Irrigazione

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Irrigazione. Le piante grandi utilizzano più acqua delle piante piccole, ma sono molte di più, oltre alle dimensioni, le variabili che dettano il consumo d’acqua di una pianta. Alcune di queste comprendono la varietà e l’età della pianta, la dimensione del contenitore, il substrato di coltura, la temperatura, l’umidità e la ventilazione, che contribuiscono tutte a determinare il fabbisogno d’acqua. Cambiate una qualsiasi di queste variabili e il consumo d’acqua cambierà. Una buona circolazione d’aria e una buona ventilazione sono fondamentali per favorire il libero flusso dei fluidi, la traspirazione e una crescita rapida. Più una pianta è sana, più sarà rapida la sua crescita e maggiore la quantità d’acqua di cui ha bisogno.

Per esempio, una piccola coltivazione di 120 x 120 cm che contiene 16 piante sane in vasi da 11 litri ha bisogno di circa 40-100 litri d’acqua a settimana. Una pianta grande con un’altezza di 3,6 m che cresce rapidamente può utilizzare fino a 38 litri d’acqua in una calda giornata di sole.

Troverete in seguito le basi dell’irrigazione. Dovete sempre tenere a mente queste nozioni di base nell’accrescere le vostre conoscenze e competenze su quando e quanto irrigare la vostra coltivazione. Rimanete vicini alle vostre piante e capirete le loro esigenze.

Gli igrometri eliminano le congetture sulla penetrazione dell’acqua nel terreno e sulle miscele senza terra. La sonda viene inserita nel terreno e rileva il contenuto di umidità in punta. La lettura viene visualizzata su una scala analogica da umido a secco nella parte superiore del dispositivo. Rimango sempre sorpreso di quanto sia disomogeneo il modi in cui alcuni terreni e miscele senza terra trattengono l’acqua. Le tasche di terreno asciutto circondate da substrato bagnato compromettono l’assorbimento di umidità e nutrienti. Le radici subiscono stress e la crescita diventa più lenta. Io utilizzo un igrometro piuttosto economico (20 dollari). I rilevatori più costosi inviano le informazioni raccolte al vostro dispositivo digitale dove vengono compilate, analizzate e presentate in formato numerico o grafico.

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I tubi per l’irrigazione a goccia sono facili da spostare da un vaso all’altro, cosicché le piante ricevano l’esatta quantità di soluzione nutritiva.

Un programma d’irrigazione manterrà voi e la vostra coltivazione sulla buona strada. Modificate il programma d’irrigazione a seconda del vento, del calore e dell’umidità. Le piante utilizzano più acqua quando salgono le temperature e quando c’è vento. Le piante utilizzano meno acqua quando scendono le temperature e l’umidità aumenta. Controllate sempre manualmente l’umidità del terreno prima e dopo l’irrigazione.

Irrigate all’inizio della giornata in modo tale che l’acqua finita sulle foglie abbia la possibilità di asciugarsi. Evitate di bagnare il fogliame e non lasciate che l’acqua si depositi sulle foglie durante la notte per evitare la comparsa di malattie.

Le piante piccole che hanno un ridotto apparato radicale poste in contenitori piccoli devono essere annaffiate spesso. Annaffiate le piante poste in contenitori piccoli di frequente, non appena la superficie del terreno si asciuga. Finché il drenaggio è buono, è difficile esagerare nell’innaffiare la cannabis a crescita rapida. I cloni di quattro settimane che fioriscono in contenitori da 7,5-11 l hanno bisogno di essere innaffiate su base giornaliera. Se sono esposti alla luce diretta del sole e al vento, i contenitori piccoli si asciugano molto velocemente e può quindi rivelarsi necessario irrigare due volte al giorno.

Irrigate la cannabis nei contenitori, a prescindere dalle dimensioni, quando la metà dell’acqua è stata assorbita. Per capire quando è stata assorbita metà dell’acqua, saturate il terreno nel contenitore fino a quando l’acqua non fluisce dai fori di drenaggio presenti sul fondo dello stesso. A questo punto, il terreno contiene il 100 per cento di acqua miscelata al substrato di coltura. Pesate il contenitore. Diciamo che pesa 10 kg. Se è stato utilizzato il 50% dell’acqua, il contenitore peserà 5 kg. Dopo aver pesato alcuni contenitori, avrete presto acquisito l’esperienza e la destrezza necessarie nel sollevare il contenitore e potrete quindi avvicinarvi di molto al peso reale quando irrigate. Il passo successivo sarà quello d’inclinare il contenitore per capire quando irrigare.

Un altro metodo è quello d’irrigare le piante in contenitore quando il terreno è asciutto poco più di un centimetro sotto la superficie. Questo metodo funziona bene ma non tiene conto delle dimensioni del contenitore ed è meno preciso.

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Saturate il terreno in un contenitore e mettetelo su una bilancia per registrarne il peso.

Lasciate che almeno il 10 per cento dell’acqua sia drenata dai fori presenti sul fondo del contenitore. Il deflusso porta via i sali di fertilizzante in eccesso che si sono accumulati nel terreno.

Organizzate i contenitori in linea retta in modo tale che sia facile tenere traccia delle piante che hanno bisogno di acqua e di quelle che sono state irrigate. È molto facile saltare un contenitore quando ce ne sono diverse centinaia da irrigare.

Nutrite leggermente la superficie del terreno nei contenitori per consentire all’acqua di penetrare in modo uniforme ed evitare la formazione di tasche asciutte che non si bagnano. Evitate inoltre che l’acqua nei contenitori scorra lungo la fessura presente fra la parte interna del vaso e il terreno fuoriuscendo poi dai fori di drenaggio. Spezzate delicatamente e nutrite la parte superiore del terreno per 1-2 cm usando le dita o una piccola forchetta da giardino. Fate attenzione a non disturbare le minuscole radici superficiali.

Non lesinate sull’acqua in nessuna fase della crescita della cannabis. La cannabis ha bisogno di molta acqua. Se l’acqua viene centellinata, si verifica stress che rallenta tutte le fasi della crescita. Il razionamento dell’acqua durante la fioritura porta alla formazione di fiori più piccoli che producono meno. Le piante colpite da stress idrico sono molto più soggette a una serie di problemi.

Quando la pianta nel contenitore pesa la metà, il 50% dell’acqua rimane nel terreno. È giunto il momento di annaffiare.

Irrigate secondo un programma bagnato/asciutto. La cannabis cresce meglio quando le radici cercano acqua e sostanze nutritive. Aspettare d’irrigare fino a quando il terreno non è un po’ secco porta le radici a cercare acqua, facendole crescere e penetrare maggiormente nel terreno.

Le piante esposte al vento seccano molto più velocemente. Le piante all’aperto, in terrazza e nel patio utilizzeranno fino a quattro volte o più di acqua in una giornata calda e ventosa. Tenere il passo con l’irrigazione è difficile per chi viaggia e richiede molto tempo. Un sistema d’irrigazione automatizzato che utilizza un timer contribuirà a mantenere la costanza nel programma d’irrigazione.

Irrigate la cannabis coltivata a terra quando il terreno è asciutto circa un centimetro sotto la superficie del suolo. La cannabis trapiantata di recente avrà bisogno di essere annaffiata più spesso nelle prime settimane, in particolar modo nei periodi caldi. Quando viene piantata in climi freddi, le radici hanno la possibilità di crescere verso il basso e verso l’esterno prima che arrivi il caldo. Le piante trapiantate crescono molto meglio e hanno bisogno di un’irrigazione meno frequente rispetto a quelle piantate dopo l’arrivo del caldo. La coltivazione delle pianticelle che inizia direttamente nel terreno oppure indoor, spostandole poi all’esterno prima del normale offre la possibilità alle stesse di sviluppare una lunga radice a fittone. Il fittone cresce in profondità nel terreno. Le pianticelle piantate all’inizio dell’anno tendono ad avere maggiore resistenza alla siccità rispetto ai cloni che hanno un apparato radicale molto meno profondo. Riducete lo stress da temperatura e il consumo di acqua applicando pacciame e coltivando sotto l’ombra di un panno.

Un idrogetto con soffione tipo doccia nebulizza l’acqua e la disperde in modo uniforme. Si possono raggiungere più punti con tale dispositivo ed evitare di spezzare il fogliame.

Applicate pacciame per proteggere il terreno dalla pioggia e dal sole cocente. La pacciamatura attira e trattiene l’umidità nel terreno. Conservate molta acqua applicando uno spesso strato del mio pacciame preferito, la paglia. Date un’occhiata al capitolo 12, Outdoor, per informazioni pratiche sull’utilizzo del pacciame.

Installate un blocco antivento di stoffa semipermeabile per diminuire il vento nelle zone più colpite. Il panno ombreggiante funge bene da blocco del vento ed è facile da costruire. Il vento risucchia velocemente l’umidità dalle piante di cannabis, diminuendone l’energia e aumentando il fabbisogno d’acqua e lo stress delle piante. Mettete un panno ombreggiante sulle coltivazioni all’aperto per mantenerle più fredde, il che a sua volta riduce il fabbisogno d’acqua e lo stress delle piante.

L’irrigazione eccessiva è un problema diffuso, soprattutto quando si coltiva in terreni pesanti che drenano male. Troppa acqua annega le radici tagliando l’apporto di ossigeno. Le radici soffocano letteralmente a causa della mancanza di ossigeno se lasciate in acqua per più di 20 minuti. I coltivatori troppo zelanti che amando così tanto le loro coltivazioni somministrano alle piante troppa acqua sono spesso la causa dell’irrigazione eccessiva. Le piante usano meno acqua e sono più esposte a un’eccessiva irrigazione quando il flusso d’aria è limitato e l’umidità è elevata.

Fra i segni d’irrigazione eccessiva figura l’arricciamento delle foglie lungo i bordi e una crescita lenta. Un terreno inzuppato d’acqua e fradicio favorisce il marciume radicale e altre malattie trasmesse dall’acqua. I sintomi iniziali di un’irrigazione eccessiva sono spesso poco visibili e i coltivatori inesperti potrebbero non accorgersi di alcun sintomo fino a quando non si verifica un danno.

L’irrigazione insufficiente può provocare gravi problemi se non viene controllata. Quando una pianta di cannabis appassisce, è stata in carenza d’acqua per un giorno o più a lungo e cominciano a verificarsi dei danni. Le piante iniziano a richiudersi per conservare l’umidità e la crescita rallenta, addirittura fermandosi. Se il terreno diventa secco, i teneri pilucchi delle radici si seccano e muoiono in poco tempo. Il terreno secco, anche nelle tasche, può causare l’essiccazione dei pilucchi delle radici e la morte. Sembra che ci voglia un’eternità prima che le radici producano nuovi pilucchi radicali e riprendano una crescita rapida.

L’utilizzo di acqua aumenta se la crescita rapida è associata a un clima caldo, al sole, al terreno cotto al sole e al vento. Quest’acqua deve essere sostituita in poco tempo, altrimenti le piante sono colpite da stress idrico. Il terreno presente nei contenitori piccoli si asciuga rapidamente. La cannabis a crescita rapida coltivata in contenitori piccoli richiede spesso un’irrigazione quotidiana. Se viene dimenticato anche un solo contenitore, la pianta in carenza d’acqua potrebbe avere una crescita rallentata e non riprendere mai una crescita rapida.

Prevenite l’irrigazione insufficiente controllando regolarmente i livelli di umidità, soprattutto quando salgono le temperature e quando aumenta il vento. Applicate la pacciamatura sul terreno all’aperto una volta che il terreno si riscalda, coltivate le piante in contenitori piccoli sotto un panno ombreggiante.

Per fare in modo che il terreno sia completamente bagnato, aggiungete due gocce per litro o quarto d’acqua a un sapone liquido concentrato biodegradabile come Castille®. Il sapone agisce come agente imbibente aiutando l’acqua a penetrare nel terreno in modo più efficace. Questo protegge anche dalla formazione di sacche di terra asciutta. La maggior parte dei fertilizzanti solubili contiene un agente imbibente.

Un igrometro è indispensabile quando si controlla l’umidità del terreno.

Se il terreno è difficile da bagnare, applicate circa un quarto o la metà della quantità d’acqua di cui si prevede che la pianta abbia bisogno e aspettate poi da 10 a 15 minuti affinché sia completamente intrisa. Applicate dell’altra acqua fino a quando il terreno non è umido in modo uniforme. Immergete i contenitori piccoli in acqua per assicurarvi che il terreno sia inzuppato. Riempite un contenitore grande con acqua. Tenete la mano sul terreno e immergete il vaso piccolo fino alla saturazione completa del terreno.

Immergete i vasi in acqua per non più di 20 minuti altrimenti le radici affogheranno letteralmente. Mettete il contenitore in un secchio d’acqua e aspettate che affondi, saprete poi che è saturo perché il terreno e l’acqua hanno lo stesso peso. Mettete i vasi su dei piattini per mantenere l’acqua di drenaggio sotto controllo.

Un sistema d’irrigazione automatica mantiene l’irrigazione più costante. Un timer dosa l’acqua a un determinato orario prima di spegnersi. I sensori dell’acqua possono anche accendere e spegnere il sistema d’irrigazione automatica. Gli erogatori del sistema a goccia possono essere impostati per dosare determinati volumi di acqua ogni ora. Date un’occhiata a “Irrigazione e fertilizzazione” qui sotto per maggiori informazioni sull’irrigazione automatica.

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