Giornata storica all’ONU: riconosciuto il valore terapeutico della cannabis

onu cannabis terapeutica

All’ONU svolta epocale per la cannabis terapeutica. Approvata la Raccomandazione 5.1 durante l’assemblea odierna in Austria.

Nella mattinata di oggi a Vienna si è riunita la Commissione sugli stupefacenti, l’organo esecutivo dell’ONU sulla politica delle droghe. La maggioranza degli Stati presenti ha votato la Raccomandazione 5.1 per rimuovere la cannabis terapeutica dalla categoria delle droghe più pericolose al mondo. Una decisione molto attesa e per lungo tempo ritardata che potrebbe aprire la strada per i Paesi che vorranno legiferare per la cannabis ad uso medico.

Il voto della Commissione per gli stupefacenti, che ha sede nella capitale austriaca e comprende 53 Stati membri, ha preso in considerazione 5 raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità sulla riclassificazione della cannabis e dei suoi derivati. L’attenzione generale, tuttavia, si è concentrata su una raccomandazione chiave per rimuovere la cannabis dalla Tabella IV della Convenzione unica sugli stupefacenti del 1961, dove era nell’elenco insieme ai farmaci oppiacei e altre droghe pesanti.

Sicuramente il voto non avrà alcun impatto immediato sull’allentamento dei controlli internazionali, perché i governi di ciascun singolo Stato avranno ancora giurisdizione su come classificare la cannabis. Molti Paesi potranno però guardare alle convenzioni internazionali come presupposto per il cambiamento, visto il riconoscimento delle Nazioni Unite in merito. Possiamo definirla come una vittoria simbolica per i sostenitori della cannabis nell’ambito del diritto internazionale. Quanto accaduto oggi molto probabilmente rafforzerà la ricerca medica e agevolerà nuove prospettive di legalizzazione in tutto il mondo.

La votazione all’ONU della raccomandazione sulla cannabis terapeutica

Le raccomandazioni per cambiare la classificazione della marijuana sono state proposte per la prima volta in assoluto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2019. I Paesi si sono decisamente spaccati sulla tematica, portando a ritardi insoliti nel voto della Commissione delle Nazioni Unite.

La Raccomandazione 5.1, la quale prevedeva la rimozione della cannabis e relative resine dalla tabella IV della convenzione, è passata con 27 voti favorevoli e 25 contrari e l’astensione dell’Ucraina. Gli Stati Uniti e le nazioni europee (con la sola eccezione dell’Ungheria di Orban) sono tra coloro che hanno votato a favore, mentre Paesi del calibro di Cina, Egitto, Giappone, Nigeria, Pakistan e Russia si sono opposti. Determinanti per il passaggio della suddetta mozione sono stati i voti di Stati come India, Colombia, El Salvador, Nepal, Marocco e Thailandia.

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Le altre proposte non hanno ottenuto la maggioranza favorevole all’interno dell’assemblea odierna. Si tratta delle raccomandazioni 5.2.1. e 5.2.2. le quali indicavano di rimuovere il farmaco Dronabinol e i suoi stereoisomeri (tra i quali il Delta 9 THC) dalla tabella delle sostanze stupefacenti. La raccomandazione 5.4 riguardava, invece, gli estratti e le tinture a base di cannabis richiedendo l’eliminazione di esse dalla tabella I della Convenzione Unica degli stupefacenti (medesima tabella delle droghe pesanti). Infine la 5.5. mirava alla rimozione dai controlli internazionali dei prodotti a base di CBD con il valore di THC sotto lo 0,2%. Il voto è stato unitariamente favorevole per Stati Uniti, Canada, Messico, tutti gli stati UE presenti (eccetto l’Ungheria), Sudafrica, Uruguay, Colombia, Australia e altri. Da sottolineare che la maggioranza di questi Paesi favorevoli si è invece dimostrata contraria per la Raccomandazione 5.5. Il fronte proibizionista si è dimostrato sempre compatto per tutti i quesiti messi a votazione.

ONU, le motivazioni di voto di alcuni stati membri

I punti di vista all’ONU sulla cannabis terapeutica e l’argomento della pianta in generale ha visto una commissione spaccata in due parti.

Il delegato della Cina ha affermato che, nonostante la scelta delle Nazioni Unite, il paese controllerà rigorosamente la cannabis “per proteggersi dai danni e dagli abusi”.

Il rappresentante per il Regno Unito ha affermato che la riclassificazione era “in linea con le prove scientifiche dei suoi benefici terapeutici”, ma che il Paese britannico proseguirà con i controlli internazionali sulla cannabis, aggiungendo che la marijuana presenta “seri rischi per la salute pubblica”.

I delegati della Germania hanno preso parola per tutti gli stati dell’Unione Europea, sottolineando l’importanza delle ricerche presenti nella letteratura scientifica riguardo al tema della cannabis. L’azione del Vecchio Continente è stata, quindi, portata avanti seguendo scienza e coscienza, rimarcando l’importanza dei farmaci a base di canapa per tanti malati.

Le diverse prese di posizione post voto rendono l’idea di complessità dietro all’approvazione della risoluzione 5.1.
È stato un circo diplomatico”, ha dichiarato il delegato della Turchia, il quale ha aggiunto che alcuni paesi inizialmente contrari, come la Francia, hanno successivamente cambiato la loro posizione.

La revisione della politica sulla cannabis, in particolare sulla legalizzazione per uso medico, ha visto un sempre più crescente numero di sostenitori nel mondo. Gli addetti ai lavori hanno riposto la loro speranza nel voto odierno per aprire il campo a ulteriori ricerche sui benefici terapeutici dei farmaci a base di cannabis.

Quanto deciso oggi non significa che la legalizzazione prenderà piede rapidamente in tutto il mondo, ma rappresenta sicuramente un importante punto di svolta in vista del futuro.

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