Cannabis su Clubhouse: solo su invito grazie!

cannabis clubhouse

Cannabis e Clubhouse: il nuovo social rivoluzionario

Clubhouse è la nuova app che sta spopolando negli ultimi mesi. Nonostante attualmente sia disponibile solo per dispositivi Apple e per accedervi sia necessario essere invitati, è passata da poche migliaia di utenti nel 2020 a oltre dieci milioni negli ultimi mesi.

Clubhouse è un social network a metà strada tra una chat di gruppo e una teleconferenza, a volte simile ad un programma radio dove però gli ascoltatori possono interagire con il conduttore, altre volte più simile ad una chiacchierata da bar, in poche parole è una piattaforma di audio chat. Infatti su Clubhouse non si scrive né tantomeno si inviano messaggi vocali ma si parla dal vivo facendone di questo il suo cavallo di battaglia.

Cannabis su Clubhouse?

Attualmente sono molte le personalità di rilievo che sono su Clubhouse, le chat rooms variano da quelle con topic più specifici come le cryptomonete, il marketing, la musica e chiaramente non può mancare la cannabis, a quelle nate semplicemente per fare due chiacchiere anche tra sconosciuti oppure conosciutisi sulla app stessa.

Le stanze che trattano di cannabis su clubhouse sono per la maggior parte statunitensi e popolate quasi solo da figure professionali del settore, considerando che in molti Stati degli USA la marijuana è legale.

Basta scorrere tra i profili attivi nelle rooms per incontrare professionisti di ogni genere, da growers ad esperti di brands ad avvocati e antiproibizionisti, ma anche budtender, giornalisti delle più note riviste del settore e anche qualche club spagnolo.

Una cosa che ho notato sin dal primo momento è la presenza di moltissime donne all’interno delle chat sulla cannabis, questo è un segnale che il settore finalmente sta superando quella visione machista che ha dominato fino a pochi anni fa.

Come dicevamo, per scaricare l’applicazione bisogna essere invitati da un altro membro esistente e ogni membro ha diritto a solo due inviti, questa regola lo rende un social abbastanza d’élite per il momento. Una volta dentro, esploriamo i vari club ed utenti e iniziamo a seguire chi preferiamo, quando uno dei nostri following avvia una room il telefono ci avvisa con una notifica se vogliamo partecipare.

Le rooms possono funzionare in vari modi, l’utente che le avvia può scegliere tra tre tipologie differenti, stanze aperte a chiunque, stanze aperte solo a chi seguiamo e infine audio chat con singoli membri scelti da noi. L’utente che avvia la room svolge il ruolo di moderatore e
può anche scegliere di essere accompagnato in questo ruolo da altri membri della room.

Il moderatore può decidere di parlare da solo e successivamente lasciare la parola agli altri, oppure può impostare la stanza a microfoni aperti come in una vera conversazione. Però ricordate di alzare la mano per chiedere la parola.

La prima room a cui ho assistito era un club di italiani per la maggior parte conosciutisi su Clubhouse che semplicemente parlavano del più e del meno magari mentre facevano qualcos’altro, infatti un’ottima caratteristica che possiede l’app è la funzione background.

Ma questa piattaforma non è solo svago e passatempo: possiede anche un grande potenziale educativo. Le rooms spesso sono partecipate da membri dall’alto profilo professionale e facilmente ci si può trovare ad assistere a conversazioni molto interessanti condotte da esperti del settore affine alla stanza. Ma il vero potenziale rispetto ad altri social network risiede nell’interazione dal vivo tra gli utenti: il suo funzionamento è stato concepito per un confronto diretto tra i membri, in questo modo il dibattito viene portato ad un altro livello rendendolo decisamente più partecipativo e democratico. La cosa che trovo più interessante è proprio questa, la possibilità di creare delle vere e proprie piazze di democrazia, sullo stile delle Agorà dell’antica Grecia.

Basti pensare che fino allo scorso febbraio anche in Cina si stava diffondendo a macchia d’olio, gli utenti parlavano liberamente di qualsiasi cosa – attività che nel paese asiatico non è del tutto scontata – si discuteva anche di politica o delle proteste ad Hong Kong fino a quando purtroppo le autorità non hanno deciso di censurarlo. Anche gli universitari turchi proprio in questi giorni stanno approfittando della nuova piattaforma social per eludere la censura imposta dal governo.

Cannabis su Clubhouse: e la privacy?

Però non è oro tutto quel che luccica: Clubhouse ha un grande difetto sulla gestione della privacy. Innanzitutto la piattaforma registra le conversazioni temporaneamente, con il fine di indagare su possibili comportamenti scorretti segnalati dai membri, nel caso contrario le registrazioni vengono eliminate al termine di ogni chat room e fino a qui tutto bene, però una cosa intollerabile è il fatto che l’applicazione crea dei profili ombra dei tuoi contatti in rubrica nel momento in cui consentiamo l’accesso e questa pratica definita illegale ha scatenato l’ira di molte associazioni per i diritti.

Personalmente penso a questa piattaforma come a qualcosa di positivo, soprattutto nell’epoca che stiamo vivendo fatta di misure restrittive e di infiniti confinamenti, sperando che Clubhouse decida presto di tutelare maggiormente la privacy dei suoi membri, dando voce a chi non ha voce!

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