Ovunque siano andati gli esseri umani, ben presto sono stati seguiti dalla cannabis. Ora in ogni continente eccetto l'Antartide ne esistono varietà selvatiche o sfuggite alla coltivazione e, nei secoli successivi alla loro introduzione, si sono evolute svariate varietà locali. Spesso, inoltre, i coltivatori locali hanno coltivato in modo selettivo la pianta per ottenere le caratteristiche desiderate, portando così a popolazioni di cannabis distinte dal punto di vista morfologico in tutto il mondo. La “plasticità fenotipica”, ossia l'abilità della pianta di modificare la propria struttura genetica in risposta alle pressioni ambientali, è molto evidente nel genere cannabis. Ciò ha consentito un rapido adattamento localizzato e si presume che le specie siano di conseguenza in grado di sopravvivere a cambiamenti climatici significativi: effettivamente, questa pianta sta già rispondendo ai cambiamenti in atto. Purtroppo, ciò significa anche che un particolare fenotipo può diventare insufficientemente adatto al proprio ambiente a causa della variazione delle condizioni, mentre arrivano ed evolvono esemplari più nuovi e adatti.

Ovunque siano andati gli esseri umani, ben presto sono stati seguiti dalla cannabis. Ora in ogni continente eccetto l'Antartide ne esistono varietà selvatiche o sfuggite alla coltivazione e, nei secoli successivi alla loro introduzione, si sono evolute svariate varietà locali. Spesso, inoltre, i coltivatori locali hanno coltivato in modo selettivo la pianta per ottenere le caratteristiche desiderate, portando così a popolazioni di cannabis distinte dal punto di vista morfologico in tutto il mondo. La “plasticità fenotipica”, ossia l'abilità della pianta di modificare la propria struttura genetica in risposta alle pressioni ambientali, è molto evidente nel genere cannabis. Ciò ha consentito un rapido adattamento localizzato e si presume che le specie siano di conseguenza in grado di sopravvivere a cambiamenti climatici significativi: effettivamente, questa pianta sta già rispondendo ai cambiamenti in atto. Purtroppo, ciò significa anche che un particolare fenotipo può diventare insufficientemente adatto al proprio ambiente a causa della variazione delle condizioni, mentre arrivano ed evolvono esemplari più nuovi e adatti.

In gran parte dell’America Centrale, le devastazioni dovute al commercio della cocaina hanno lasciato un segno indelebile sulla coltivazione della cannabis. In alcuni luoghi, la cannabis viene coltivata in maniera intensiva e rappresenta una percentuale significativa del narcotraffico, mentre in altri è stata messa da parte in favore della più redditizia pianta di coca. Entrambi gli eccessi possono influire sul patrimonio genetico. Se coltivata intensivamente, una singola varietà redditizia può arrivare all’esaurimento mentre altre vengono lasciate morire. Viceversa, quando il suolo viene lasciato interamente alla produzione intensiva della coca, le popolazioni esistenti si esauriscono e si perdono i fenotipi. Naturalmente, la “guerra alle droghe” ha portato alla distruzione dei campi di cannabis in tutta la regione, aggravando ulteriormente il problema.

A Panama, la coltivazione è iniziata sul serio quando i coltivatori hanno portato nel paese i semi (che si presume fossero principalmente della cultivar Colombian Red) dalla Colombia, sfidando la dura repressione della produzione di droga. La latitudine quasi equatoriale di Panama e il clima mite consentono la coltivazione di piante di sativa dalla lunga fioritura e molto pure. Il terreno collinoso e le numerose piccole isole offrono molte opportunità di creare coltivazioni nascoste e nel passato recente la cannabis panamense è stata ampiamente disponibile. 

Panama Red è il nome dato alla cultivar rossa e cespugliosa che ne è emersa alla fine: stando a quanto si riferisce, ha una struttura più leggera e un colore più chiaro del suo predecessore e un high sativa più acuto e netto, in contrasto con lo stupefacente effetto narcotico della Colombian Red. Mostra lunghi peletti rossi sui fiori e una colorazione rossastra delle foglie e dei fiori stessi. La Red ha fatto la sua comparsa, e ha raggiunto rapidamente la popolarità, negli anni ’60 e ’70 e a quanto pare oggi è introvabile. 

Come accade con molte varietà e cultivar in via di estinzione, le pressioni della selezione hanno influito sulla Red, perché i coltivatori hanno preferito una pianta più robusta, a rapida fioritura e dalla resa maggiore, con l’introduzione di ibridi che prosperano grazie al clima benevolo, guadagnando rapidamente il predominio. Inoltre, anche se, di fatto, Panama non ha una forte coltivazione di coca, la sua importanza capitale come via del narcotraffico ha fatto sì che le bande criminali locali spostassero la propria attenzione sulla cocaina e l’importanza dell’esportazione della cannabis negli ultimi anni si è ridotta. In forma ibrida, questa varietà è ancora disponibile nelle banche dei semi, in genere incrociata con la White Widow o la Skunk per consentire la riuscita delle coltivazioni indoor, ma a quanto pare, salvo che ne esista una comunità sconosciuta sulle aspre colline e sulle isole panamensi, la Red è ormai davvero una varietà perduta. 

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