Corso di cannabicoltura per principianti

Ogni anno, con l’arrivo di una nuova stagione, migliaia di cittadini si arruolano come principianti nella rivoluzione verde dell’autocoltivazione. Dopo il successo del nostro “Indoor for Dummies”, Soft Secrets vi regala la nuova serie “Outdoor for Dummies”, dedicata a rendere il mondo della coltivazione della cannabis accessibile a coloro che, sebbene entusiasti di iniziare a conoscerlo, lo reputano troppo complicato. Anche i coltivatori esperti non farebbero male a darvi un’occhiata, dal momento che la serie comprenderà consigli e trucchetti sicuramente utili per rinfrescarsi un po’ le idee.

Ogni anno, con l’arrivo di una nuova stagione, migliaia di cittadini si arruolano come principianti nella rivoluzione verde dell’autocoltivazione. Dopo il successo del nostro “Indoor for Dummies”, Soft Secrets vi regala la nuova serie “Outdoor for Dummies”, dedicata a rendere il mondo della coltivazione della cannabis accessibile a coloro che, sebbene entusiasti di iniziare a conoscerlo, lo reputano troppo complicato. Anche i coltivatori esperti non farebbero male a darvi un’occhiata, dal momento che la serie comprenderà consigli e trucchetti sicuramente utili per rinfrescarsi un po’ le idee.

Non dipendere più dal mercato nero o da amici e conoscenti, fastidio per l’hashish adulterato, interesse botanico, esigenza medica… sono innumerevoli i motivi per darsi alla coltivazione della marijuana – un mondo entusiasmante che appassiona chi lo prova.

Collocazione

La marijuana va coltivata in uno spazio ben preciso, quindi la prima cosa da fare è esaminare il luogo a disposizione, per non mettere il carro davanti ai buoi. Può crescere in molti ambienti ed esistono varie tipologie di coltivazione: di guerrilla, in serra, con rete metallica, mista indoor/outdoor, ecc… In ogni caso, il modo più semplice per iniziare è disporre di un terreno apposito, se possibile su terriccio di copertura. Se invece si dispone di una terrazza o un balcone, si dovrà optare per i vasi.

Informatevi sul clima; nella vostra zona c’è maltempo a settembre e ottobre? il sole picchia duro? c’è tanto vento? Gli effetti del clima vanno sempre tenuti in considerazione, in modo da poterli prevedere prima che avvenga un disastro. Prevenire è meglio che curare e, una volta danneggiate, le piante non daranno più gli stessi risultati di piante sempre sane. In rete si trova una grande quantità di informazioni meteorologiche; se non conoscete bene il luogo potete rivolgervi agli anziani della zona, che saranno felicissimi di parlarvi dei vari effetti climatici tipici.

La cosa più importante è la luce. Bisogna assicurarsi che il luogo scelto riceva almeno cinque ore di sole diretto al giorno per poter coltivare qualunque cosa in buone condizioni. Il sole indiretto serve per la crescita di piante allungate ma incapaci di produrre gemme di alta qualità; se non abbiamo uno spazio adeguato a disposizione, si può comunque tentare, perché ogni occasione serve per imparare, ma in questo caso non bisogna investire troppo denaro, dal momento che i risultati saranno scarsi. Le aree rivolte verso il sud ricevono più luce. Un altro fattore determinante è il cosiddetto inquinamento luminoso o luce notturna. La fioritura della cannabis è favorita dalla diminuzione di ore solari che si verifica in estate; in assenza di totale oscurità notturna inizierà a crescere storta e porterà avanti crescita e fioritura scorrette. È un problema che può verificarsi quando si coltiva in balcone, terrazzo o luoghi urbani. Riprenderemo questo argomento nel capitolo sulla fioritura.

Un po’ di vento non fa male, aiuta a rendere forti gli steli e robuste le piante, ma i luoghi troppo ventosi non sono adatti, perché i rami rischiano di spezzarsi, e inoltre le piante, che resteranno disidratate, dovranno fare molti sforzi più del normale.

Un altro fattore è la discrezione; è vero che ci sono attivisti coraggiosi che mostrano le proprie piante senza peritarsi, ma questo potrebbe spingere la polizia a venire a fare domande in qualsiasi momento, e inoltre c’è il rischio di furto, una vera disgrazia. Per questo è una buona idea controllare da dove sarà visibile la vostra coltivazione; reti ombreggianti e di bambù proteggeranno il tuo spazio da sguardi indiscreti. Gli spazi protetti e con una buona incidenza solare sono ideali per la coltivazione, soprattutto se al riparo dal vento.

L’acqua di buona qualità è fondamentale nella coltivazione. La vicinanza di una fonte sarà utilissima per riempire i secchi o installare un impianto di irrigazione automatica.

Ci sono molte varietà di semi tra cui scegliere

La semina

Dopo il posto e la climatologia, la prossima decisione da prendere riguarda l’acquisto della canapa, tenendo in mente che affidarsi a semi regalati o comunque di provenienza sconosciuta è piuttosto rischioso; potreste ritrovarvi con piante di qualità pessima, che non fioriscono proprio o che producono poca resina. Da decenni si trovano innumerevoli banche dei semi gestite da persone serie che cercano le parentele migliori per ottenere semi di qualità stabile e caratteristiche riconosciute. Comprare semi non è una spesa ma un investimento, lo dice anche il detto popolare… “chi semina, raccoglie”.

Si sente spesso parlare di Sativa, razze pure, F1, ibridi, poliibridi, retro-incroci (un termine divenuto ormai di moda) e altre parole simili. Con quest’argomento si potrebbero riempire manuali interi (e infatti ci sono, come il pluricitato Marijuana Botany), ma noi ci occuperemo solo delle prime nozioni.

Il seme è pura vita assopita

In generale, le varietà Indica sono piante dalla fioritura rapida, altezza moderata, portamento arbustivo, foglie larghe, breve distanza tra i rami, gemme dure e dense di resina, raccolto rapido ed effetto fisico calmante. Le varietà Sativa, invece, solitamente sono di portamento alto ed elegante, con le foglie sottili, gemme poco dense e tempi di raccolta più lunghi, mentre l’effetto è cerebrale e più eccitante. La maggior parte delle varietà offerte sul mercato sono ibridi con una determinata percentuale di Indica/Sativa.

Nei luoghi dove la cannabis cresce spontaneamente, si sono formate nel tempo  delle razze vere e proprie, con caratteristiche consolidatesi nel corso di generazioni. Queste vengono chiamate razze pure; un esempio sono le varietà che portano il nome del luogo di provenienza come Hindu Kush, Chitral o Jamaica Blue Mountain. Le banche dei semi professionali svolgono un lavoro apprezzabile, girando il mondo alla ricerca delle sementi adatte a conservare le genetiche pure. L’incrocio di due razze pure differenti produce un ibrido F1; l’esempio più noto e la Skunk. Questo incrocio fu sviluppato in California alla fine degli anni Settanta; a quei tempi le riserve genetiche non erano contaminate come al giorno d’oggi, dopo 40 anni di guerra alle droghe. I viandanti della controcultura riportarono genetiche provenienti da tutto il mondo in California, stato che godeva di un clima eccellente e una maggiore tolleranza rispetto a oggi. La maggior parte delle fonti affermano che la Skunk originale è un incrocio con questa composizione: 25% Afghani, 25% Acapulco Gold e 50% Colombian Gold, sebbene ci siano anche altre versioni. La Skunk è un classico esempio di ibrido stabile, cioè una varietà nella quale i caratteri si siano radicati grazie alla selezione dei progenitori nel corso di varie generazioni.

Per la pregerminazione servono solo carta assorbente, un nebulizzatore e un paio di piatti 

Gli ibridi F1 possiedono il famoso “vigore ibrido”, cioè la combinazione di due diverse razze pure dà vita a una discendenza caratterizzata da una forza particolare, maggiore di quella di entrambi i genitori. Quando si crea un incrocio tra un maschio F1 e una femmina F1 a livello amatoriale, la discendenza non sarà F1 né avrà il vigore ibrido; alcune piante tenderanno alla media, altre verranno simili alla nonna materna, altre ancora al padre… Questo è uno dei motivi per cui è sempre meglio acquistare semi di buona qualità.

In questo numero di Soft Secrets troverete un’abbondanza di informazioni su un gran numero di varietà diverse. Non scegliete per forza quella più cara; il prezzo alto non è una garanzia. Anzi, spesso si spiega solo con la novità o l’esoticità delle genetiche – che però può significare anche una difficile coltivazione. Quando si impara a guidare, non si inizia subito da una Ferrari… che se si prende una botta, si perdono i soldi dell’auto e passa anche la voglia di guidare.

Varietà di buona qualità ed economiche

Nonostante l’ “età”, la Skunk e i suoi ibridi continuano a mostrarsi la soluzione migliore per il principiante. Sono forti e resistenti agli errori, e inoltre producono raccolti abbondanti, caratterizzati da sapore e odore tremendi. Alla X Coppa della Marijuana di Madrid, svoltasi nel 2007, hanno trionfato tre varietà Skunk. Sono consigliabili anche le genetiche afgane come Afgani, Hindu Kush, Hash Plant e Shiva Shanti – resistenti, sobrie, resinose e di raccolto rapido, sebbene la durezza delle gemme le rende sensibili alle muffe in luoghi caratterizzati da molta umidità. Queste varietà sono consigliatissime nelle zone soggette a inquinamento luminoso, perché tendono a fiorire nonostante eventuali ostacoli. Varietà autofiorenti come la White Dwarf sono un’altra opzione per luoghi con problemi di luce.

Seme pregerminato

È risaputo che dai semi possono nascere piante maschio o piante femmina, che sono quelle che ci interessano. Le piante maschio vanno sradicate perché servono solo a fecondare le femmine, riempiendole di semi e rovinando la qualità del raccolto. Anche le piante ermafrodite, che manifestano insieme i tratti maschili e femminili, vanno eliminate. Alcuni coltivatori si servono di talee per evitare questo problema. In ogni caso, imparare a riconoscere il sesso delle piante è una cosa che riuscirete a fare senza problemi; si tratta di un metodo semplice che vi spiegheremo in dettaglio – compreso qualche trucchetto! – nei prossimi capitoli. Un altro vantaggio per i semi è che avranno un sistema radicolare molto più forte, oltre a non avere parassiti (le talee in moltissimi casi sono infette). Ultimamente il mercato offre semi femmina o femminizzati, la cui discendenza è formata principalmente da piante femmina, anche se dovrete controllare molto attentamente anche questi semi, perché non sempre il risultato è quello promesso.

Germinazione

Non bisogna avere fretta di germinare, soprattutto se usate i vasi, perché le piante li prosciugheranno ben presto dei nutrienti. È una buona idea aspettare addirittura fine aprile, quando il rischio di gelate è molto diminuito. Una pianta germinata a marzo può confondere il freddo di marzo e aprile con l’arrivo dell’autunno e iniziare a fiorire; quando poi le giornate ricominciano ad allungarsi, questo la riporta allo stadio vegetativo, disorientandola. Invece una pianta germinata ad aprile o perfino a maggio, che cresce ininterrottamente, può diventare molto più grande. Inoltre, venendo piantata più tardi, non prosciuga così rapidamente gli alimenti contenuti nel substrato del vaso.

Queste piantine lasciano già intravedere le prime foglie vere tra le false

Un seme è vita latente, per risvegliarsi dal suo lungo sonno deve avere l’impressione che arrivi la primavera, in modo da poter poi crescere e fiorire durante l’estate. Questo è possibile con un clima mite e una certa umidità. Ci sono molti metodi; il più tipico e semplice è la pregerminazione in carta assorbente. Disponete i semi su alcuni strati di carta assorbente umidificata e lasciateli al buio tra due piatti. Per ottenere la temperatura moderata necessaria per il “risveglio” basta porle sopra il frigorifero o un’altra fonte di tepore. La radichetta bianca spunterà tra i due e i setti giorni successivi. Controllate spesso in modo da poter effettuare un trapianto immediato, umidificando se necessario, ma senza allagare la carta assorbente. Bisogna stare molto attenti nel maneggiare un seme pregerminato, avendo soprattutto cura di non toccare la radichetta per evitare di danneggiarla.

Per il trapianto, preparate un vasetto, riempiendolo con uno strato di terriccio. Annaffiate il substrato prima del trapianto, perché dopo si rischia di portar via il seme. Scavate un piccolo buco in cui adagiare la canapa quasi superficialmente, tappandola poi con un po’ di terriccio. Potete aggiungere uno strato di pellicola protettiva per mantenere l’umidità. Togliete la pellicola non appena vedrete spuntare la piantina.

Le piantine

Queste piantine hanno già bisogno di essere trapiantate; ne parleremo nel capitolo successivo

All’inizio si vedono due false foglie, alle quali seguiranno le prime due foglie vere. Sistemate le piante alla luce, perché altrimenti cresceranno eziolate. Finestre soleggiate, serre di piccole dimensioni o cassettiere sono gli spazi ideali, dove la giovane vita nascente sarà protetta da inattese inclemenze climatiche. Abituatele all’esterno con attenzione, poche ore al giorno. Bisogna assicurarsi di evitare una disidratazione dovuta all’eccesso di sole o calore. Tenete gli occhi aperti: a lumache e chiocciole piacerebbe banchettare con le tue piantine.

Anche se le pianterete in terriccio di copertura, conviene prima disporre le piante in un contenitore ed effettuare poi il trapianto, in modo da creare un sistema radicolare forte che alimenti le piante. Già dal primo stadio assicuratevi che nei contenitori siano presenti fori di drenaggio, altrimenti le piante marciranno.

La cosa migliore è acquistare un substrato professionale per la coltivazione di cannabis in qualsiasi grow shop. Potete anche prepararlo da soli, ma agli inizi sarebbe meglio andare sul sicuro. Se piantate in terriccio di copertura, il modo più rapido ed efficace per migliorare il suolo è scavare un buco profondo, sostituire il terriccio che si toglie con un paio di sacchi di substrato professionale e, in fondo, aggiungere delle manciate di guano di pipistrello in barrette. Il risultato sarà straordinario.

Annaffiate con criterio. All’inizio le piantine non possono accogliere molta acqua nel corpicino, quindi bisogna annaffiare poco ma spesso piuttosto che raramente ma con abbondanza. Un eccesso d’acqua impedisce all’ossigeno di raggiungere le radici, e le piante possono marcire. Lasciate riposare l’acqua in recipienti dalla bocca larga perché si elimini il cloro. Raccogliete acqua piovana in barili per poterla usare.

Abbiate cura delle vostre piante e, a fine estate, vi ritroverete con gemme come queste come ricompensa

L’informazione è potere

Tenere un quaderno dove appuntare tutto ciò che incide sulla coltivazione vi sarà utilissimo per le stagioni successive. Se coltivate più di una varietà, contrassegnatele sempre per evitare confusione. Conviene anche disporre trappole adesive per insetti intorno all’area di coltivazione, in modo da scoprire se c’è qualche ospite indesiderato che trama di installarsi. Il calendario lunare segna i momenti migliori per le diverse operazioni. Usate quello che abbiamo regalato insieme al numero precedente di Soft Secrets; se l’avete perduto, potete scaricarlo da www.softsecrets.nl. Qui trovate tutti i numeri della rivista per proseguire la vostra autoformazione. Nel prossimo capitolo parleremo della crescita di queste piantine, di qualità dell’acqua, di contenitori, fertilizzazione e molto altro… mi raccomando, mantenetele in salute fino a quel momento!

AVETE BISOGNO DI AIUTO PER UN PROBLEMA LEGATO ALLA DROGA? CONTATTATE LA VOSTRA LINEA DI ASSISTENZA LOCALE IL PIÙ PRESTO POSSIBILE. IN CASO DI IMMEDIATE CIRCOSTANZE DI PERICOLO DI VITA, CHIAMATE SUBITO IL 911!

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