Legalizzazione cannabis in Messico: l'approfondimento

15 Mar 2021

Legalizzazione cannabis in Messico: l'approfondimento


La Camera dei deputati messicana opta per una decisione storica: la legalizzazione della cannabis in Messico.

Con questa decisione ( 316 voti a favore, 129 contrari e 23 astenuti), facendo seguito alla giurisprudenza sancita dalla Corte Suprema di Giustizia del paese centro americano, viene promulgata la Legge Federale per la Regolamentazione della Cannabis e si riformano vari articoli della Legge sulla Salute Generale e del Codice Penale Federale.

Con una popolazione doppia rispetto all'Italia, il Messico è un paese dalla storia moderna travagliata dal narco traffico imperante e dalla voglia della società civile di trovare un riscatto che conferisca dignità alla propria dimensione.

Se Narcos messicani e ndrangheta italiana hanno scritto la storia della criminalità organizzata globale, con un potere finanziario che prima poggia e poi surclassa il potere di fuoco, questi consorzi costituiti da uomini senza scrupoli sanno tessere (all'interno del paese di provenienza e dei paesi dove sviluppano i propri affari) reti di connivenza e complicità alle più alte sfere. Quando si parla di narco-stati, si descrivono paesi, come il nostro, dove la criminalità ha raggiunto vette talmente elevate, da farsi potere, da divenire legislatore e spesso mutarsi in referente politico istituzionale.

Per questo motivo la decisione della Camera dei deputati del Messico, rispetto alla legalizzazione della cannabis, rappresenta una svolta epocale, che dovrebbe far riflettere tutti i cittadini onesti che hanno a cuore le sorti del nostro paese.

La criminalità a questi livelli, infatti, non si sconfigge con proclami ed operazioni spettacolari, ma con coscienza civica e soprattutto diminuendo, quando possibile drasticamente, le fonti di ingresso economico. Come in Colombia dove la proposta di legalizzare la cocaina a scopi antidolorifici e per per la produzione di cibo, in Messico si fa largo un pensiero pragmatico che ragiona con i fatti e (non con gli slogan) e decide di prendere in mano il futuro del proprio paese.

Con un primo passo nella giusta direzione: la legalizzazione della cannabis in Messico.

Ecco nel dettaglio quanto previsto dal sistema messicano.

Nessuna penalizzazione per ogni cittadino maggiorenne trovato in possesso di fino a 28 grammi di marijuana. Il possesso, senza autorizzazione di più di 28 grammi sino ad una quantità di 2 etti, verrà multato con sanzioni amministrative e con multa e sempre quando non si dimostri l'affiliazione alla delinquenza organizzata.

Per quel che riguarda il consumo personale si impone l'obbligo di sollecitare una licenza, da rinnovare su base annuale, per coltivare cannabis fra le mura domestiche: sino a 6 piante che potranno diventare 8 se una seconda persona, con licenza, dimora allo stesso indirizzo. Queste coltivazioni domestiche saranno soggette a controlli ed in caso di accesso negato alle forze dell'ordine la licenza verrà sospesa e si verrà multati fino a 1.000 euro.

Sono previste le associazioni di consumatori a partire da un minimo di 2 ad un massimo di 20 persone, maggiorenni, che potranno coltivare un numero massimo di 50 piante, e contandone 4 per aderente. Questo limite numerico alle associazioni è molto interessante perché punta ad evitare la speculazione che, di fatto, è avvenuta presso i nostri vicini spagnoli.

Resta vigente il divieto di consumo di cannabis nei luoghi dove è comunque proibito fumare tabacco, quindi divieto di consumo all'interno degli stabilimenti scolastici. Resta sempre valido il divieto di svolgere attività lavorative sotto l'effetto della cannabis.

Si propone di sanzionare il traffico, senza autorizzazione, con da uno a tre anni di prigione quando la quantità di cannabis supera i 2 etti ed arrivi a 5 chili e 600 grammi. Quando la quantità supera questo limite, fino a 14 chili, la prigione è prevista dai 3 ai 7 anni, oltre i 14 chili, la prigione prevista per chi produca, trasporti, o commerci cannabis è dai 5 ai 15 anni .

Quando la quantità di cannabis non sfocia nel traffico, ma resta semplice possesso, nonostante superiore ai 5 chili e 600 grammi la pena prevista si attesta fra i 10 mesi ed i 3 anni.

La palla legislativa passa adesso al Senato della Repubblica che potrà eventualmente applicare alcune modifiche al testo approvato dalla Camera dei Deputati.