Nasce l’Osservatorio Cannabis CBD con il primo sondaggio su consumo e coltivazione di cannabis light in Italia

osservatorio sulla cannabis CBD
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Osservatorio sulla cannabis CBD lancia un sondaggio nazionale inerente il consumo e la coltivazione di cannabis light

Nel 2017, la riforma della legislazione italiana sulla canapa industriale ha aumentato il limite legale di tetraidrocannabinolo (THC) fino ad una soglia dello 0,6% ritenendo infiorescenze e prodotti derivati della cannabis con una concentrazione di THC così bassa non abbiano un effetto stupefacente significativo. Di fatto, il mercato italiano si apriva così, per la prima volta, alla cannabis leggera. Tutt’oggi, seppur in un contesto normativo in fase di costante aggiustamento, le infiorescenze di cannabis light sono considerate prodotti di consumo non alimentari.

Nonostante il crescente interesse e l’attenzione per questo mercato, vi è una sostanziale mancanza di informazioni sui comportamenti e le motivazioni dei consumatori nei confronti della cannabis legale. L’attuale comprensione delle modalità d’ acquisto, consumo e sostituzione di altri prodotti come cannabis ad alto contenuto di THC e tabacco è limitata al dibattito aneddotico. Il consumo di cannabis legale (o cannabis ad alto contenuto di CBD) si affianca a quello di cannabis illegale? Se sì, in che modo? Incentivandolo? Riducendolo? Che tipo di sensazione cerca la persona che si avvicina per la prima volta alla cannabis light? Perché poi ne cessa il consumo? O anche, che caratteristiche individuali la spingono ad utilizzare la cannabis in una diversa forma. In quali fasce d’età si consuma più frequentemente cannabis light? Chi coltiva cannabis a basso THC e perché lo fa? E’ interessato a coltivare delle genetiche particolari, o vuole solo consumare prodotti in modo ecologico? Dove acquista le varietà adatte e risulta esserne soddisfatto?

IL SONDAGGIO DELL’OSSERVATORIO SULLA CANNABIS CBD

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In questo contesto ricco di domande e curiosità, ma povero di solide risposte scientifiche, nasce l’Osservatorio sulla Cannabis CBD. La necessità di creare un organismo specifico scaturisce dall’unione dei diversi interessi di studio di tre ricercatori che analizzano il tema da diverse prospettive: Alberto Aziani, Davide Fortin, e Annalisa Pelosi. Alberto è ricercatore in Università Cattolica del Sacro Cuore; essendo criminologo, la sua attenzione è rivolta soprattutto agli aspetti normativi del mercato della cannabis light e alla continuità tra le sue dinamiche di consumo e quello di altre sostanze. Davide è un economista, da anni si occupa dell’analisi dei mercati degli stupefacenti e sta ultimando una tesi di dottorato incentrata sul mercato della cannabis light presso L’Università Sorbona di Parigi. Annalisa è psicometrista presso l’Università degli Studi di Parma e si interessa agli aspetti psicologici, emotivi e cognitivi legati al consumo di cannabis light.

L’osservatorio ha lanciato il primo sondaggio sul consumo di cannabis light in Italia focalizzandosi sulle caratteristiche della popolazione italiana di consumatori. La partecipazione al sondaggio è completamente anonima, divertente, e non richiede più di 10 minuti. Chiaramente, le risposte non saranno divulgate, né verranno trasmesse in nessuna forma a terzi, ma verranno utilizzate solo dall’Osservatorio a scopo di ricerca. Il sondaggio muove da una precedente raccolta di dati condotta da Addiction Svizzera nel 2018 espandendola e migliorandola al fine di identificare i meccanismi alla base della scelta di consumare cannabis a basso THC rispetto ad altre sostanze psicoattive, nonché le preferenze di utilizzo concentrandosi sulle infiorescenze come principale modalità di consumo. I risultati del questionario aiuteranno i ricercatori dell’Osservatorio, insieme ad i loro colleghi italiani e stranieri, ad accrescere le conoscenze della comunità scientifica sui consumatori di cannabis light e prodotti a base di CBD.

In particolare, i risultati che si otterranno analizzando le risposte ottenute attraverso il questionario potranno avere importanti implicazioni scientifiche, ma anche di guida allo sviluppo di un quadro normativo più coerente ed efficace. Comprendere l’effetto di sostituzione tra cannabis light e altre sostanze, ad esempio, potrebbe suggerire come ideare i canali di distribuzione più adeguati per specifici sottoprodotti della cannabis leggera. Conoscere le preferenze dei consumatori per specifiche genetiche di cannabis light potrebbe suggerire delle linee guida per una riforma volta a evitare possibili distorsioni del mercato legale tra paesi Europei (ad esempio la Svizzera) e tra fornitori leciti e illeciti. In quest’ottica, norme Europee coerenti consentirebbero di creare un mercato della cannabis light più sicuro che proteggerà la salute pubblica rivaleggiando e sostituendo alcuni dei mercati esistenti.

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