la temperatura e l’umidità necessarie. Dedicate quindi grande attenzione alla ventilazione e al livello di CO2 nella vostra stanza di coltura.

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Cima sana.

Calore e umidità

La cannabis ha le sue temperature preferite e cresce anche in base alle variazioni di temperatura. Se non si garantisce la temperatura necessaria, non crescerà come ci si aspetta. La temperatura di giorno dovrebbe oscillare fra i 24° e i 28 °C, (e non superare mai i 32 °C), mentre di notte non dovrebbe scendere al di sotto dei 16 °C. L’umidità dell’aria riveste una funzione fondamentale nel processo di traspirazione. È necessario controllare l’umidità dell’aria e al contempo la temperatura per ottenere condizioni ottimali per una rapida fotosintesi.

La velocità di traspirazione dipende, fra le altre cose, dalla differenza di pressione del vapore acqueo all’interno delle foglie e nell’ambiente circostante (deficit di pressione del vapore – VPD). All’interno della foglia c’è sempre il 100% di umidità e l’acqua è presente in forma liquida. Prima della traspirazione nell’atmosfera, l’acqua sotto la superficie della foglia si trasforma in vapore. Questo crea la pressione di cui abbiamo parlato perché il vapore ha bisogno di molto più spazio dell’acqua. Il livello della pressione del vapore acqueo all’interno della foglia dipende anche dalla sua temperatura. Il valore della pressione VPD è determinato dalla temperatura e dall’umidità relativa. Si consigliano i seguenti valori VPD per ottenere una velocità di traspirazione ottimale. Per la clonazione e la fase iniziale di crescita 0,4-0,8 kPa, per la fase finale di crescita e l’inizio della fase di fioritura 0,8-1,2 kPa e per la seconda fase di fioritura 1,2-1,6 kPa. Per ulteriori informazioni sul VPD, date un’occhiata al mio vecchio articolo intitolato Acqua e piante. Grazie per l’attenzione e rimanete sintonizzati!

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