Natura aiuta natura

Natura aiuta natura

“Se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita”.

Questa frase viene spesso (ed erroneamente) attribuita al genio della fisica Albert Einstein ma è in realtà comparsa per la prima volta su un volantino distribuito a Bruxelles dall’Unione Nazionale Apicoltori francesi. Che il concetto sia stato espresso da un premio Nobel o da un semplice contadino, la sostanza purtroppo non cambia: senza le api, la vita sul nostro pianeta non sarebbe certo più la stessa.

Gli insetti impollinatori sono infatti organismi indispensabili per la vita sulla Terra: senza il loro incessante lavoro, la qualità della vita di ogni essere vivente potrebbe soffrirne, soprattutto per mancanza di cibo. Per colpa dei pesticidi, dello sfruttamento intensivo del suolo e dell’inquinamento atmosferico, oggi le api sono a rischio e con loro è a rischio la biodiversità del pianeta.

La natura, però, offre sempre soluzioni alle imperdonabili mancanze dell’umanità e così, almeno stando a quanto afferma uno studio americano, la cannabis potrebbe salvare le api e salvare di conseguenza il mondo. Lo scorso gennaio la rivista Environmental Entomology ha pubblicato una ricerca condotta presso la Cornell University di Ithaca, nello stato di New York, la quale afferma di aver scoperto che, grazie alla recente legalizzazione della coltivazione di cannabis, in 11 stati americani le api sono tornate a proliferare come non mai.

Questo insetto sembra infatti gradire particolarmente le piantagioni di cannabis, nate un po’ dappertutto negli Stati a stelle e strisce che hanno finalmente permesso la coltivazione della nostra amata pianta. Grazie ai pollini della cannabis le api tornano a vivere e a diffondersi sempre più a macchia d’olio, contrastando la morìa a cui stiamo assistendo da anni. Morìa provocata principalmente dalla perdita del loro habitat e da insetticidi e pesticidi usati in agricoltura.

Stando ai ricercatori dell’università statunitense questi insetti impollinatori gradirebbero particolarmente la canapa sativa che, da quando è stata legalizzata negli USA ha attirato 16 differenti specie di api. Questo ha contribuito a far risalire i numeri nella popolazione di insetti che negli ultimi decenni ha forse attraversato il suo periodo più buio, con la perdita di molti esemplari e purtroppo anche di intere specie.

Sulla scia di questo studio, altri scienziati hanno cercato di trovare nuove risposte per salvare le api dall’estinzione. Un team dell’Università Maria Curie-Sklodowska di Lublino, in Polonia, guidato dalla professoressa Aneta Ptaszyńska, ha scoperto che l’estratto di canapa può aiutare le api a sopravvivere all’avvelenamento causato dall’uso di prodotti pesticidi in agricoltura. Si tratta del primo studio al mondo che ha valutato la longevità delle api avvelenate con i pesticidi e curate con l’estratto di canapa. Estratto che prolunga la loro vita: gli insetti testati, infatti, sono sopravvissuti tanto a lungo quanto quelli che non avevano mai avuto contatto con sostanze nocive.

La scoperta è di certo da considerarsi epocale, perché salvando le api si interviene anche sugli ecosistemi che esse contribuiscono a salvaguardare con il loro lavoro di impollinazione. Ma la ricerca non si fermerà qui e il prossimo anno sono già state programmate ulteriori indagini in merito. Le api continuano a scomparire perché non riescono a nutrirsi in modo adeguato e sono indebolite dai pesticidi, che per loro sono un vero e proprio veleno. Si ammalano e muoiono, in una catena che oggi possiamo sperare di bloccare con l’aiuto della natura e di una pianta che, come per l’uomo, aiuta a guarire. Negli ultimi 5 anni abbiamo perso circa 10 milioni di alveari nel mondo, il 40% degli esemplari sono scomparsi e la produzione del miele è a rischio, così come la produzione di altri alimenti derivanti dall’impollinazione: si tratta di una vera e propria emergenza.

Le api impollinano circa un terzo delle colture alimentari mondiali, inclusi alberi da frutto come le mele, ma anche verdure come meloni e broccoli. Sono anche necessarie per l’impollinazione del trifoglio che viene utilizzato per l’alimentazione degli animali. Non possiamo quindi che essere lieti del fatto che la straordinaria pianta di canapa abbia aggiunto anche la voce “salva specie in via d’estinzione” alla sua lunga lista di benefici!

Gli autori dello studio ci tengono però a precisare che la combinazione di api e cannabis non significa che le persone subiranno gli effetti del polline ricco di cannabinoidi che verrà introdotto di nascosto nella loro dieta. Peccato…

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