I terpeni interessanti

Il sapore, l’aroma e l’effetto della canapa sono dovuti a delle molecole organiche sintetizzate dalle piante, diversamente da varietà a varietà. Vi sono piante dal sapore e profumo di resina di abete, altre che sanno di fragolina di bosco, altre ancora ad esempio che sanno di buccia di arancia. Delle piante sono fortemente sedative, altre sono ansiogene o meglio definite euforizzanti. Sono tutte varietà di canapa ma presentano caratteristiche organolettiche e di effetto differenti tra loro. In questo articolo tratterò delle molecole terpenoidi contenute nella canapa, quelle deputate a caratterizzarne l’odore e il sapore.

I terpeni sono molecole sintetizzate dagli esseri viventi, dalle molteplici funzionalità. Alcune agiscono come repellente per gli animali erbivori, altre ancora hanno una marcata funzione antimicotica, di tutte quelle prodotte dalla canapa non abbiamo un preciso quadro di che funzione assolvano nella vita della pianta. Conosciamo qualcosa di più del loro effetto in sinergia con i cannabinoidi, se assunti assieme. Ma eviterò di andare su questo argomento, l’effetto entourage, perché proprio recentemente è sotto analisi e verrà presto dibattuto nelle aule di studio. Prontamente ne sapremo di più e più chiaramente, per ora vi sono ipotesi che lo avvalorano e studi in vitro che contrastano con queste ipotesi.

I terpenoidi sono gli stessi che troviamo nell’olio essenziale comprato in erboristeria, ad esempio l’olio essenziale di timo altro non è che il distillato a vapore dei terpeni contenuti nella pianta di timo. Ogni varietà di canapa possiede un suo profilo di terpeni che ne caratterizza il sapore e l’aroma. I terpeni possono anche venir comprati dai rivenditori diffusi su internet ed esser aggiunti alla canapa o agli estratti, ma un purista come me storcerà il naso: se un fiore sa di rosa è perché nella sua genetica è scritto che deve contenere quei determinati terpeni. Nessuna aggiunta ad un prodotto già pronto è da considerarsi genuina, perciò possiamo solo aspettare che la natura ci dia un determinato profilo organolettico mediante un qualche incrocio ben riuscito.

Nei prossimi anni di sicuro avremo varietà di fiori dai sapori nuovi e inimmaginabili, i breeders saranno così bravi (e fortunati) da proporci gamme di profumi nuovi. Il bello di queste sostanze aromatiche è che hanno anche effetti terapeutici sull’uomo, come per esempio il tea tree oil, capace di chiudere le ferite della pelle in men che non si dica, agendo come antisettico, antimicotico e antivirale sino in profondità. Le azioni terapeutiche vanno dall’antimicotico all’antiossidante, per non citare l’azione ansiolitica e antidepressiva per esempio. Avrei bisogno di due numeri di questo giornale per elencare esaustivamente le numerose funzioni benefiche che ci regala la natura per mezzo degli oli essenziali.

Anche dalla canapa può venir estratto l’olio essenziale in corrente di vapore, e ne troveremmo dentro fino a un centinaio di terpenoidi diversi. Di alcuni se ne troverebbero solo tracce mentre di altri un discreto quantitativo. Un fiore saporito conterrà un buon quantitativo di terpeni in un equilibrio caratteristico a seconda della varietà a cui appartiene. Un Super Lemon Haze ben coltivata eccellerà in limonene, una Gelato esprimerà tanto beta-mircene. Ma ora approfondiamo un poco di che tipo sono e che proprietà hanno questi terpeni che incontriamo nella canapa diffusa nella comunità cannabica.

Il mircene o meglio beta-mircene è contenuto in numerosi frutti e in grandi quantità nel mango. Si trova abbondantemente nella mircia da cui prende il nome, nella citronella, nel luppolo, nella verbena tra le più conosciute e molto meno nella menta e nei gerani, in quanto è un precursore per altri terpenoidi. Ha proprietà antimicrobiche, antidepressive, antiossidanti, antitumorali, antisettiche, analgesiche, antinfiammatorie e miorilassanti. Il beta-mircene inoltre rende maggiormente permeabile la barriera emato-encefalica al THC, per questo suggeriscono di mangiare un paio di frutti di mango mezz’ora prima di fumare un cannone. Il suo profumo è un fruttato esotico molto gradevole con toni di terra e vegetale, questo lo rende uno dei più utilizzati in profumeria.

Dopo il mircene troviamo sempre spesso l’Alfa-pinene e il Beta-pinene, due forme isomeriche del pinene. Il pinene si trova in natura nei pini, nella salvia, nell’eucalipto e nel rosmarino. Le sue proprietà sono note da millenni, è uno dei migliori espettoranti e disinfettanti delle vie aeree superiori, inoltre agisce come broncodilatatore dando quell’effetto di apertura polmonare tipico di numerosi strain. Nell’aromaterapia è usato come aiuto per la concentrazione e nel ripristino della lucidità mentale.

Un’ulteriore funzione sembra essere uno dei maggiori aiuti al mantenimento di un alto livello di acetilcolina, molecola implicata nel trasferimento e nello stoccaggio di informazioni nel nostro cervello, contribuendo probabilmente a mitigare gli effetti del THC sulla memoria a breve termine.

Il profumo del pinene è quello tipico della resina di pino.

Analogo al pinene troviamo il pulegone, il re degli insetticidi insieme all’azadiractina, presente nella menta, nella canfora e nel rosmarino. Le sue proprietà sono come il pinene legate alla sua capacità di preservare e mantenere attiva la nostra memoria. Molte erbe con pinene contengono anche pulegone. Il suo odore è fortemente vicino alla menta e alla canfora. A seguire viene una sostanza molto interessante, il delta-3-carene, un componente della resina di pino, presente nel rosmarino, in varie parti epigee del cipresso e in buone quantità in qualche agrume tipo l’arancio dolce.

Il delta-3-carene presenta proprietà drenanti e antispasmodiche nonché  è un ottimo rilassante per l’intestino. Quando, fumando un buon torcione del vostro raccolto, vi ritrovate la bocca secca e magari vi guardate allo specchio ed avete gli occhi rossi perché improvvisamente le vostre mucose si sono seccate sapete a chi dare la colpa. Un asmatico troverà forte un’erba con alto pinene e alto delta-3-carene allo stesso momento. Il suo profumo è vicino all’arancia, tra il dolce e il pungente, a molti piace e ad altri può risultare fastidioso. Secondo alcune fonti era utilizzato per sofisticare i prodotti relativi agli agrumi.

I terpeni interessanti

Il Limonene, volendo parlare di terpenoidi degli agrumi, si trova nell’arancia, nel mandarino e in generale in tutti gli agrumi del genere citrus, lo si trova anche nel rosmarino, nel ginepro e nella menta. Ha proprietà antibatteriche, antimicotiche, antidepressive e antitumorali. Per il fumatore è uno degli alleati migliori, contribuendo a combattere le sostanze cancerogene presenti nel fumo della canapa ed inoltre sembra avere una spiccata attività stimolante dell’umore. Il suo profumo è quello tipico del limone appena tagliato, oppure può sapere di arance, oppure ancora di trementina.

Un altro costituente dell’olio essenziale di canapa e che possiamo riscontrare nelle infiorescenze di canapa raccolte e dovutamente conciate è il cariofillene, e i suoi isomeri. Il cariofillene si trova nel pepe nero, nella cananga, nella fitolacca, nella melissa. Ha proprietà antinfiammatorie ed analgesiche nel trattamento delle affezioni del cavo orale, inoltre è un cardiotonico e regolatore della pressione arteriosa. Non sempre è bene fumare canapa in piedi, meglio sedersi ed evitare scompensi dovuti alla sua azione. Il suo profumo ricorda il pepe, le spezie, il sandalo e anche la canfora.

Il seguente terpenoide è il terpineolo, presente in tracce in varie nell’olio essenziale di pino e nell’olio essenziale di arancio dolce. In profumeria è uno degli ingredienti più largamente usati. Il suo profumo è dolce, come un bouquet di fioriture miste di limone, lime, mela e arancio.

L’umulene è l’ultimo grande terpenoide che affronteremo in questo articolo, non che gli altri siano meno importanti, ma come ripeto mi servirebbero pagine e pagine per elencarli tutti con tutte le loro forme isomeriche. L’umulene ha spiccate proprietà antinfiammatorie e buone proprietà antitumorali, non è una molecola con azione psicoattiva però contribuisce fortemente al gusto della canapa. Il suo profumo è di luppolo, birra, canapa fresca. Essendo un isomero del beta-cariofillene quindi si trovano spesso assieme in grandi quantità nella stessa pianta.

Per esser breve concludo citando il borneolo e la sua azione sedativa e sinergica con altri terpenoidi, l’eucaliptolo con la sua azione broncodilatatoria, il linalolo molto diffuso e non so perché ho elencato solo qui in fondo, il sabinene, il beta-farnesene ed infine l’alfa ed il beta-ocimene.

Chissà che qualche utilizzatore terapeutico non trovi giovamento nell’utilizzare strain con diversi contenuti di terpenoidi. Un utilizzatore ricreativo troverà sapori e aromi sempre nuovi grazie al continuo incrociare operato dai breeders e soprattutto alle innumerevoli possibilità di combinazioni offerteci dalle oltre cento diverse molecole. Sarebbe interessante saperne di più, ma questo richiede macchinari per l’analisi e lo studio della composizione organolettica dei campioni prelevati. Non dubito arriveremo in un futuro nel quale avremo in casa qualcosa come un mini-gascromatografo che possa aiutare chiunque a stabilire il grado terapeutico della sua erba o del suo estratto in base al contenuto in olii essenziali. O ancora meglio avere dei cataloghi di case del seme con i profili terpenoici attesi in determinate condizioni di produzione. Perché va ricordato la produzione di questi principi attivi dipende oltreché dalla genetica anche dall’ambiente in cui viene cresciuta la pianta, dal clima, dal terreno, dall’insolazione diretta, dagli agenti atmosferici avversi presenti durante il ciclo. 

Anche la maniera di coltivarla, se è fuori suolo o in terra, influirà sulla composizione finale del vostro prodotto. Negli estratti si ritrovano, più concentrati, gli stessi terpenoidi presenti nell’erba di partenza; talvolta subiscono reazioni per esempio di ciclizzazione o isomerizzazione dovute ai metodi estrattivi (che devono essere il più delicato possibile) e alla conservazione (al riparo quindi da fonti di ossidazione come luce ed ossigeno). Per chi fosse incuriosito consiglio di andare a cercare l’hashishene, un terpenoide che si forma nell’hashish per via della degradazione del betamircene presente nell’erba di partenza ad opera dei raggi del sole sotto cui si lascia seccare l’erba.

Concludo con un consiglio: i terpenoidi sono sensibili all’ossidazione, quindi conservate al riparo dall’aria i vostri prodotti.

Buone fioriture a tutti!

di CBG

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