Tropicanna Poison F1 Fast Version®

Una passeggiata ai tropici con Sweet Seeds®

Cari cannabicoltori, è sempre un piacere per me scrivere reportage sui test di coltura condotti sulle sorprendenti varietà Sweet Seeds®, per il successo assicurato degli esemplari ottenuti in ciascuna occasione e la qualità indiscussa delle cime, che si contraddistinguono per aroma, resa ed aspetto.

È molto semplice coltivare varietà di questo tipo perché, prima di essere immesse sul mercato, sono state testate accuratamente dai loro stessi selezionatori. Lo scopo di questi test è di osservare il loro comportamento con diverse tecniche di coltura, valutandone l’adattabilità e stabilità. Del resto, se coltivatori come noi riescono a procurarsi semi così speciali, sarà facile apprezzare il tempo dedicato e l’impegno profuso da chi le ha concepite non appena vedremo esplodere le nostre tende di coltura o terrazze di esemplari infallibilmente sani e colorati.

Oggi voglio parlarvi di una varietà meravigliosa che è anche un piacere per gli occhi: una delle recenti novità di Sweet Seeds® chiamata Tropicanna Poison F1 Fast Version® (SWS85). Si tratta di una nuova creazione per il 2020 che fa parte dell’ormai leggendaria ‘Red Family’, piante di cannabis dai fiori abbelliti da tonalità violacee, azzurre e rosse. È inoltre una Fast Version® e fiorisce pertanto in un tempo record di 6/7 settimane dall’inizio della fioritura e prima dell’arrivo dell’autunno, per chi coltiva all’aperto.

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Tra i miei hobby quello che preferisco è coltivare cannabis, ma mi appassiona anche il complesso mondo della micologia. Penso addirittura che il grado di sorpresa e ammirazione che suscita in me un fungo incontrato mentre cammino nel bosco sia comparabile alla sensazione che provo nel vedere una pianta di cannabis come Sweet Seeds® Tropicanna Poison F1 Fast Version® in piena fioritura.

Si scatena un istinto primordiale e mi viene l’acquolina in bocca alla vista dei suoi pistilli bianchi, che emergono attraverso calici di color rosso intenso e il luccichio dei tricomi… È una meraviglia della natura, medicinale e gratificante al tempo stesso. Le tinte rosse, blu o viola non sono però un capriccio della natura bensì un effetto diretto degli antociani, speciali pigmenti che colorano le foglie, gli steli, i fiori o i frutti di certe piante per proteggerle dal freddo e dalle radiazioni UV, o anche per attirare gli insetti impollinatori, che contribuiscono così alla loro riproduzione.

Queste piante hanno molteplici proprietà. Secondo studi scientifici condotti presso i consumatori, la loro azione antiossidante è benefica per la salute ed evita la produzione di radicali liberi, che causano varie malattie come il cancro.

Svariati effetti positivi sono anche stati riscontrati sulle funzioni neurologiche, l’obesità e il rafforzamento del sistema immunitario. In breve, non è solo una questione di aspetto, ma anche di salute. Infatti, oltre ai molteplici usi medicinali che la cannabis ha di per sé, si rilevano molte altre proprietà benefiche insite nelle varietà pigmentate, come la Tropicanna Poison F1 Fast Version® e tutte le altre piante della Sweet Seeds® Red Family.

Le progenitrici di questa pianta straordinariamente attraente sono le varietà “Super Strong” della più famosa famiglia di Cookies statunitensi: la Tropicanna Cookies (Girl Scout Cookies x Tangie), incrociata con la leggendaria Red Poison Auto® (SWS39), che presenta più forti gradazioni di colore, note più dolci e un’elevata rapidità di fioritura.

Questa la scheda tecnica:

Genetica: 60% Indica / 40% Sativa

Cannabinoidi: 16-24% THC / 0,1% CBD

Resa interna: 450-600 g/m2

Resa esterna: 400-650 g/pianta

Fioritura all’interno: 6-7 settimane

Periodo di raccolta all’esterno: fine agosto, inizio settembre

 

Una caratteristica importante, immediatamente riscontrabile, è l’alta percentuale di THC (fino al 24%), quantità più che sufficiente per qualsiasi consumatore esperto. Un altro aspetto interessante è la rapidità di fioritura che, unita alla resa elevata, la colloca tra le varietà più richieste nei grow shop.

È particolarmente apprezzata nelle zone piovose e nel Nord Europa, dove prima era impossibile ottenere raccolti soddisfacenti da piante fotodipendenti per il rischio di botrite. Ora, con la Fast Version® di Sweet Seeds®, i raccolti abbondano anche qui!

Insomma questa pianta ha tutto ciò che serve per entrare a far parte delle nostre preferite. Ma vediamo ora come ottenere il suo caratteristico “succo” rosso e fruttato sintetizzandone il processo di coltivazione con l’uso di concimi organici per ottenere una pianta dall’ampia gamma di sapori e aromi… Ah, quasi dimenticavo… è la genetica (e non il freddo) a determinare la speciale pigmentazione delle varietà Sweet Seeds® Red Family come questa. Infatti, senza particolari cure o accorgimenti, alla fine della crescita circa l’80% degli esemplari assumeranno queste tonalità particolari.

Come migliorare le qualità di questa straordinaria pianta con la coltura biologica e un’ottimale essiccazione e maturazione

Per godere del gusto pieno di Tropicanna Poison F1 Fast Version® e del suo straordinario bouquet di terpeni, la prima cosa da fare è capire come alimentarla. Questa novità Sweet Seeds® è il risultato di una vera e propria impresa perché, per equilibrarne gli aromi, sono stati necessari svariati incroci. È stata una bella soddisfazione per il team di selezionatori di Sweet Seeds®, la cui fama è legata alle varietà ad alta resa, facili da coltivare e con aromi e sapori potenti. Ma l’esito è stato ancor più impressionante per l’elevata sapidità, rapidità di crescita e bellezza di questa straordinaria pianta.

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La gamma di aromi rilasciati dalle sue cime spazia dalla dolcezza di una resina densa e appiccicosa al mango maturo del corpo, che si staglia su uno sfondo lieve di skunk e legno tropicale e una nota di terra umida dovuta all’alto livello di mircene, noto terpene che, per esempio, permette di alleviare il dolore cronico e gli effetti collaterali della chemioterapia.

La nota di acidità in più contribuisce a un sapore complessivo che può essere apprezzato inalando e quindi espellendo il vapore attraverso le vie retronasali. La sua complessità si continuerà ad assaporare nell’aria espulsa dalle narici, intrise di questo gusto così ricco, anche a più di 5 minuti dal consumo.

Noi, coltivatori domestici che puntiamo all’autosufficienza, siamo in grado di cogliere anche la minima differenza nelle varietà che coltiviamo. Personalmente ho provato un ampio assortimento di erbe provenienti da altri coltivatori, che per me hanno tutte lo stesso sapore e non presentano sfumature: gusti grossolani, anche fin troppo opachi o, in altri casi, metallici e graffianti. Peraltro, non avendo raggiunto il giusto grado di maturazione, le cime erano ancora verdi. Questo problema, peraltro comune, può essere risolto con una semplice soluzione: usare concimi organici e lasciare essiccare l’erba per bene.

I nutrienti organici esalteranno gli aromi delle piante e non si verificheranno problemi di sovralimentazione, saturazione o anche bruciatura degli esemplari, come avviene invece nell’uso di fertilizzanti minerali o preparati annunciati dai produttori come panacee, in grado di produrre piante di taglia più grande e quindi rese superiori del 20, 25 o 30% secondo i casi… Alla fine, non sappiamo nemmeno se funzionano, ma tendiamo a somministrarli per inerzia. Non è solo una questione di soldi spesi; consumando marijuana di questo tipo si rischia di compromettere la salute e, soprattutto, si buttano al vento anni di lavoro minuzioso da parte dei selezionatori, che si sforzano di creare varietà sempre nuove con un mix ricco di terpeni, aromi e sapori.

Quanto a me, mi diletto a conservare le varietà più disparate nei miei barattoli per notare le peculiarità che differenziano l’una dall’altra; è una esperienza davvero divertente e piacevole. Con ciò non voglio dire che i fertilizzanti minerali non funzionano. Se usati però sarà molto più difficile trovare un giusto equilibrio senza eccedere nelle dosi. Inoltre non tutti i coltivatori hanno l’accortezza di lavare le radici alla fine del ciclo di crescita, riducendo quasi a zero il nutrimento somministrato alle piante. Per valutare se hanno raggiunto il giusto grado di maturazione gli esemplari devono assumere un colore giallo.

Una pianta che, essiccata, è di colore verde scuro avrà un sapore prevalentemente metallico e amaro di erba, senza la possibilità di apprezzarne altri terpeni. Bisogna fare molta attenzione quando si coltiva questa varietà dato il più breve periodo di fioritura, insufficiente perché possano assimilare tutte le sostanze nutritive di cui ha bisogno: meglio accorciarlo un po’ questo periodo e non aspettare troppo a lungo. Nel ciclo di coltura successivo il coltivatore saprà già cosa fare in base all’esperienza accumulata.

I concimi organici esaltano il gusto del Tropicanna Poison F1 Fast Version®. Vi consiglio di passare al fertilizzante più bio che riusciate a trovare in commercio, o anche di prepararne uno ad hoc. I forum specializzati sul web riportano molte informazioni al riguardo. Una soluzione alquanto semplice è l’uso dell’humus di lombrico per la crescita e del guano di pipistrello per la fioritura, o anche di un terriccio fatto in casa. Qualunque sia la soluzione finale, con un concime biologico questa bella varietà spiccherà fra le altre per la classe che la contraddistingue e non mancherà di stupire.

Esiste poi il problema delle cime che non hanno ancora raggiunto il giusto grado di essicazione e maturazione. Questo inconveniente si verifica se il coltivatore ha troppa fretta. Del resto, come dargli torto? Vedendo i bud rossi (o violacei) e l’enorme quantità di tricomi prodotti da questa varietà e annusandone l’aroma ricco e complesso, vorrà provarla quanto prima. Ma, attenzione! Non si possono buttare al vento mesi di lavoro: bisogna aspettare.

Il mio consiglio è di raccogliere l’intera pianta, senza separare le cime o recidere i rami. Si dovrà piuttosto procedere a rimuovere le foglie grandi prive di resina, evitando di eliminare altro, se il clima lo consente. Quindi gli esemplari andranno appesi a testa ingiù, in un luogo buio, ventilato e non troppo caldo o freddo. Dopo qualche giorno, un test semplice permetterà di valutare se sono maturi: con due dita tentare di spezzare uno dei rami intermedi.

Se questo si piega senza spezzarsi, occorrerà aspettare ancora. Se invece si rompe è giunto il momento di preparare un grande tavolo, possibilmente utilizzando anche una rete metallica per estratti vegetali, dove raccoglieremo tutti quei bei tricomi, che altrimenti andrebbero persi con la manipolazione e, quindi, recideremo le infiorescenze con un paio di forbici.

Consiglio di mettere i fiori più grandi da parte, togliendo un po’ di fogliame ma senza esagerare; questo perché le foglie proteggono un po’ i bud dallo sfregamento e allungano leggermente i tempi di maturazione. Conservare i bud in un barattolo di vetro, lasciando all’interno un 15% circa di spazio libero: non pressare troppo per non farli inumidire e perché non perdano resina.

Le foglie e i tricomi eliminati ed i bud più piccoli possono essere raccolti a parte ed utilizzati per produrre estratti, burro e olio di cannabis. Aprire i vasetti per un po’ di tempo al giorno, fino a quando i bud non assumeranno una consistenza friabile, pur mantenendo ancora un po’ di gommosità. Devono essere lasciati in un luogo non eccessivamente caldo e tenuti al riparo dalla luce. In questo modo le cime da consumare manterranno nel tempo la loro fragranza e il loro sapore davvero squisito.

Invito tutti a sperimentare la coltivazione della meravigliosa Tropicanna Poison F1 Fast Version® di Sweet Seeds®, varietà che raccomando vivamente!

Jaypp / Fotos: Sweet Seeds® e Tommy

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