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Fosforo (P) — mobile


Info: il fosforo è indispensabile per la fotosintesi. È la fonte di energia per le piante che trasferiscono l’energia generata in PS e durante la respirazione, dal rilascio dell’energia immagazzinata nei carboidrati. Il fosforo – uno dei componenti del DNA, molti dei quali sono enzimi e proteine – è legato al vigore generale, alla resina e alla produzione di semi. Il fosforo è estremamente importante per la salute delle piante giovani.
Causa: quando si verifica carenza di fosforo, in generale il pH si è alzato troppo, oltre il 7.0, il che rende i macronutrienti non disponibili all’assorbimento perché non sono disponibili, cambiando forma ionica. Le basse temperature [al di sotto dei 10°C] compromettono l’assunzione di fosforo. Le carenze sono aggravate dai terreni argillosi e umidi. Fra le altre cause figurano un substrato acido, un eccesso di ferro e zinco o un terreno in cui si sono fissati (legati chimicamente) fosfati. Ciononostante, è necessaria una determinata quantità di zinco per un utilizzo adeguato del fosforo.
Si confonde con: carenza di zinco, basse temperature
Soluzione: di rado in natura si presentano composti di fosfati accessibili alle radici. Il fosforo è legato in alcuni composti organici e viene rilasciato attraverso la decomposizione sulla base della vita nel terreno. Il guano di pipistrello è una fonte di fosforo prontamente disponibile. La farina di ossa al vapore, il concime di fattori e il compost sono a seguire le fonti migliori. Miscelate nel mix organico da mettere nel terreno. Utilizzate sempre componenti organiche a grana fine che si spezzano e sono rapidamente disponibili. Prevenite le carenze miscelando un fertilizzante organico completo che contenga fosforo nel substrato prima di piantare. In outdoor, miscelate farina di ossa al vapore molto fine e fosfato di rocca in polvere nel terreno l’anno prima di piantare.
Utilizzate l’acido fosforico per abbassare il pH fra 5.5 e 6.2 nelle colture idroponiche e riducete anche l’EC. Correggete il pH (6.0–7.0 per i terreni argillosi e 5.5–6.5 per i terreni da vaso) per agevolare la disponibilità di fosforo. Se il terreno è troppo acido e c’è un eccesso di ferro e zinco, il fosforo non sarà disponibile.
La cannabis assorbe i fosfati inorganici esclusivamente in forma ionica. Cercate nel punto vendita locale che fornisce materiale per l’idrocoltura delle miscele di nutrienti con una formulazione adeguata dal punto di vista del contenuto di fosforo. Utilizzate forme solubili di fosforo quando la temperatura del terreno scende al di sotto dei 10°C.
Eccesso: relativamente diffuso, soprattutto durante la fioritura. In effetti, si favorisce un eccesso di fosforo per ingrossare le cime e aggiungere peso al raccolto finale. L’eccesso generalmente è provocato dall’aggiunta di fertilizzante con un contenuto troppo elevato di fosforo in forma disponibile. I segnali di tossicità derivante dal fosforo potrebbero metterci varie settimane prima di comparire, soprattutto se l’eccesso è ammortizzato da un pH stabile. I sintomi si manifestano sotto forma di carenza di macronutrienti a livello di zinco, la più diffusa, e di ferro. Inoltre, man mano che aumenta la disponibilità di fosforo, diminuisce la disponibilità di calcio e magnesio. Se sono presenti segni di carenza di zinco e di ferro, potrebbe esservi anche carenza di fosforo.
Il fosforo a base chimica in eccesso presente nelle cime di cannabis durante la fioritura provoca un sapore “chimico” al momento di fumarla.
Causa: numerose varietà di cannabis tollerano elevati livelli di fosforo. Il fosforo disponibile si accumula arrivando a livelli tossici se viene applicato intensamente e non risciacquato attraverso il terreno.
Si confonde con: carenza di zinco, ferro, magnesio o calcio.
Soluzione: aumentare il pH. Il fosforo non viene drenato facilmente dal terreno, quindi risciacquare il terreno non ha molto effetto. Cambia solo forma e può combinarsi con il calcio e formare composti insolubili.

Potassio (K) — mobile


Info: il potassio contribuisce a combinare zuccheri, amidi e carboidrati ed è fondamentale per la loro produzione e movimento. Il potassio è essenziale per la crescita attraverso la divisione cellulare. Aumenta la clorofilla presente nel fogliame e contribuisce a regolare le aperture degli stomi in modo tale che la pianta utilizzi meglio luce e aria. È necessario produrre proteine che aumentino il contenuto in oli e migliorino il sapore delle piante di cannabis. Favorisce inoltre una solida crescita radicolare ed è legato alla resistenza alle malattie e all’apporto di acqua. La forma potassa dell’ossido di potassio è (K2O). I terreni che hanno elevati livelli di potassio aumentano la resistenza delle piante a batteri e muffe.
Carenza: la carenza di potassio è diffusa nelle coltivazioni indoor, meno diffusa in serra e piuttosto comune in outdoor. La carenza di potassio provoca un aumento notevole della temperatura interna delle foglie. Oltre i 40°C le proteine cellulari bruciano e decadono. Per raffreddare le foglie, fate evaporare l’umidità. L’evaporazione di norma avviene maggiormente sui bordi delle foglie ed è in questa sede che si verifica la bruciatura. Fino al 70 percento dell’energia di una pianta viene “bruciata” per tenerla fredda.
Il potassio in eccesso si muove inoltre in queste aree più esterne, arrivando alla parte finale delle venature e accumulandosi, il che provoca queste bruciature spesso confuse con fenomeni derivanti da sali, ma che in realtà non lo sono. Deve vedersi prima la clorosi e lo strato cuticolare della foglia sbiadito, su tutte le foglie vecchie.
Le piante con minori carenze di potassio sembrano sane; le foglie sono un po’ troppo verdi e sembrano un po’ inerti. Gli steli sono sottili e la ramificazione potrebbe aumentare. I bordi e le punte delle foglie giovani perdono colore diventando marrone ruggine, disidratandosi e ripiegandosi su se stesse.
Sempre più foglie vecchie (dapprima sulle punte e ai margini, poi su tutta la superficie) sviluppano un colore a macchie ruggine, diventano scure e muoiono. Gli steli spesso diventano deboli, esili e a volte fragili. Le piante con carenze sono molto esposte alle malattie e agli attacchi dei parassiti. La fioritura viene ritardata e si riduce notevolmente.
Causa: il potassio in genere è presente ma si fissa o si lega nei terreni ricchi di humus e argillosi, spesso bloccato dall’accumulo di fertilizzanti tossici (sale). Il sodio in eccesso nella fonte d’acqua che si accumula nel terreno, il calcio, il magnesio e il fosforo e le basse temperature compromettono l’assorbimento del potassio.
Si confonde con: Edema (accumulo anormale di fluidi) o macchie causate da batteri o funghi. Viene inoltre rallentato l’assorbimento di magnesio, manganese e a volte zinco e ferro. I margini delle foglie bruciati sono inoltre causati dalla bassa umidità e dalla bruciatura generale da fertilizzante (sale).
Soluzione: risciacquare il sale tossico dal terreno utilizzando abbondante acqua fresca. Applicare un fertilizzante N-P-K ben equilibrato con un elevato contenuto di potassio. I coltivatori organici aggiungono potassio ad azione rapida sotto forma di laminaria liquida o potassa. Il potassio viene assorbito velocemente e i sintomi di carenza dovrebbero scomparire nel giro di pochi giorni. Aggiungete polvere di granito ad azione lenta e l’arenaria nelle buche dove pianterete outdoor.
Eccesso: di tanto in tanto, troppo potassio può diventare un problema, ma è difficile diagnosticarlo perché si presenta con i sintomi di carenza di altri nutrienti. Un eccesso di potassio acidifica l’area radicolare, rallenta l’assorbimento di calcio, magnesio e a volte di zinco e ferro. Cercate i segnali di accumulo di potassio tossico quando si presentano carenze di calcio, magnesio, zinco e ferro.
Causa: il potassio si è accumulato nel terreno e ce ne è troppo a disposizione delle radici.
Si confonde con: carenza di calcio, magnesio e a volte di zinco e ferro o in generale con bruciature da sale. Tuttavia, la fibra di cocco rilascia grosse quantità di potassio, che viene prontamente assorbito e blocca fuori calcio e magnesio. Il risultato sono alcuni sintomi di carenza di calcio e magnesio con bruciatura delle punte e poi dei margini delle foglie dovute all’accumulo di potassio in questi punti. Le vere bruciature da sale non derivano dalla presenza di troppi ioni nel tessuto, bensì dall’inversione del gradiente osmotico, che preleva acqua dalla pianta e non la sposta in essa. La soluzione per il cocco è aumentare l’EC, non aggiungere e percolare.
Soluzione: risciacquare il substrato delle piante colpite con soluzione fertilizzante ad azione moderata e completa. I problemi più gravi richiedono risciacquo con maggiori quantità di acqua attraverso il substrato. Risciacquate con un volume d’acqua minimo del triplo rispetto al volume del substrato.
Questo brano è stato tratto dal capitolo 21 “Nutrients” della Cannabis Encyclopedia (596 pagine, oltre 2.000 immagini a colori, formato A4) di Jorge Cervantes, disponibile in inglese. L’edizione spagnola è disponibile da gennaio 2017. Per maggiori informazioni, visitate il sito di Jorge, www.marijuanagrowing.com.
 

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