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Intervista a Kushikkush: vincitore italiano per la categoria DRY SIFT nella Cosecha Cup 2019 di Barcellona insieme al suo socio Uncle Jack

In tutta la penisola iberica, la Cosecha Cup è l’unica competizione per appassionati di marijuana dedicata esclusivamente alle piante coltivate in outdoor. Dal 4 al 7 dicembre si sono riuniti grazie al supporto di uno dei principali, per qualità, Cannabis Social Club della capitale catalana, numerosi partecipanti, per sfidarsi in 7 categorie: indica, sativa, water hash, rosin, dry sift, CBD ed edibles.
Subito dopo la fine dell’evento una nostra vecchia conoscenza ci ha contattato per raccontarci fieramente di aver vinto una coppa.
Abbiamo così avuto il piacere di chiacchierare con Steba, in arte Kushikkush, che con il suo socio Uncle Jack ha riportato la coppa per la categoria DRY SIFT.
Passione e perseveranza, qualità e competenza…Buona lettura!

 
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Intanto presentati ai nostri lettori. Quanti anni hai e da quanto tempo vivi in Cataluña?
Mi chiamo Steba (Kushikkush) ho 35 anni e vivo in Cataluña da circa 4 anni. Ho partecipato alla Cosecha Cup in collaborazione con un amico, The Uncle Jack.

Per quale motivo sei espatriato in Spagna, immagino che la marijuana sia protagonista di questa decisione..
Sono venuto a vivere in Spagna principalmente per curarmi in piena libertà (soffro di sclerosi multipla e ho trovato dei benefici importanti grazie alla cannabis), ma anche per ampliare la conoscenza di questa pianta e soprattutto per cercare la possibilità di costruire un futuro per me e la mia compagna.

Parlaci della Cosecha Cup. Per quale motivo è una coppa tanto significativa rispetto alle altre?
La Cosecha Cup è la prima coppa di solo materiale outdoor ed è importante perché il livello è molto alto ed i partecipanti sono molti. Lo spirito è da festa e si respira aria di felicità e non solo: tutto è organizzato molto bene e a giudicare ci sono sia giudici popolari che professionisti

A quale categoria avete partecipato? Che pianta avete usato? Che tipo di estrazione?
E’ stata una collaborazione con un amico “The Uncle Jack”. Lui ha coltivato in maniera perfetta ed in guerrilla una Blood Orange Sorbet [ndr. DNA Genetics] ed io ho fatto un dry sift static perfetto, usando solo le teste dei tricomi senza contaminanti ed è questo che ci ha premiato. Infatti abbiamo preso il primo posto nella categoria. Questa vittoria per me vale molto, perché ho vinto insieme a un amico, tutto è stato fatto in Italia, in un clima di totale proibizionismo e con tutte le difficoltà di conseguenza ed in più in un momento difficile per la mia salute. Entrambi abbiamo fatto tanti sforzi e per questo sarà una conquista che porterò sempre nel cuore.
 Per quale motivo avete partecipato alla categoria dry sift?
 Perché principalmente mi sono specializzato nelle estrazioni senza solvente (grazie anche ai miei amici estrattori che mi han dato una mano a crescere) come bubble hash e dry sift, e visto che questo mio amico aveva coltivato perfettamente e senza attrezzature importanti, abbiamo optato per questo tipo di prodotto.
Cosa serve per ottenere un dry sift di eccellenza?
L’aspetto principale è sempre partire con un prodotto ottimo, pulito, maturo al punto giusto e carico di terpeni. Per avere un dry sift, il prodotto più puro che riesco a fare è con la tecnica static sift e cioè tramite attrazione con energia statica delle sole teste dei tricomi. Per capirsi, un dry sift puro dal 97 percento in su, senza le gambe dei tricomi e sfruttando solo i loro apici. Dentro alle teste c’è tutto, dai principi attivi, ai terpeni e così facendo si ottiene una resina senza contaminanti ed in grado di sciogliersi tutta “full melt”, senza impurità, insomma. Questa tecnica non è da privilegiare in termini di quantità, in più lavoro e dedizione sono moltissimi rispetto ad altri metodi, ma non passando dall’acqua, secondo me, ha un qualcosa in più. E’ un’estrazione totalmente naturale dove viene conservata tutta la struttura della resina.

Quale altro prodotto ti ha particolarmente impressionato?
Ho visto dei prodotti strabilianti, delle genetiche interessantissime di Gratefull Seed (che estrarrei volentieri), il Rosin di Cherrybanana e 2 prodotti dei GWA [Ndr. Growers with Attitude] delle cime bellissime di Blue Lime Pie [ndr. Sin city seeds] e l’Ice di Watermellonskittlez x Biscotti Sunday [ndr. Cookie Fam Genetics] davvero assurdi. E’ stato tutto davvero un sogno, ma quando si vuole qualcosa l’unica è rimboccarsi le maniche e farlo senza pretendere sempre una scusa diversa.

Hai qualche consiglio per i nostri lettori?
 Il consiglio è quello di non mollare mai e di seguire i propri sogni, documentandosi sempre per migliorare e ampliare la propria conoscenza, poi la passione e l’amore per questa pianta fanno il resto. (1)




PHOTO ALBUM BY AMBUSH

   

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