Intervista all’Hashishin Frenchy Cannoli

Soft Secrets
14 Aug 2017

SSIT: Buongiorno Frenchy e grazie per aver deciso di dedicare del tempo a Soft Secrets. Puoi dire ai lettori come hai cominciato con la cannabis?


Bonjour, è un piacere per me. Prima di tutto vorrei ringraziare tutti voi di Soft Secrets per l’impegno che investite nel cercare di sensibilizzare sui benefici della cannabis. Ho iniziato come la maggior parte degli adolescenti europei all’inizio degli anni settanta fumando hashish con un piccolo gruppo di amici. In quel periodo fumare cannabis non era visto male. In California il movimento Hippie stava già imperversando, ma non era ancora sviluppato in Europa. Sognavo di viaggiare per il mondo da quando ero piccolo e l’hashish è stato quasi sicuramente il catalizzatore dei miei anni da nomade. 

In che parti del mondo sei stato grazie alla tua passione per la cannabis, incluso il paese in cui vivi ora?

Attorno ai vent’anni, ho passato del tempo in Africa Settentrionale, ho trascorso un anno in Messico, prima di scoprire India, Nepal e Pakistan. Ho incontrato mia moglie in Nepal e lei mi ha portato in Tailandia, nelle Filippine e in Giappone. È iniziato così un periodo in cui ho trascorso molti anni nell’India Settentrionale, gli inverni a Goa e il resto dell’anno viaggiando per l’Asia. Attualmente vivo nella Baia di San Francisco, in California, negli Stati Uniti.

Da dove viene il nome Frenchy Cannoli?

Frenchy è un vezzeggiativo usato nella maggior parte dei Paesi anglofoni per chiamare i francesi. È un nom de guerre, in realtà, facile da ricordare e per cui non devo fare lo spelling ogni volta che me lo chiedono. L’hashish cannoli è anche il mio marchio di fabbrica, in quanto a forma, ormai da qualche anno e il nome mi è rimasto.

Collabori con selezionatori e coltivatori nell’Emerald Triangle in California. Puoi spiegare ai lettori europei come sono le genetiche e le strutture di selezione da voi?

Le genetiche sono così uniche che dovrebbero essere considerate Tesori Nazionali e non sto scherzando. Sono "Heirloom Genetics", piante che non sono come gli antenati, le landrace dei Paesi produttori. Si sono adattate al nuovo habitat e si sono trasformate negli anni diventando cultivar unici. Le strutture di selezione nell’Emerald Triangle sono sempre state outdoor e la selezione viene svolta da molte persone. Si producono semplicemente i semi per la stagione successiva, come è norma nella vita di ogni agricoltore.

La selezione e la coltivazione sono state spostate indoor al culmine della Guerra alle Droghe in California e ultimamente la maggior parte delle stesse viene effettuata in serra. Non c’è bisogno di una vera e propria struttura se si vuole fare selezione. C’è bisogno di selezionatori di talento e di straordinarie genetiche su cui lavorare. Abbiamo entrambe le cose in California. 

Ci puoi dire di più sul tempo che hai trascorso in India e Nepal e spiegarci cosa è un hashishin?

Hashishin è il termine utilizzato dai miei amici afghani per definire un maestro nella produzione di hashish. Per me, oggi, un Hashishin è una persona che dedica la propria vita alla resina della cannabis. L’India e il Nepal erano Paesi con una cultura diversa a livello di resina della cannabis. Avevo provato l’hashish in Europa prima di viaggiare in Indica ma ho trovato una nuova forma di raccolta della resina ai piedi dell’Himalaya, nel territorio di Charas.

La resina viene raccolta direttamente dalle piante al culmine della fioritura, anziché essere setacciata dalle piante essiccate, un’esperienza molto diversa da numerosi punti di vista. È magico raccogliere la resina sul palmo della mano da piante selvatiche di cannabis che crescono sulle montagne dell’Himalaya. Le stagioni che ho trascorso a raccogliere resina nell’India Settentrionale, a Malana e nella Valle del Parvati sono state entusiasmanti e un piacere assoluto.

Ci puoi spiegare cosa è Aficionado?

Aficionado è una società di semi di Mendocino che seleziona cultivar di cannabis progettate in modo esclusivo utilizzando le genetiche cimelio dell’Emerald Triangle. Ogni lancio è unico e vengono prodotti in quantità limitate. Io sono il loro Hashishin ufficiale. La mia arte è l’espressione finale della qualità che producono come selezionatori e agricoltori. Io da solo non riesco a creare la qualità. Dipendo dagli agricoltori, come un produttore di vino o un Grand Chef. 

Sappiamo che dai lezioni alle persone perché imparino a produrre il miglior hashish. Da quanto tempo lo fai e come possono trovare maggiori informazioni i nostri lettori?

Tengo workshop da due anni a questa parte. Li organizzo su base mensile, soprattutto in California, anche se quest’anno ne terrò anche a Barcellona. Annuncio i workshop attraverso IG e sulla pagina del calendario del mio sito www.frenchycannoli.com. I biglietti sono in vendita su EventBrite.

Qual è il tuo metodo preferito per produrre hashish e quando lo fai, utilizzi materiale fresco surgelato o essiccato?

Utilizzo un metodo personalizzato con ghiaccio e strumenti personalizzati con cui posso lavorare su materiale sia fresco che essiccato e preferisco lasciare riposare un po’ il materiale, per almeno tre mesi e non farlo semplicemente essiccare. Non surgelo mai il materiale quando lavoro con le piante in vivo. Le piante sono composte per oltre l’80% da acqua, contenuta fra le pareti cellulari. Quando la si trasforma in ghiaccio, si espande del 10% in volume, il che può danneggiare le pareti cellulari e creare una contaminazione delle foglie nel prodotto finale dell’hashish.

Cosa pensi del pressare bubble hash nel processo di essiccamento? Ci sono opinioni diverse su questa tecnica, che ritarda il processo di essiccamento e modifica il gusto finale dell’hashish …

Ho fumato hashish invecchiato straordinario e una volta ho fumato una temple ball di Charas incredibile di 12 anni in Nepal e personalmente la trasformazione che si verifica nella resina durante le prime settimane dopo averla schiacciata mi ha portato a credere nelle metodologie tradizionali che sono sempre state utilizzate, ritenendo dunque che pressarla sia una parte fondamentale e vantaggiosa del processo di produzione dell’hashish.

Ricercando le basi scientifiche della produzione tradizionale di hashish, sono rimasto sorpreso dalla profonda intuizione dei nostri antenati. Gli studi scientifici dimostrano come l’hashish pressato offra una maggiore diversità di terpeni ossigenati rispetto a quanto non avvenga nella cannabis sotto forma di erba. Nell’hashish pressato si formano 50 nuovi composti della famiglia dei monoterpeni, secondo uno dei primi studi comparativi condotti in materia.

Da appassionato di hashish, fai mai estrazioni utilizzando solventi o sei decisamente contrario al loro utilizzo?

In quanto Hashishin non estraggo. Setaccio utilizzando acqua fredda ghiacciata che agevola il processo, il che è nettamente diverso dall’estrazione. Tengo la resina integra quando la presso per farla diventare hashish e quando la faccio invecchiare la porto a un nuovo livello di qualità e di “bontà”, se così la posso definire, molto simile a quanto viene fatto per le uve nella produzione di vino. Un estratto è come il succo estratto da un frutto: mantiene l’essenza del frutto, ma perde l’integrità nutritiva della pianta. Per essere chiaro, non uso mai nessun tipo di solvente. 

Sul tuo sito www.frenchycannoli.com c’è un 'Resin Quality Scoring Sheet'. Potresti spiegare agli appassionati di estratti di cosa si tratta?

Questo sistema di classificazione è stato creato per superare i punteggi assegnati solamente sulla base della “fusione”, che vengono applicati negli Stati Uniti. La fusione è decisamente una parte importante nella definizione della qualità. Rappresenta la maturità della resina o la quantità di resina che si forma. Penso che anche la quantità di cannabinoidi e di terpeni e l’ampiezza dei rispettivi spettri siano fattori importanti.

Al di là dell’aspetto tecnico della qualità della resina, sentiamo l’hashish anche attraverso l’olfatto e il palato; l’odore, il gusto, l’intensità, il corpo e l’unicità della resina devono essere tenuti in considerazione come indicazione della qualità, cosa che ancora una volta accade per il vino. Ho creato questo punteggio per rispecchiare tutti questi fattori.

Da maestro della produzione dell’hashish, qual è stata la varietà su cui hai lavorato che ti ha permesso di produrre il miglior hashish in assoluto?

Come può essercene una sola? Ho alcune varietà preferite, come la Pinot Noir di Aficionado, la Black Lime di Mean Gene di Mendocino, la MK Ultra di TH Seeds, la Vortex e Jilly Bean di TGA. Amo la Haze. Mi piace la Cookies. Kush e OG sono spesso fantastiche. Mi piace la qualità in tutte le sue forme.

Nella tua esperienza con la cannabis e analizzando come è cambiata la legislazione penale in merito, cosa pensi che succederà al movimento attuale e come cambierà nei prossimi tre anni a livello di piena legalizzazione?

La legalizzazione della cannabis sta avendo luogo e non verrà fermata. L’abolizione del divieto della cannabis può modificare il futuro dell’umanità e del pianeta, a seconda di come produrremo e coltiveremo una pianta che è una medicina unica, la droga per uso ricreativo più usata nella storia dell’uomo, un prodotto agricolo con potenziale infinito, ma anche una soluzione per le energie rinnovabili, il disboscamento e l’inquinamento.

Molti lettori a casa hanno ancora l’impressione che il Colorado sia un paradiso dell’erba. Quali sono le attuali leggi in questo Stato? È ancora l’utopia della cannabis come si riteneva in passato?

Il Colorado è stato pioniere nella legalizzazione dell’uso da parte degli adulti. Le normative sono in costante evoluzione per adattarsi ai cambiamenti del settore, in quanto mercato legale a livello dello Stato, ma cercano anche di tenere la polizia federale a distanza e cercano un sistema adeguato. Non è così immediato uscire dal proibizionismo. 

Cosa progetti per il futuro e quali social media possono utilizzare i lettori per seguire quello che fai?

Sto creando un video del mio workshop Lost Art of the Hashishin con un paio di giovani registi di documentari di Brooklyn, NY, Jake Remington e Lance Steagall. Verrà caricato e sarà visualizzabile gratuitamente sul mio sito YouTube.com/c/FrenchyCannoli. Spero di riuscire a terminarlo entro l’autunno. Sto anche lavorando a un libro (o due), per cercare di superare i miei limiti di scrittore e al contempo sto facendo crescere il marchio Frenchy Cannoli producendo solo hashish della migliore qualità. Potete seguire il mio lavoro su Instagram @frenchycannoli. Tutti i miei articoli e riferimenti utilizzati sono visualizzabili sul mio sito: www.frenchycannoli.com 

Grazie infinite per il tempo che ci hai dedicato. Hai un messaggio finale per i nostri lettori?

La cannabis è la chiave per il futuro del pianeta. Tutti noi, che abbiamo incontrato questa pianta lungo il nostro cammino, siamo diventati veri e propri crociati e non possiamo più essere semplicemente consumatori. Diffondete la vostra conoscenza sui benefici di questa pianta, condividete la passione! #fortheloveoftheplant. di Stoney Tark

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