Tecniche avanzate di coltivazione

Tecniche avanzate di coltivazione

Un panorama dei metodi di coltivazione più diffusi

In questo articolo abbiamo un panorama di quelle che sono tra le tecniche più avanzate per produrre grandi raccolti di marijuana di qualità, suggerite dai coltivatori più esperti provenienti da tutto il mondo. Alcune di queste tecniche sono utili non solo per ottenere una resa maggiore ma anche dove gli spazi a disposizione per coltivare sono limitati.
La manipolazione delle piante permette di coltivare dove ad esempio non si dispone di altezza sufficiente, oppure per moltiplicare la resa del vostro giardino senza ricorrere all’utilizzo di prodotti costosi. Aumentare la resa di un giardino indoor significa anche risparmiare sulla bolletta della luce e contribuire allo stesso tempo alla salvaguardia del pianeta.
Qui di seguito un elenco dettagliato dei metodi di coltivazione avanzati più diffusi.

Tecniche avanzate di coltivazione
Giant plant

SOG: acronimo di SEA OF GREEN, tradotto in mare verde, è un metodo di coltivazione che prevede la disposizione di un alto numero di piante sotto una lampada, tali da formare una superficie totalmente omogenea come un mare di colore verde. Il SOG generalmente è composto da piante della stessa genetica. Il numero di piante varia in base alla dimensione e forma dei vasi utilizzati; i vasi più diffusi sono quelli quadrati da 7 litri, cui ne entrano fino a 25 per mq. Questa tecnica prevede una fase di crescita abbastanza breve, poiché l’alto numero di piante ha bisogno di meno tempo per riempire lo spazio a disposizione, riducendo drasticamente la durata dell’intero ciclo vitale. Molti coltivatori che adottano il SOG, crescono piante con sola cima apicale centrale e una coppia di rami, eliminando le parti inferiori della pianta che non ricevono luce a sufficienza.
SCROG: lo SCREEN OF GREEN è un sistema che prevede il passaggio di tutti i rami della pianta attraverso una rete posizionata in piano in cima alla pianta stessa. Il numero di piante per lampada varia in base alla dimensione del vaso utilizzato ed al periodo di crescita previsto. Generalmente vengono disposte da 1 a 6 piante per lampada; una rete di circa 1 x 1 metro a maglie medio larghe viene installata in piano a 30 cm di distanza dal vaso. La pianta può crescere con un solo apicale fino a raggiungere la rete prima di essere piegata attraverso le maglie della rete stessa, oppure sin dall’inizio della fase vegetativa si consiglia di eliminare il meristema apicale della pianta in modo che cresca moltiplicando i suoi rami. Ogni ramo una volta spuntato sopra la rete, viene piegato facendolo correre orizzontalmente attraverso una o più maglie. La distribuzione dei rami è soggettiva, nonostante ciò è consigliato partire dal centro della rete dirigendosi verso il perimetro della rete stessa. Quotidianamente, con pazienza e movimenti molto delicati bisogna piegare i rami attraverso le maglie, per riempire completamente la rete tale da formare uno schermo verde. L’intero ciclo è portato a termine con tempi più lunghi rispetto ad altre tecniche, con una buona resa di sole cime apicali. Lo SCROG è una tecnica sconsigliata nelle coltivazioni di tipo intensivo.
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Topping e F.I.M.

GIANT PLANT: letteralmente piante giganti, questa denominazione è nata soprattutto in riferimento alle gigantesche piante di cannabis coltivate nel triangolo dello smeraldo. Questa tecnica prevede poche piante per lampada in contenitori di grandi dimensioni. Ad esempio, utilizzando vasi rotondi da 35 litri, è possibile posizionare sino a 9 piante per mq. È necessario potare le piante più volte per ottenere un maggior numero di rami e darle la forma desiderata. L’impiego di questa tecnica, riduce notevolmente il lavoro del coltivatore, meno piante da curare, pochi interventi durante l’intero ciclo fino alla fase finale di raccolta semplificata da cime di dimensioni maggiori.
Il ciclo vitale ha una durata medio lunga, fattore sommario di una fase di crescita e tempi di maturazione prolungati.
GIARDINO VERTICALE: questo sistema permette di sfruttare al massimo lo spazio a disposizione. Una o più lampade sono installate, al centro della stanza o box, in posizione verticale; le piante sono disposte a più livelli, con un’angolazione di 30-45°, intorno alla lampada. Ogni lampada può illuminare oltre 100 piante per volta. Il sistema prevede delle piante di piccole dimensioni, perciò sarà caratterizzato da una fase vegetativa molto breve. Il giardino verticale è vantaggioso per via del poco spazio necessario, incrementando la resa e riducendo il tempo per ogni ciclo colturale, incidendo considerevolmente sulla fattura finale dell’elettricità. D’altro canto, l’investimento iniziale è più dispendioso, inoltre per ogni ciclo sono necessari molti semi o cloni; un ulteriore svantaggio può essere rappresentato dal controllo del clima che potrebbe constare molto sforzo.
Attualmente in commercio esistono varie tipologie di giardini verticali, spesso equipaggiati da sistemi idroponici che semplificano le operazioni di mantenimento.
POTARE Vs NON POTARE: esistono diverse scuole di pensiero sul potare o non potare affatto una pianta, molti coltivatori esperti ad esempio sono convinti che si debba lasciare alla natura fare il proprio corso. Potare è un intervento invasivo, che altera gli equilibri ormonali di una pianta; a seconda del tipo di potatura effettuata, il coltivatore si propone di dare risalto ad alcune parti della pianta piuttosto che ad altre.
Potare è una operazione molto più drastica del piegare. Infatti, piegare un ramo provoca un’alterazione ormonale minima rispetto a potarlo.
Non potare una pianta, innanzitutto può significare evitare di fare errori senza ritorno; inoltre, si lascia inalterato l’equilibrio ormonale della pianta.
Riguardo le foglie della pianta, anche qui esistono varie correnti di pensiero, alcuni coltivatori sostengono di non dover eliminare nessuna foglia fatta eccezione per quelle marce o appassite, al contrario di coltivatori anche molto esperti che intervengono drasticamente.
Per potare le piante utilizzare un bisturi o un cutter accuratamente sterilizzato ed è molto importante effettuare ogni taglio con un’angolazione di 45°.
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Supercropping

L.S.T.: low stress training è un metodo di coltivazione a basso impatto; prevede interventi sulla pianta poco invasivi, come la piegatura dei rami. Durante la fase vegetativa, i rami della pianta vanno piegati e ancorati al vaso, promuovendo la formazione di nuove gemme e allo stesso tempo dando risalto ai germogli già esistenti. Inoltre la luce penetra facilmente illuminando l’intera pianta. Quando le piante sono alte circa 30 cm, si può iniziare a piegare i rami verso il basso, cercando di metterli in posizione semi-orizzontale; la parte centrale dei rami va agganciata con un filo di ferro al bordo del vaso. Se una pianta è formata da un solo fusto centrale, allora sarà quest’ultimo ad essere piegato; la base del tronco va ancorata al perimetro del vaso per non rischiare che fuoriescano le radici, successivamente lo stelo viene piegato e la sua parte centrale agganciata al bordo del vaso. Queste operazioni devono essere compiute con molto delicatezza; per capire come e quanto piegare un ramo è necessario percepire la tensione a cui è sottoposto.
TOPPING:è un metodo di potatura che prevede l’eliminazione completa del meristema apicale di una pianta per stimolare la formazione di nuove gemme e rami. Tagliare il meristema centrale, provoca uno spostamento delle auxine, ormoni regolatori della crescita, verso i rami inferiori della pianta promuovendone la crescita. In questo caso, la pianta non avrà una struttura con dominanza apicale, ma si svilupperà seguendo la forma di un cono capovolto; la formazione di più infiorescenze si traduce in una resa finale maggiore. Per risultare efficace il topping è un’operazione da effettuare durante la fase vegetativa fino al limite della prima settimana di fioritura, le piante con predominanza sativa rispondono molto meglio a questo metodo, rispetto ad una pianta con predominanza indica che impiegherebbe molto tempo a rispondere positivamente.
F.I.M.: è una tecnica di potatura che induce la formazione multipla di rami. La potatura F.I.M. prevede un taglio concavo a forma di U, dove il meristema apicale viene asportato solo in parte lasciandone circa il 20%, rispetto al topping che prevede l’eliminazione completa del meristema centrale. La potatura F.I.M. va effettuata durante la fase di crescita, quando la pianta è alta circa 15-20 cm. La leggenda vuole che sia stato un coltivatore della Carolina del Sud a introdurre questa tecnica, il quale si accorse di non aver toppato completamente una pianta ma di averne asportato solo una parte, quando esclamò: “Fuck I missed!” così nacque l’acronimo F.I.M.
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SOG

SUPERCROPPING: questo metodo consiste nel piegare fino a rompere uno o più rami di una pianta per stimolarne una ricostruzione più forte e resistente. Il supercropping permette di controllare la forma della pianta e allo stesso tempo di aumentarne la resa. Quando una pianta è alta almeno 40 cm è pronta per essere croppata. Prendere una ramo tra il dito indice e pollice, all’altezza che si desidera croppare, iniziare a premere lo stelo e contemporaneamente ruotarlo verso il basso fino a quando i tessuti interni al fusto collasseranno sotto la pressione delle dita. I rami vanno piegati con molta delicatezza seguendone l’orientamento. Terminata l’operazione, i rami potrebbero puntare verso il basso, formando nel punto di rottura un angolo di 90° o maggiore. Entro pochi giorni i rami croppati si riprenderanno; la pianta ricostruisce i tessuti vascolari danneggiati in maniera più resistente, dando luogo a rami più grossi e forti che potranno sostenere un peso maggiore. Il supercropping va effettuato a partire dalla terza settimana della fase vegetativa fino alla seconda settimana della fase di fioritura.
LAI: sigla di Leaf Area Index o Indice di Area Fogliare, è la misura della superficie fogliare in rapporto con la superficie del suolo. Durante la fase vegetativa l’indice di area fogliare deve essere alto, mentre durante la fase di fioritura deve risultare più basso, perché diminuendo le ore di luce si riduce anche la necessità di traspirazione della pianta. L’indice adeguato durante la fase di fioritura è di 3 strati di foglie per mq; in altre parole, ad ogni infiorescenza principale vanno lasciate solo tre coppie di foglie a partire dalla cima. Questa operazione va effettuata solo tra la terza e la quinta settimana della fase di fioritura, periodo in cui si ha un aumento smisurato del LAI; sfoltire le piante prima di questo periodo potrebbe causare loro un allungamento smisurato come conseguenza di una ritenzione idrica eccessiva.
Quando si adopera una nuova tecnica, è consigliato testarla innanzitutto su pochi esemplari per capire quale si adatta meglio alle proprie esigenze.
di botanicaunderground@gmail.com

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