Limiti di THC negli alimenti finalmente pubblicati in Gazzetta Ufficiale

limiti thc negli alimenti
Il decreto rilasciato dal Ministero della Salute ufficializza che il limite massimo di Thc per i derivati dai semi di cannabis sativa per farina di semi e gli integratori contenenti alimenti derivati, è di 2 milligrammi per chilo, mentre per l’olio ottenuto da semi è di 5 milligrammi per chilo.
limiti thc negli alimenti
Si chiarisce finalmente un aspetto importante sul quale si svilupparono le prime filiere e microfiliere della canapa negli anni passati. I limiti di THC nel settore alimentare contribuirà a far lavorare in maggiore serenità gli operatori del settore, nonché a fornire prospettive illimitate di sviluppo per un settore importantissimo in Italia.
Come è ben noto la qualità e la salubrità dei semi di canapa con i relativi valori nutrizionali nella dieta alimentare diventa, a maggior ragione, cruciale per utilizzare il cibo come propria medicina naturale.

Limiti Thc negli alimenti, le reazioni di Federcanapa e Coldiretti

Sui limiti di Thc per alimenti si è espressa ieri Federcanapa: “L’entrata in vigore del decreto sul THC degli alimenti di per sé è una buona notizia, se pur tardiva, perché finalmente mette l’industria alimentare italiana della canapa in condizione di iniziare a operare in chiarezza. Dopo la nota sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione nel maggio scorso, abbiamo assistito a un proliferare di sequestri indiscriminati che hanno colpito persino i prodotti alimentari a base di semi, malgrado fossero già stati riconosciuti leciti e regolarmente commercializzati quantomeno dal 2009. Il nuovo decreto è un segnale da parte delle Istituzioni per riportare la discussione sulla canapa industriale nei binari della legalità e dell’onestà intellettuale”.

“L’attesa pubblicazione in Gazzetta dei limiti di Thc negli alimenti fa chiarezza su un settore che negli ultimi anni – rileva Coldirettiha visto un vero e proprio boom, dai biscotti e dai taralli al pane, dalla farina all’olio: ma c’è anche chi la usa per produrre ricotta, tofu e una gustosa bevanda vegana, oltre che la birra. Dalla cannabis si ricavano inoltre oli usati per la cosmetica, resine e tessuti naturali ottimi sia per l’abbigliamento, poiché tengono fresco d’estate e caldo d’inverno, sia per l’arredamento, grazie alla grande resistenza di questo tipo di fibra. Se c’è chi ha utilizzato la cannabis per produrre veri e propri eco-mattoni da utilizzare nella bioedilizia per assicurare capacità isolante sia dal caldo che dal freddo, non manca il pellet per il riscaldamento che assicura una combustione pulita”.

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