Come ti sponsorizzo la  ganja, col VIP

Exitable
29 Oct 2015

Cannabusiness


Cannabusiness

Fin dagli albori del “Capitale”, la pubblicità è stata una fida ed insostituibile compagna per l'economia di mercato. Con l'evolversi dei costumi e della società, sempre più prodotti – dai superalcolici ai sex toys – sono stati “sdoganati” e portati sotto i riflettori grazie all'ausilio di very important people. Assodato (almeno oltreoceano) che il cannabusiness è la nuova gallina dalle uova d'oro, sono sempre di più i personaggi del mondo dello spettacolo che sgomitano per associare il loro bel faccione a uno strain medical piuttosto che a una linea di fertilizzanti biologici. 

Se dalla musica sono arrivati i primissimi endorsements, ora anche gli attori del grande e piccolo schermo hanno deciso di esporsi e salire sul carro dei vincitori della legalizzazione. Un esempio? Whoopi Goldberg, nella colonna che tiene sul Denver Post ha fatto una dichiarazione d'amore verso la sua “canna elettronica” – le vape-pen che stanno ora spopolando negli USA– ed anche Sarah Silverman, star comica della TV, si è presentata sul tappeto rosso degli Emmy Awards spippazzando allegramente il suo e-joint.

Insomma, per la prima volta artisti, registi e addirittura autori si stanno proponendo apertamente per sponsorizzare o dare direttamente il proprio nome a prodotti a base di cannabis o che servono a consumarla. Certo questa “evoluzione” era prevedibilissima: finché di marijuana se ne parlava solo tra growers e breeders, i main sponsor sono sempre state le star della canna come Ed Rosenthal o Jorge Cervantes – giusto per citarne un paio; ora che la ganja è diventata innegabilmente mainstream, la naturale conseguenza è che lo siano anche i volti che la rappresentano pubblicamente.

«È di certo un nuovo trend – ha spiegato l'ex editor di High Times Steve Bloom, ora tenutario del sito CelebStoner.com – ora che la marijuana sta uscendo sempre di più dall'armadio dei tabù, le maggiori compagnie del cannabusiness si stanno schierando per accaparrarsi le star che hanno fatto più o meno platealmente coming out sulla loro passione per la cannabis (medica e non)». Da Cameron Diaz a Justin Timberlake, passando per James Franco e Seth Rogen, le star di Hollywood ci vogliono, insomma, letteralmente mettere la faccia.

Ma non è solo pubblicità. Molti di questi VIP hanno pensato di agire direttamente e di re-investire parte dei loro meritati guadagni in prodotti o servizi canna-based. Pioniere indiscusso di questo filone è sicuramente il rapper Snoop Dogg – da poco ribattezzato, secondo i crismi Rastafari, Snoop Lion – che, assieme alla compagnia Grenco Science, ha dato vita alla sua personalissima linea di vaporizzatori, la DoubleG Series. Non pago, ha poi voluto donare “la modica cifra” di 10 milioni di dollari per finanziare Eaze, un'applicazione che si premura di consegnare marijuana a domicilio ed è già attiva in 35 città statunitensi. Chapeau!

Se è vero che associare l'hip-hop alla ganja significa – 99 volte su 100 – vincere facilissimo, risulta un po' più dura per quanto riguarda il cinema, soprattutto se si parla di registi. L'icona indie Kevin Smith – conosciuto ai più per essere il papà di capolavori come “Clerks” e “Dogma” – ha però avuto la brillante idea di sfruttarla per puro scopo di marketing. Per promuovere il suo ultimo film “Tusk”, Smith ha deciso di collaborare con un dispensario di Los Angeles e creare due nuovi strain nuovi fiammanti che avessero i nomi dei due protagonisti del film, White Walrus e Mr. Tusk, appunto. «Questo film è nato in una nuvola di fumo – ha spiegato il regista al New York Times – e in una nuvola di fumo verrà distribuito».

Ora, passerà di sicuro ancora un po' di tempo prima che nelle televisioni d'oltreoceano vengano trasmessi spot in cui una star di Hollywood promuove uno strain piuttosto che un vaporizzatore, alla stregua di un qualsiasi alcolico o prodotto di bellezza. Certo è che se vogliamo davvero capire qual'è il trend internazionale per il cannabusiness, dobbiamo guardare (per l'ennesima volta) agli Stati Uniti: il marketing l'hanno inventato loro e, come diceva qualcuno, “quell’attività che si ritiene immune dalla pubblicità prima o poi si ritrova immune da ogni attività”.

Nell'attesa di vedere anche da noi un Gerry Scotti o una Sabrina Ferilli che si lanciano in spot e televendite “verdi”, ci affidiamo all'onnipotente internet: tutte le linee delle celebrity stoners si trovano comodamente a portata di click. God bless America!

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