Annullata Spannabis 2020 tra polemiche ed emergenza Coronavirus: la fiera Spannabis come metafora del Covid-19 in Spagna e nel mondo.

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Annullata Spannabis 2020 tra polemiche ed emergenza Coronavirus:
La Spannabis come metafora del coronavirus in Spagna e nel mondo.
Il reportage a cura di Soft Secrets Spagna

Spannabis 2020 annullata.

                                                                                                   A cura di Hugo Madera

L’interdizione di eventi con più di 1000 persone in Catalogna, causa coronavirus, ha portato alla cancellazione della fiera Spannabis 2020. I promotori della fiera aveva cercato di organizzare l’evento contro tutto e tutti, rifiutandosi di rimandarlo come raccomandato dalle autorità sanitarie e come richiesto ripetutamente da molti espositori.

Durante le settimane precedenti infatti, sono pervenute molteplici richieste di rinvio da parte degli espositori, ma l’organizzazione di Spannabis 2020 ha deciso di andare avanti, mettendo l’evento al di sopra della salute e della sicurezza per non affrontare in solitaria le perdite derivanti dall’annullamento della fiera. Sono persino arrivati al punto di rilasciare una dichiarazione in cui comunicavano: “Le autorità sanitarie e il governo affermano che non vi è motivo di annullare eventi e raccomandano di continuare con la vita normale (…) L’organizzazione di Spannabis raccomanda di non credere alle fake news propagatrici di allarme sociale, che, secondo le autorità, è sproporzionato rispetto ai fatti. Seguiamo da vicino le raccomandazioni e le indicazioni delle autorità. “

Altre fiere come il World Mobile Congress o Alimentaria, hanno permesso ai loro espositori di recedere i contratti di partecipazione senza ritorsioni, invece, Spannabis, al contrario, ha piuttosto diffidato gli espositori dall’annullare la loro partecipazione. L’organizzazione di Spannabis 2020, sollecitata da Soft Secrets, conferma come veritiero di aver ricordato a coloro che cercavano di annullare il contratto per la fiera, che non solo, avrebbero perso quanto pagato in anticipo, ma che non avrebbero avuto la prelazione per loro posizione nell’edizione successiva.

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La Fiera Spannabis era quasi pronta quando è stata annunciata la cancellazione
Invece di posticipare in modo ordinato, o di consentire ai suoi espositori di annullare senza ritorsioni, questo sforzo per mantenere un evento a cui avrebbero partecipato decine di migliaia di persone, nonché gli espositori di aree come la Cina o l’Italia, si è concluso con una disordinata cancellazione e con le aziende colte di sorpresa durante il montaggio degli stand.

Tutti gli espositori con cui ha parlato Soft Secrets sono molto arrabbiati e delusi verso l’atteggiamento della Fiera Spannabis, che a causa della sua resistenza al rinvio, è stata costretta a decretare l’annullamento nel bel mezzo del montaggio degli stand, causando ai partecipanti, ulteriori perdite significative. Al momento in cui questo articolo vede la luce, non è ancora noto se l’organizzazione di Spannabis poticiperà l’evento o se provvederà alla restituzione dei soldi agli espositori o se invece si rifiuterà, adducendo cause di forza maggiore.

Spannabis non ha seguito le raccomandazioni previste dal Ministero della Salute
Il giorno chiave in cui la Fiera Spannabis 2020 ha accelerato verso il precipizio è stato lunedì 9 marzo. A mezzogiorno l’Organizzazione ha ricevuto una lettera da parte dei 40 principali espositori, lettera in cui si insisteva sulla possibilità di annullare la fiera, le parole erano di concilio e assicuravano: “Nel caso in cui sarà deciso di sospendere la fiera, le aziende, per conto delle quali parlo, lo apprezzerebbero positivamente e fornirebbero il loro più forte supporto per sostenere la prossima edizione. La comprensione reciproca è sempre il modo migliore per un futuro armonioso, comune e solido”.

Il rappresentante della Fiera Spannabis, Inma Bonhevi, ha riconosciuto a Soft Secrets di essersi incontrata per la prima volta con le autorità della Salute lo scorso lunedì 9 marzo, su richiesta delle stesse istituzioni, dal momento che Spannabis non aveva richiesto nessun precedente incontro con la Sanità, poiché considerato non necessario. Dopo l’incontro hanno rilasciato un comunicato per gli espositori affermando che “Spannabis prende molto sul serio la questione e ha iniziato un livello di vigilanza maggiore. Ciò include anche il dialogo permanente con le autorità sanitarie. Le istituzioni competenti ci indicano che non prevedono una minaccia maggiore di quella attualmente esistente.” Secondo fonti sanitarie, questa lettera non sarebbe un riflesso fedele della conversazione tenutasi, dove al contrario è stato richiesto agli organizzatori di annullare coscientemente l’evento, come avevano fatto il World Mobile Congress o la Fiera del cibo, Alimentaria.
Apparentemente, l’organizzazione di Feria Spannabis ha rifiutato di collaborare con questa richiesta delle autorità sanitarie.
Soft Secrets ha chiesto agli organizzatori di Spannabis 2020 il perché di questa differenza tra le due versioni. Secondo Bonhevi, è vero che in quella riunione le autorità sanitarie hanno richiesto alla Fiera Spannabis di annullare o posticipare, sottoscrivendo la logica del “Meno eventi, meno fonti di contagio”. Questo è il motivo per cui hanno raccomandato di annullare “perché il celebrare meno eventi pubblici sarebbe meglio per tutti”. A nome della Fiera Spannabis, Bonheví ha risposto alle autorità sanitarie che avrebbero rimandato “solo quando avrebbero ricevuto un ordine per iscritto e che quindi avrebbero potuto addurre cause di forza maggiore, in caso contrario, sarebbero andati avanti”. In altre parole, la stessa organizzazione che ha dichiarato pubblicamente: “Stiamo seguendo da vicino le raccomandazioni e le indicazioni delle autorità”, quando ha ricevuto una raccomandazione diretta dalle autorità sanitarie, l’ha ignorata e non l’ha comunicata né al pubblico né agli espositori. Al contrario, quando ha lasciato l’incontro, invece di informare gli espositori della raccomandazione sulla salute, Feria Spannabis ha diramato una lettera in cui assicuravano di aver “ valutato soprattutto la sicurezza, la precauzione e la salute di tutti i partecipanti alla Fiera” 

Se davano tanto valore alla salute dei partecipanti, perché non hanno seguito le raccomandazioni delle Istituzioni della Sanità? Perché non hanno trasmesso le raccomandazioni della Sanità agli espositori? Perché hanno fatto pressione sugli espositori che volevano annullare la fiera dicendo che avrebbero perso il posto nelle future edizioni? Avranno per caso valutato i propri benefici al di sopra della salute e della sicurezza dei partecipanti?

Questo atteggiamento a breve termine li ha portati a sospendere l’evento nel momento peggiore, causando così perdite significative agli espositori e mostrando alle autorità sanitarie catalane una mancanza di collaborazione che mette in imbarazzo l’intero settore della cannabis e che potrebbe essere tenuta in conto, al momento di concedere le autorizzazioni necessarie per le edizioni future, che, ormai, sono già in dubbio, a causa della rabbia degli espositori e delle stesse autorità sanitarie.

Inoltre, nella lettera, l’organizzazione della Fiera Spannabis 2020 affermava che: “oltre il 90% degli espositori ci esorta a mantenere la fiera”, dichiarazione che non trova corrispondenza con la realtà, poiché, al contrario, avevano ricevuto, ricordiamo, la lettera di 40, tra i principali espositori, che raccomandavano il rinvio e che si offrivano a collaborare in questo senso. L’organizzazione di Spannabis 2020 non si è nemmeno preoccupata di rispondere a questa lettera. Inoltre, altri espositori, non elencati nella lettera in questione, hanno confermato a Soft Secrets che avevano richiesto comunque un rinvio e, oltre a questo, la Spannabis ha fatto pressioni su queste aziende per non cancellare gli stand, con la minaccia di perdere la posizione per le future edizioni. Più che aver l’appoggio del 90% degli espositori a continuare, è stata l’organizzazione stessa di Spannabis a ricorrere alle clausole scritte in fondo al contratto in modo che nessuno potesse annullare.

La politica comunicativa di Spannabis 2020 è stata decisamente opaca e molto lacunosa: non avevano nemmeno aggiornato la mappa degli espositori o avvertito gli stessi che, nonostante le pressioni, avevano comunque già effettuato la cancellazione. Sui loro social network, inoltre, non hanno risposto alle molte persone che hanno chiesto loro di annullare o informazioni per coloro che avevano annullato.

Rischi a Spannabis 2020 di contagio da virus Covid19

Gli espositori che non volevano partecipare a Spannabis 2020 avevano molte ragioni. In primo luogo, per le persone, evitare la trasmissione del coronavirus serve ad evitare il collasso delle strutture sanitarie. Pensando agli espositori poi, sebbene sia un virus che pare colpisca principalmente gli anziani e la popolazione a rischio, diminuendo la velocità di trasmissione, si diminuisce anche la possibilità di un collasso delle aziende stesse. Inoltre, le imprese non volevano essere responsabili dell’infezione di qualcuno nel loro staff. In aggiunta, non volevano correre il rischio che il proprio nome finisse sui telegiornali, visto che, nelle conferenze stampa, vengono indicati dati come aziende, scuole o comunità religiose dove risultano persone contagiate ed evidentemente nessuno vuole che, in tutta la Spagna si sappia che c’è un positivo o una quarantena nella loro azienda, a causa della loro presenza alla fiera, un ulteriore stigma che avrebbe danneggiato il nostro settore.

Hanno anche preso in considerazione altri tipi di rischi. Ad esempio, in caso di contagio, l’intero hotel sarebbe messo in quarantena e tutta la ditta verrebbe obbligata a trattenersi, incapace di tornare a casa. Inoltre, se un dipendente viene infettato, ma è asintomatico, può diffonderlo al resto del personale. Con le normative sanitarie in mano, ciò può significare mettere in quarantena la forza lavoro e chiudere i magazzini, in piena stagione. Inoltre, le compagnie internazionali di alcuni paesi avevano paura di essere messe in quarantena ai loro confini, al loro ritorno nei loro paesi di origine.

Il contesto spagnolo mentre Spannabis 2020 pretendeva di andare avanti
L’8 marzo, nonostante fossero programmati eventi pubblici in tutto il paese, e nonostante in Spagna si fosse già usciti dallo slogan ” è solo un’influenza”, il gruppo d’intervento rapido della Guardia Civil, in abiti anti contagio, è apparso ad Haro per monitorare che la quarantena fosse rispettata. Momento in cui il delegato del governo a La Rioja, Maria Marrodan, ha ricordato pubblicamente che “l’obbligo di obbedienza non è una questione volontaria, è un dovere”.

Il 9 marzo, la Spagna ha superato la barriera dei 1000 contagiati da Covid19. Il ministro della Salute, Salvador Illa, ha ammesso pubblicamente che la crisi sarebbe peggiorata e, allo stesso tempo, ha decretato il cambiamento di scenario con un contenimento rafforzato e la chiusura di scuole, istituti e università nella Comunità di Madrid.
Il 10 marzo Salvador Illa ha annunciato, nelle aree ad alta contaminazione, la sospensione di eventi di oltre 1.000 persone, nonché la riduzione a un terzo della capacità degli altri eventi. Ha inoltre indicato che il resto degli eventi sarebbe stato valutato caso per caso. Lo stesso giorno, il presidente della Spagna, Pedro Sánchez, ha riconosciuto di affrontare un’emergenza sanitaria, in cui ogni persona, seguendo le raccomandazioni degli esperti, può essere di aiuto. Ha spiegato : “Ci saranno settimane difficili, ma le supereremo se assumeremo tutti il nostro ruolo”.
In seguito all’intervento di Pedro Sánchez, è stata annunciata la cancellazione.

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Spannabis non ha risposto alle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per le fiere

Il 7 marzo, l’OMS ha annunciato che il numero globale di casi confermati di COVID19 aveva superato le 100.000 unità. L’OMS ricorda a tutti i paesi che la diffusione di questo coronavirus può essere significativamente ridotta o addirittura invertita attraverso solide attività di contenimento e controllo.
Nelle raccomandazioni per eventi, pubblicate l’8 marzo, l’OMS informava gli organizzatori: “Esiste il rischio che le persone che partecipano alla riunione o all’evento possano portare involontariamente il coronavirus alla riunione. Altri possono essere esposti a COVID-19 senza saperlo. Sebbene il COVID-19 sia una malattia lieve per la maggior parte delle persone, può farne ammalare altre molto gravemente. Circa 1 persona su 5 che viene contagiata dal COVID-19 ha bisogno di cure ospedaliere.

Questo è il motivo per cui l’OMS chiede se sia davvero improcrastinabile un incontro o un evento faccia a faccia. Inoltre domanda: si potrebbe ridimensionare la portata dell’evento X in modo che meno persone vi partecipino? Spannabis avrebbe potuto farlo almeno con due semplici passaggi.
In primo luogo, consentire agli espositori di annullare, senza minacciare di perdere la loro posizione negli anni successivi. In secondo luogo, aumentare i biglietti per il pubblico a livelli dissuasivi, ad esempio 1.000 euro per biglietto. Né queste misure, né altre, sono state adottate dalla Fiera Spannabis per ridurre in qualche modo la partecipazione all’evento.

Spannabis come metafora del coronavirus in Spagna e nel mondo

La cancellazione di Spannabis, così come la posizione dei diversi attori, è una buona metafora per un dibattito tra i diversi modelli. Nella settimana precedente a Spannabis, Soft Secrets è stato in grado di verificare che la maggior parte delle grandi aziende fosse favorevole alla cancellazione, a casua degli aspetti già menzionati, in particolare la sicurezza del proprio personale, nonché la possibilità di dover effettuare una quarantena tra personale o strutture. Pare logico, si tratta di aziende che affrontano rischi molto maggiori rispetto a quello di perdere quanto investito in Spannabis 2020.

D’altra parte, alcune medie e piccole aziende erano favorevoli a continuare perché non potevano permettersi la cancellazione, poiché avevano investito una grande quantità di risorse nella preparazione di questa fiera e che quindi non volevano perderle. Ciò è logico, in una certa misura, poiché in Spagna sono state autorizzate manifestazioni di massa l’8 marzo, mentre VOX ha riunito 10.000 persone in una stanza chiusa, perché avrebbero dovuto subito loro le perdite?

Questa dualità si vede anche nel modo in cui viene trattata la situazione globalmente. La Cina era a favore di misure radicali in modo che il contagio non si estendesse, e ciò perché comunque possono permetterselo, grazie al loro impressionante surplus economico. Questa, invece, è una misura più difficile da prendere per i paesi piccoli, più indebitati e dipendenti dal turismo, come l’Italia e la Spagna. Ma non seguire questi passaggi porta a situazioni ben peggiori.

In questo momento l’Italia si sta avvicinando al precipizio, lo spread aumenta, il debito aumenta, le esportazioni diminuiscono, il turismo si ferma, il paese si blocca, il sistema delle rianimazioni quasi collassato e già si deve scegliere per decidere quali malati vivono e quali muoiono.
Se la Spagna non agisce rapidamente, percorrerà un percorso simile e scoprirà che è meglio affrontare perdite a breve termine rispetto alle conseguenze della mancata azione.

Questo atteggiamento non è stato proprio solo della Fiera Spannabis. Ad esempio, l’Hotel dove abbiamo prenotato, l’Hostal Cornella, quando abbiamo provato a cancellare il 9 marzo, dopo la conferenza di Salvador Illa, nella quale ha consigliato a tutti di non viaggiare, ci ha detto che non ci avrebbero lasciato annullare perché erano opinioni. Il 10 marzo, dopo la conferenza stampa di Pedro Sánchez, in cui ha spiegato che eravamo in un’emergenza nazionale, ci è stato detto che quello che volevamo era saltare le condizioni contrattuali. È un momento di solidarietà, quindi se tutti noi avessimo messo un po’ nessuno avrebbe perso molto. In questo momento, l’umanità, l’empatia e la solidarietà sono necessarie, non cercando di approfittare di una crisi di salute pubblica per far pagare un servizio che non è stato fornito. Ci sono molti atteggiamenti come quelli dell’Hotel Cornellá, fedeli alla lettera del contratto, nel mezzo di un’emergenza nazionale.

Coronavirus e l’industria della cannabis

Diversi attori chiave del settore, intervistati da Soft Secrets, ritengono che la preoccupazione principale ora sia quella di mantenere in salute i lavoratori, che sono il più grande capitale delle aziende. Alcune aziende si stanno già preparando a ridurre al minimo i viaggi all’estero, nonché a eliminare le visite commerciali alle proprie strutture. Stanno anche promuovendo il telelavoro e preparandosi per future vicissitudini.

Oltre alla cancellazione della Spannabis, un’altra preoccupazione importante è il mantenimento della catena di approvvigionamento. Certo, le maschere, che sono state vendute per spruzzare pesticidi, sono terminate e non ci sono più scorte. I problemi hanno raggiunto le stesse fabbriche cinesi che forniscono molti prodotti dell’industria della cannabis, alcune fabbriche si sono fermate e ora stanno ricominciando con carenze significative di personale e materie prime.

Questa situazione potrebbe comportare un aumento dei prezzi di alcuni prodotti e anche interruzioni delle scorte, a causa di ritardi nelle fabbriche cinesi. Diverse fonti sottolineano che le aziende con i migliori contatti in Cina, seplicemente, riceveranno i loro prodotti due o tre settimane dopo o dovranno pagare le spese di spedizione per via aerea, ma per altre società senza tale contatto diretto, la carenza potrebbe essere di mesi.

Per quanto riguarda le società quotate in borsa, erano già in fase di crack, il tutto molto dettagliato nel rapporto sulle licenze per la coltivazione di cannabis in Spagna e sulla bolla speculativa internazionale. Queste società hanno fatto affidamento su notizie preparate per gonfiare il valore delle loro azioni.

Un esempio può essere trovato nella stessa Spannabis. Nel 2019 High Times ha annunciato a gran cassa che avrebbe acquistato Spannabis, ma senza effettuare alcuno dei pagamenti promessi.

Quest’anno l’organizzazione di Spannabis 2020 ha negato qualsiasi tipo di collaborazione o relazione con High Times. Tutte queste società estremamente indebitate, che erano state nel bel mezzo di una bolla per mesi, incontreranno un’ulteriore difficoltà, il selvaggio drenaggio di liquidità nei mercati, sta mettendo infatti in difficoltà anche aziende storiche con business solidi. Questa mancanza di liquidità nei mercati potrebbe mettere un punto definitivo per le società canadesi di cannabis quotate, che stanno precipitando da mesi.

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Covid19 e mondo della cannabis

Molti dei principali espositori alle fiere della cannabis danno la stagione fieristica primaverile come finita, con l’annullamento di tutte le fiere nei prossimi mesi, anche quelle che non sono state ancora ufficialmente cancellate. Ad esempio in Francia o Svizzera, in questo momento ci sono già limitazioni alle concentrazioni di oltre 1000 persone, che, se mantenute, potrebbero influenzare CannaTrade le cui date sono dal 15 al 17 maggio.

Resta da vedere, come influenzerà altri tipi di eventi, come conferenze e manifestazioni antiproibizioniste. Le cancellazioni sono altamente probabili in tutta Italia e Francia, così come in alcune zone della Spagna, come Madrid, Catalogna, Paesi Baschi o La Rioja.

In Italia inizialmente le misure riguardavano anche negozi e ristoranti che non erano in grado di garantire una separazione minima di 1 metro, attualmente tutto è stato chiuso. Qualora tali misure fossero imposte in aree come la Spagna, potrebbero interessare anche coltivazioni e social club.

Da ora in poi, è richiesta un nuovo comportamento per i consumatori di cannabis a causa del coronavirus. Pratiche come la condivisione degli spinelli o dei chilum che sono vettori di trasmissione, dovrebbero essere quindi eliminate. Ogni persona dovrebbe avere i propri articoli per fumatori e non condividerli. È inoltre opportuno evitare la presenza di un gran numero di persone in spazi chiusi, il che aumenta la carica virale e facilita la diffusione. Il lavaggio frequente delle mani è importante, ma fate attenzione a lavaggi compulsivi con sapone, poiché potrebbero causare eczema alle mani, quindi è consigliabile alternare con il famoso gel idroalcolico, che in molti casi è una lozione idroalcolica, molto meno densa, ma comunque efficace.

Prodotti nei Growshop per prevenire COVID 19

Nel vostro growshop potete trovare materiali per proteggervi dal coronavirus. Le maschere spray sono già finite, ma, per proteggere le mani, le scatole per guanti in nitrile sono ancora disponibili. Un altro articolo molto interessante per la disinfezione sono i prodotti come Hydroliq e Purolyt, a base di acqua, sale ed elettricità, per ottenere un potente disinfettante naturale, totalmente sicuro per piante, persone e animali. Inoltre, potete acquistare un Light Clean, questa luce ultravioletta viene utilizzata per disinfettare la muffa in polvere ed è efficace anche nel caso del coronavirus, infatti può essere utilizzata per disinfettare denaro, telefoni, vestiti o altri oggetti.

Approfittate della visita al growshop per effettuare gli acquisti per la stagione, nel caso in cui la vostra area cada in quarantena. Se siete coltivatori di cannabis, è buona idea fare scorta di semi, terra e fertilizzanti. Se non avete ancora iniziato la coltivazione, forse ora è un momento eccellente per un hobby come questo, poiché se attraversate una quarantena, avrete tutto il tempo di informarvi, oltre a un hobby che diverte e rilassa. I coltivatori hanno il vantaggio di non dover andare al mercato nero per la marijuana, hanno già i frutti del loro raccolto, quindi in caso di quarantena non rimarranno a corto di scorte

Coronavirus, cosa accadrà?

Nel suo messaggio del 10 marzo, il presidente della Spagna, Pedro Sánchez, ha avvertito che ci saranno tempi difficili, ma che li supereremo se assumiamo tutti il nostro ruolo. Ha chiesto fiducia, serenità e unità. Da Soft Secrets ci uniamo a questo messaggio. Il momento è adesso.

Durante la crisi del coronavirus, l’assicurazione sanitaria privata si è lavata le mani, se andiamo avanti è grazie all’eccellente sistema sanitario pubblico nazionale. Ci stiamo giocando molto, prima di tutto una grave crisi della salute pubblica e l’ingresso in una depressione economica.

Inoltre, le democrazie occidentali potrebbero essere indebolite, rispetto allo stato centralista cinese che ha reagito con fermezza e organizzazione. Il comunismo cinese, per sopravvivere, è stato tinto di elementi del capitalismo. Per sopravvivere a questa crisi e ad altre, come la crisi energetica, il capitalismo dovrà adottare elementi dello stato cinese, come un grande stato centrale che garantisca salute, alloggio o istruzione per tutte le persone.

Nota: Articolo in aggiornamento permanente, aspettando nuovi sviluppi e che la Fiera Spannabis 2020 offra spiegazioni sul perché non abbia posto la salute delle persone come prioritaria, e perché non abbiano seguito le raccomandazioni formulate dalla Sanità nei giorni precedenti.

Ringraziamo Inma Bonhevi di Feria Spannabis per il tempo dedicato per rispondere a Soft Secrets durante una giornata così difficile per l’organizzazione.

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