Manipolare le cime più grandi

Ho avuto fortuna nell'imparare a manipolare le piante da un amico molto prima che mettessi le mani su materiale informativo relativo all'ambito della cannabis.
Ho avuto fortuna nell'imparare a manipolare le piante da un amico molto prima che mettessi le mani su materiale informativo relativo all'ambito della cannabis.
Ho avuto fortuna nell’imparare a manipolare le piante da un amico molto prima che mettessi le mani su materiale informativo relativo all’ambito della cannabis. Dopo aver visto gli effetti ottenuti sulle piante, ho voluto scoprire perché danneggiare i rami e le foglie aumentasse la resa e quali altre tecniche esistessero per manipolare raccolti maggiori. Mi sono chiesto spesso: “Quante piante posso coltivare sotto questa fonte di luce?”. La mia risposta è sempre quella di porsi una domanda diversa: “Come riempire lo spazio disponibile?”. Per rispondere a questa domanda, dovete prima di tutto pensare a quali tecniche utilizzare per coltivare le vostre piante.
Al centro della manipolazione delle piante sta il ridirezionamento dell’energia delle piante. A seconda della tecnica, si può avere un ridirezionamento temporaneo o permanente. Nel farlo, chiediamo alla pianta di concentrarsi su aree specifiche durante il ciclo di crescita per ottenere determinate conseguenze: piante più forti, cime più grandi, ecc. Analogamente a quanto si fa con i bonsai, cambiamo la forma, le dimensioni e il flusso energetico della pianta per creare questi effetti. Possiamo quindi usare queste tecniche di manipolazione per fare in modo che qualsiasi numero di piante possa riempire lo spazio a disposizione, massimizzando al contempo il loro potenziale di resa.
Potatura
Una cosa che facciamo come coltivatori per curare le nostre piante è eliminare il fogliame poco sano o danneggiato. La potatura, la forma base della manipolazione delle piante, si riferisce alla rimozione di foglie che hanno perso colore, che sono danneggiate o necrotiche. Questo consente alla pianta di spostare l’energia che normalmente investirebbe in queste foglie inferiori o danneggiate, per trasferirla in una crescita maggiore ed estremamente efficiente della parte superiore. Le nostre signorine investono molta energia nel far vivere le foglie malate o danneggiate, quindi è sempre meglio liberarsene da subito e trasferire il flusso energetico dove vogliamo che agisca maggiormente. Infine, la potatura implica anche la rimozione delle foglie più grandi verso la parte superiore, perché queste fanno ombra sulle foglie inferiori. La rimozione permette dunque il passaggio della luce.
Super cropping
FIM- Utilizzando forbicine a punta fine o una lama, eliminate solo una parte del centro della pianta. |
La prima tecnica di manipolazione delle piante che ho imparato mi è stata insegnata da un amico di vecchia data le cui coltivazioni producevano raccolti assolutamente invidiabili. Quando gli ho chiesto suggerimenti per ottenere gli stessi risultati con le mie piante, si è messo in ginocchio di fronte a una delle mie piante e ha detto: “Non preoccuparti. Ti prometto che non farò male a nulla. La pianta starà meglio che mai da domani stesso”. Ho fatto un respiro profondo e gli ho affidato tutta la mia fiducia. Lo ho osservato mentre avvolgeva il pollice e l’indice attorno al gambo principale (meristema) vicino alla punta della pianta e stringeva. Ha applicato abbastanza pressione da danneggiare la parte senza rompere completamente il gambo. Poi ha ripiegato delicatamente il tutto sul gambo nel punto in cui aveva premuto e se n’è andato. Toccava a me provare. Mi ha indicato un’altra zona della pianta e mi ha detto di stringere fino a sentire un ‘tac' fra le dita. È stato il mio battesimo al super cropping.
Un vantaggio sostanziale di questa tecnica è quello i rafforzare l’integrità della pianta, in particolare i gambi, per sostenere una maggior crescita vegetativa e il peso delle cime durante il percorso. Si può anche utilizzare per controllare le dimensioni fisiche e l’altezza della pianta senza dover usare agenti chimici mirati allo stesso effetto, come bush load o phosphoload, che alterano la regolazione ormonale della pianta. Mediante questa tecnica, andiamo a danneggiare intenzionalmente i passaggi vascolari interni per obbligare la pianta a curarsi, creando tessuto cicatrizzato e un ‘bozzo’ nel punto in cui stringiamo. Questo permetterà il passaggio della linfa consentendo una crescita ottimale, ma nelle 24-48 ore successive la pianta ridirezionerà l’energia che avrebbe investito nella crescita superiore al fogliame inferiore al di sotto del punto in cui premiamo. Questo porterà a un gambo visibilmente più spesso e più forte di quello che sarebbe senza questa tecnica di super cropping.
Per cominciare, selezionate una pianta che ha poche serie di foglie e nodi a un'altezza di almeno 15-20 centimetri. L’idea è quella di applicare questa tecnica in un punto della pianta dove la crescita è più abbondante, per ridirezionare questa energia a tutte le aree al di sotto del punto di pressione. Mettete poi il pollice e l’indice attorno al gambo principale fra le due serie superiori di nodi e premete. Applicate abbastanza pressione per sentire che lo xilema si spezza, come se doveste applicare pressione a una vescica. Non spaventatevi se vedete del liquido fuoriuscire dal punto di pressione, è solo acqua. La cosa più importante è evitare di spezzare completamente il gambo, il che porterebbe alla cimatura della pianta. La pianta dovrebbe riprendersi completamente nel giro di pochi giorni, con la parte ripiegata sul gambo che si protende verso la luce e il tessuto cicatrizzato che forma il bozzo nel punto di pressione. Potete ripetere questa tecnica mentre la pianta cresce in altezza fra ogni punto nodale. Il tessuto cicatrizzato rende molto difficile la ripetizione del punto di pressione nello stesso punto e farlo potrebbe provocare danni irreparabili. Ma per il resto della pianta, il mio personale motto del super cropping è: ‘Se c’è un punto di pressione, lo farò’.
SUGGERIMENTO PER I COLTIVATORI: usare i silicati come additivi rafforza le pareti cellulari della pianta e se li si unisce al cropping, si otterrà una pianta ancora più forte.
Cimatura
CIMATURA- Le frecce indicano i 2 nodi che saranno dominanti a livello apicale una volta tolta la punta. |
In natura la riproduzione è la tendenza prevalente fra tutto ciò che fanno le piante. La cima apicale (chiamata anche cima terminale) delle piante di cannabis diventerà sempre la più grande e la più forte, grazie alla vicinanza alla luce. La pianta sa che questa cima è la sua miglior possibilità di riproduzione e applica quella che si definisce dominanza apicale, mandando la maggior parte dell’energia alla crescita della parte superiore. È come dare al miglior giocatore della squadra più tempo per giocare per garantirsi la possibilità di entrare in finale. Durante la crescita normale, una pianta manderà degli ormoni soppressivi alle parti ausiliarie e inferiori, rallentandone la crescita e risparmiando la maggior parte dell’energia per la cima apicale.
“Cimatura” è il termine usato dai coltivatori di cannabis per riferirsi alla potatura della parte superiore principale. Alcuni la chiamano strozzamento perché si va a premere fino a spaccare la parte superiore fra le dita. Consiglio sempre di utilizzare forbici o una lama quando si tagliano le parti della pianta. Altrimenti è molto facile provocare danni cercando di strappare le foglie e i rami. In più, l’utilizzo di arnesi garantisce precisione. Per non confondere questo metodo con la pressione applicata nel super cropping, lo chiameremo cimatura. Rimuovere la parte superiore trasferisce la dominanza apicale dalla cima terminale ai due nodi immediatamente al di sotto del punto di taglio. Quindi, quella che era la cima apicale dominante diventa due cime apicali dominanti. Ovviamente, nessuna di queste due cime sarà forte con quella principale, ma due è meglio di uno in questo caso, o tre o quattro! La cimatura potrebbe effettivamente raddoppiare o triplicare il potenziale di fioritura. Oltre a ciò, questo procedimento favorisce una crescita rapida di tutti i rami al di sotto del punto di taglio, non solo dei due nodi immediatamente al di sotto. Analogamente al super cropping, la cimatura è un altro modo con cui si arreca un danno intenzionale alla pianta per ridirezionare la sua energia, ma con risultati ampiamente diversi. Per applicare il metodo di cimatura alle vostre piante, selezionate uno spazio fra i nodi verso la parte superiore della pianta, dove vorreste tagliare, poi effettuate il taglio e rimuovete la parte superiore. Anziché liberarsi di queste parti tagliate, alcuni coltivatori rimuovo una quantità sufficiente per utilizzarla per i cloni e avviare così un ciclo di raccolto perpetuo.
Lollipopping-
LOLLIPOPPING- Seguite il gambo premendo con le dita per eliminare le parti inferiori indesiderate. |
SUPERCROPPING- Selezionate un punto dove stringere, ripiegate la pianta in quel punto e lasciate 24-48 ore alla pianta affinché si curi. |
Per applicare questo metodo, tenete il gambo fra il pollice e l’indice, iniziando appena sotto le prime 3-4 serie di internodi o laddove prevedete che si formerà il canopo della pianta. Con l’altra mano, tenete il gambo in un punto che si trovi al di sopra delle dita dell’altra mano. Esercitate una leggera pressione e tirate delicatamente il gambo fino alla base della pianta, facendo attenzione a non danneggiarlo. La parte che tenete fra le dita dovrebbe staccarsi piuttosto facilmente. L’eliminazione di questa parte inferiore incanala tutta l’energia disponibile verso i fiori rimasti in alto. Essendo meno i fiori su ogni ramo, dovrete preoccuparvi meno della somministrazione di energia alla pianta e questo porterà sicuramente alla formazione di cime più grosse e più fitte.
Il lollipopping non è la soluzione ideale per ogni coltivatore. Ad alcuni non interessa avere cime sottili alla base della pianta. Sono inoltre soddisfatti della dimensione delle cime e decidono quindi di non applicare questo metodo. Per chi vuole che le piante producano delle pepite strabilianti, questa è la tecnica che consentirà alle vostre cime di avere energia a sufficienza per sviluppare il loro pieno potenziale. Come vedremo in seguito, questo trattamento è fortemente utilizzato nel metodo SCROG.
FIM-
LST/SCROG- Una volta installata la rete SCROG, potete vincolare i rami affinché crescano orizzontalmente utilizzando l’LST (Low Stress Training) |
Finora ci siamo concentrati sulla manipolazione della pianta per ottenere una resa maggiore. Parliamo ora dello riempimento dello spazio con le piante. Dato che non sempre un numero maggiore di piante garantisce una maggior resa, bisogna considerare come riempire lo spazio con le piante. Con le colture indoor, la fonte di luce proviene normalmente dallo stesso punto: dall’alto. Senza “l’alba” o “il tramonto”, la forma triangolare della maggior parte delle piante di cannabis, è difficile che la luce da sopra riesca a penetrare fino alla parte inferiore della pianta. Ecco quando entra in gioco il materiale riflettente sulle pareti o una luce per integrare la principale sui lati nella stanza di coltura, il che è un’altra possibilità per contenere e diffondere la luce che avete a disposizione. Anche l’altezza è un punto importante indoor, soprattutto quando si coltivano ceppi a predominanza sativa che amano allungarsi. I coltivatori sono diventati molto creativi negli anni e hanno inventato vari metodi per controllare e risolvere questi problemi.
SUPERCROPPING- Non innervositevi se vedete un po’ di liquido fuoriuscire dal punto di pressione. In questo processo si danneggia lo xilema e quindi si tratta solo di un po’ d’acqua. |
Il metodo Screen of Green (SCROG) è una delle soluzioni più diffuse fra i coltivatori indoor, in quanto si possono coltivare piante che raggiungono le loro dimensioni massime e che producono abbondantemente, in ogni tipo di spazio. Questa tecnica uscire il lollipopping e la cimatura e introduce una rete o filtro come sistema di sostegno della pianta (e per limitarne la crescita verticale). Nel farlo, crea inoltre un ‘mare di verde’ visibile con un canopo di cime. Una bellissima vista, oltre al resto! È diverso dal metodo SOG, in quanto non si riempie semplicemente lo spazio con tutte le piante che si possono usare per avere l’effetto mare di verde. In questo caso, invece, si usano meno piante e se ne manipola la dimensione e la forma per riempire lo spazio. Questo canopo crea comunque un inconveniente, perché non consente quasi alcuna mobilità, il che rende difficile l’accesso alle piante più interne. Prima d’installare la rete, assicuratevi di completare tutte le operazioni di manipolazione e di verificare che non ci siano problemi d’insetti infestanti che richiedano accesso a tutte le piante più tardi.
SUPERCROPPING- Applicate pressione a sufficienza per sentire un ‘tac’ fra le dita, ma non danneggiate il gambo completamente. |
FIM- Ricordate che per il FIM dovete lasciare una piccola percentuale della parte appena cresciuta intatta ed eliminare il resto. |
Le vostre piante hanno inoltre bisogno di un programma completo per quanto riguarda la somministrazione di luce, acqua e nutrienti affinché producano le cime perfette che vedete nelle foto. È qui che la fisica, la chimica e la biologia s’incontrano in una coltivazione. Ottenere l’equilibrio giusto richiede del lavoro, ma il risultato consiste nel raggiungere il massimo potenziale.