Cannabis enemy and remedy. Parte I

Ultimo aggiornamento

In questo articolo, il primo di una serie, esamineremo alcuni dei numerosi nemici della coltivazione di marijuana, parassiti e muffe, come agiscono, come individuarli e i possibili rimedi. di botanicaunderground@gmail.com
Acari. Il ragnetto rosso del genere Tetranychus urticae è un acaro tra i principali parassiti della cannabis; la specie più comune è quella bimaculata con il corpo giallo o traslucido e due puntini neri su entrambi i lati. Generalmente vive sulla pagina inferiore della foglia, ma è possibile incontrarlo anche tra le intersezioni tra foglia e ramo; si nutre succhiando dalle foglie la linfa vitale causando la perdita del vigore della pianta fino a provocarne la morte. È riconoscibile ad occhio nudo, quando l’infestazione è minima dei puntini bianchi appariranno sulla pagina superiore delle foglie colpite, in stato avanzato è possibile osservare la formazione di vere e proprie ragnatele. In condizioni ottimali per la sua riproduzione, l’infestazione si propaga cosi velocemente al punto che diventa incontrollabile. Un clima umido e forti sbalzi di temperatura ostacolano lo sviluppo del ragno rosso; tra i rimedi naturali il piretro è il più efficace, ma anche gli estratti di neem, il sapone di potassio e gli spray casalinghi a base di aglio, cannella, tabacco o peperoncino, sono ottimi alleati. Tra i prodotti dell’industria chimica l’abamectina o la milbemectina sono dei principi attivi validi per contrastare il ragnetto.

Afidi lungo lo stelo di una pianta

Microacari. Sono degli acari appartenenti alle famiglie degli Eriofidi e dei Tarsonemidi. Sono molto piccoli, impossibili da vedere ad occhio nudo, molto meno conosciuti e più letali del loro fratello maggiore il Tetranychus urticae. Gli Eriofidi hanno due sole paia di zampe, vivono esclusivamente su tessuto vivo e il loro meccanismo di attacco prevede l’iniezione della saliva che è portatrice di virus ben poco definiti. I tarsonemidi si distinguono tra femmine e maschi, le prime hanno quattro paia di zampe mentre i maschi al posto del quarto paia di zampe hanno due pinze; durante l’alimentazione che può avvenire anche sui tessuti fogliari più vecchi, inietta delle tossine che provocano delle variazioni della struttura cellulare della pianta, le foglie appaiono contorte e increspate, i pistilli delle infiorescenze diventano marrone scuro, nel peggiore dei casi una necrosi completa. È necessario un microscopio per individuare i microacari, la crescita di foglie dalla forma contorta è uno dei segnali più evidenti. Il neem e il piretro sono degli antidoti validi per entrambe le famiglie descritte; gli Eriofidi possono essere combattuti con spray chimico a base di abamectina oppure con la lotta biologica con l’ausilio del predatore Typhlodromus pyri. La Beauveria bassiana funziona molto bene contro l’infestazione di tarsonemidi e anche il predatore del tipo Neoseiulus californicus risulta essere efficace per debellarlo.
Aleurodidi. Più comunemente conosciuti con il nome di mosca bianca, è un insetto molto piccolo con il corpo di colore giallo e un paio di ali bianche. Spesso popolano la zona della pagina inferiore della foglia, si nutrono di linfa che provoca la necrosi della foglia e rilasciano una melata che attraendo altri insetti provoca ulteriori danni alla pianta. Per individuarli è sufficiente scuotere la pianta e gli aleurodidi voleranno via qua e là. È un parassita della cannabis da non sottovalutare, in condizioni favorevoli si propaga facilmente per tutto il giardino e possiede una grande capacità di adattamento e di sviluppare resistenza ai vari insetticidi. Tra questi, il piretro e il sapone di potassio risultano funzionare molto bene. Anche gli spray casalinghi a base di aglio e peperoncino gli tengono lontani dalle piante di cannabis. Il parassitoide Encarsia formosa è il maggior nemico degli aleurodidi. La mosca bianca è attratta dal colore giallo, installare nello spazio di coltivazione delle strisce adesive cattura insetti di colore giallo aiuterà a mantenere sotto controllo l’infestazione.
Tripidi. Sono dei piccoli insetti alati visibili ad occhio nudo. Possono essere di vario colore che va dal bianco al nerastro. Popolano la pagina superiore della foglia e si nutrono grattando via piccoli pezzettini di tessuto dalle foglie o dalle infiorescenze per poi succhiarne la linfa vitale e iniettare la saliva che ha effetti fitotossici. Ciò si traduce in una diminuzione dell’attività di fotosintesi e perdita generale del vigore da parte della pianta. È facile riconoscere un’infestazione di tripidi, le foglie presenteranno una serie di puntini traslucidi congiunti; se si prova a scuotere la pianta, i tripidi salteranno su un’altra pianta. L’infestazione da tripidi è una delle più frequenti e più difficili da controllare nella coltivazione della cannabis sia indoor che outdoor. Uno spray fatto in casa a base di nicotina è ottimo rimedio per controllare l’infestazione di tripidi; anche il piretro e il sapone di potassio sono molto efficaci. Nella lotta biologica ai tripidi, risultano adeguati i predatori Amblyseius cucumeris e Orius laevigatus.
Afidi. Definiti anche come i pidocchi delle piante, sono degli insetti tra i più conosciuti fitofagi delle piante. La maggior parte degli afidi non è dotata di ali sebbene esistano alcune specie alate. Generalmente sono di colore grigio o nero ma possono variare anche sul verde e il rosa. Gli afidi si nutrono della linfa delle piante sottraendole risorse energetiche che ne provoca l’ingiallimento, inoltre la saliva iniettata genera delle alterazioni morfologiche che può avere come conseguenza la riduzione dell’indice di area fogliare e quindi la diminuzione della capacità fotosintetica. Un’altro danno causato dagli afidi è la secrezione di melata che favorisce l’apparizione di malattie fungine oltre ad attirare altri insetti come le formiche. Saranno proprio le formiche il segnale che questa infestazione è presente. Il potenziale riproduttivo degli afidi è cosi alto da causare il rapido deperimento della pianta ospite. Piccole colonie possono essere asportate via manualmente; se la popolazione è alta sarà necessario un metodo di lotta integrato, utilizzando dei predatori specifici e solo insetticidi poco o per niente tossici per gli insetti utili. Utilizzare solo insetticidi naturali come il piretro. Le coccinelle sono un ottimo predatore degli afidi ma funzionano meglio all’esterno.
Uno spray fatto in caso a base d’aglio aiuta a debellare il problema.
Cocciniglia farinosa. È detta anche cocciniglia cotonosa per via delle abbondanti emissioni di una cera dall’aspetto cotonoso. È un insetto appartenente alla famiglia delle pseudococcidae. È un problema molto raro per il coltivatore indoor di marijuana. Questo insetto è dotato di una corazza protettiva, spesso alloggia tra gli internodi della pianta ed è quasi immobile. Si nutre della linfa causando la riduzione di risorse energetiche disponibili per la piante e inoltre la secrezione di melata, da parte della cocciniglia, causa lo sviluppo di fumaggine che ostacola la fotosintesi. La melata attira anche le formiche che sono il segnale per individuare la presenza della cocciniglia sulle piante di marijuana. Asportare manualmente la cocciniglia è abbastanza semplice, un cotton fioc intriso di alcool è molto utile per eseguire questa operazione, con pazienza basta grattarli via. Il neem, il piretro e il sapone di potassio sono ottimi rimedi naturali. Alcune specie di coccinelle e vespe parassitiche sono ottimi predatori della cocciniglia farinosa.
Sciaridi. Conosciuti anche con il nome di moscerini dei funghi, sono una grande famiglia di insetti appartenenti all’ordine dei Ditteri. Adulti e larve popolano le zone buie e umide come la base delle piante e la superficie del substrato. Gli adulti sono provvisti di ali e depongono le uova sulla superficie del terreno, dopo circa 4 giorni nascono le nuove larve che inizieranno a nutrirsi dei peli radicali, le ferite alle radici sono un ottimo habitat per il proliferare di muffe dannose. I moscerini si nutrono di materia organica sottraendo preziosi nutrienti alle piante. Sono presenti soprattutto nei giardini indoor con sistemi idroponici e in substrati ricchi di truciolo di legno. Le strisce adesive cattura insetti aiutano a mantenere sotto controllo la popolazione di moscerini. Una soluzione a base di neem per irrigare il substrato è un ottimo agente debellante. Gli insetticidi a base di Bacillus thuringiensis varietà Israelensis è il rimedio migliore per combattere i moscerini dei funghi. Il controllo biologico degli sciaridi può essere eseguito con l’ausilio del nematode Steinernema feltiae.
Tetranychus urticae fotografato con microscopio

Bruchi. Sono lo stadio larvale dei lepidotteri, una famiglia di insetti meglio noti come farfalle e falene. I bruchi possono essere di tutti i colori come verde, nero, giallo, marrone o bianco. Generalmente alloggiano tra il fogliame, arrotolandosi intorno le foglie, oppure tra le infiorescenze. La maggior parte dei bruchi è fitofaga cioè si nutre a spese della pianta, mangiando intere porzioni di fiori e fogliame. In piena fioritura arrivano a scavare intere gallerie attraverso le cime. La conseguenza è il rallentamento della crescita e lo sviluppo di marciume sulle infiorescenze danneggiate. Quando l’infestazione è presente, individuarli è molto semplice; le foglie appaiono lacerate dai morsi dei bruchi, ispezionando l’interno delle cime è possibile trovare escrementi lasciati dal loro passaggio. Un occhio più esperto è in grado di individuare le gallerie formatesi tra le cime per procedere con l’asportazione manuale dei bruchi. Per i coltivatori indoor quello dei bruchi è un problema rarissimo, in outdoor si manifesta soprattutto in presenza di farfalle e falene. Gli spray fatti in casa a base di aglio e peperoncino, il piretro e l’olio di colza funzionano molto bene contro questo nemico della cannabis. Il predatore Podisus maculiventris è il rimedio migliore per combattere un’infestazione di bruchi. L’eliminazione manuale è efficace se l’infestazione è poco grave e riguarda poche piante. In outdoor proteggere le piante con una rete antinsetto gli mantiene lontani dal giardino.
Ingrandimento 400x microacaro Tarsonemide

Per concludere, ecco alcuni consigli su come applicare gli spray fogliari. In outdoor la polverizzazione delle piante va effettuata durante le ore di luce di bassa intensità per non danneggiare le piante, in indoor i trattamenti vanno effettuati a luci spente. Alcuni spray come neem e piretro sono efficaci con un ph della soluzione inferiore a 7.0; regolare il ph dell’acqua prima di mescolarla con altre sostanze.
Alla prossima puntata.

AVETE BISOGNO DI AIUTO PER UN PROBLEMA LEGATO ALLA DROGA? CONTATTATE LA VOSTRA LINEA DI ASSISTENZA LOCALE IL PIÙ PRESTO POSSIBILE. IN CASO DI IMMEDIATE CIRCOSTANZE DI PERICOLO DI VITA, CHIAMATE SUBITO IL 911!

Lascia una risposta

Messaggi recenti

Informazioni su Soft Secrets

Soft Secrets è la fonte principale di informazione per la coltivazione della cannabis, la legalizzazione, la cultura e l’intrattenimento per il suo pubblico dedicato e diversificato in tutto il mondo. La chiave è collegare le persone attraverso informazioni rilevanti e attuali con lo stesso interesse per la salute, lo stile di vita e le opportunità di business che la cultura della cannabis ha da offrire.