The Hemp Club, il primo cannabis club di Milano

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The Hemp Club (Milano THClub) è un cannabis club terapeutico della città meneghina ispirato alla figura storica di Marco Pannella. Il leader dei radicali rappresenta per questa associazione l'esempio di riferimento per la propria disobbedienza civile a favore della legalizzazione della cannabis. Si tratta di un'associazione senza scopo di lucro con social club dedicata agli utilizzi terapeutici della cannabis e non solo. Vi riportiamo la nostra intervista al titolare Raffaello D'Ambrosio.

Qual è lo scopo del vostro progetto The Hemp Club?
Il nostro obiettivo è quello di acquisire diritti che vengono quotidianamente calpestati per i pazienti in cura con la cannabis terapeutica. La situazione è dettata principalmente dalla scarsa possibilità di approvvigionamento dei farmaci e la mancanza di dimestichezza e coraggio di molti medici. Visto che lo Stato continua frequentemente a reprimere molti pazienti che ricorrono all’auto coltivazione della cannabis, nasce la nostra associazione veicolata anche da una disobbedienza civile per aiutare i pazienti. Provenendo dal settore dell’attivismo per la cannabis da oltre un decennio mi sono sentito tirato in causa, intraprendendo questa iniziativa. Si sono avvicinate quindi molte realtà legate anche all’ambiente dei Radicali (Associazione Enzo Tortora con la quale condividiamo il nostro spazio), le quali hanno dato importante contributo per unire i pezzi del puzzle necessari per avviare questo progetto dedicato alla fondazione della nostra associazione.

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The Hemp Club di Milano

Cosa vi ha portato ad ispirare questo tipo di attività a Marco Pannella?
Una mia passione personale verso il personaggio storico di Pannella è stato l’incipit iniziale per l’ispirazione. Ricordo molto bene, quando ero molto giovane e ancora non consumatore, una disobbedienza civile effettuata dallo stesso leader radicale a Taranto dove distribuì hashish ai cittadini. Una volta diventato io stesso consumatore potei comprendere, grazie ai suoi insegnamenti, cosa potesse significare essere emarginati e doversi battere per i loro diritti. La nostra ispirazione è quella di volersi mettere in prima persona realizzando anche una disobbedienza civile, rischiando di finire denunciati e indagati per una giusta causa.

Ci descriveresti le iniziative che intendete intraprendere con The Hemp Club?
Il club fa parte della rete nazionale cannabiservice.net. Si tratta di una rete di assistenza che fornisce un servizio di seguire il percorso dei pazienti in cura con la cannabis, dalla prescrizione medica alla terapia grazie al lavoro di associazioni, farmacie e medici prescrittori che ne fanno parte. Cercheremo, quindi, di contribuire ad una maggiore diffusione della prescrizione di cannabis terapeutica da parte dei medici con conseguente miglioramento nella reperibilità dei farmaci a base di cannabis. La nostra idea è che la canapa, visto quanto previsto dalla legge dell’ex Ministro della salute Giulia Grillo, sia prescritta anche per le patologie sociali, quelle più comuni e, ovviamente, quelle più gravi. Il nostro obiettivo primario sarà quello di raggiungere presto 100 iscritti e poter coltivare direttamente per i soci all’interno dei nostri spazi. La produzione servirà per produrre massimo due o tre piante per ciascuno dei cento pazienti, utilizzando il metodo dell’autodenuncia. Ci prenderemo noi stessi la responsabilità per il paziente di produrre un farmaco che è dotato di utilizzo legittimo. Vogliamo creare un precedente per arrivare a quello che sarebbe dovuto essere il modello di cannabis social club in Spagna. Si tratta di creare un format per dare il via, una volta riconosciuta l’inoffensività del luogo e delle relative attività, alla diffusione dei social club sul territorio nazionale. La speranza è, quindi, essere di ispirazione anche per altri in città e in Italia interessati a sviluppare loro idee simili alla nostra.

Quali sono i vostri rapporti con i Radicali e le relative realtà associative e di attivismo?
Collaboriamo con diverse realtà e appoggiamo l’iniziativa di Meglio Legale Io Coltivo. Personalmente ho sposato in passato molte iniziative dei Radicali sulla legalizzazione, tra le quali “Legalizziamo!” che raccolse oltre 60.000 firme, tutt’oggi ferme in parlamento. Purtroppo, allo stato attuale delle cose, il governo sta facendo orecchi da mercante sulla tematica, invece di informarsi a dovere sui vantaggi innumerevoli che una legalizzazione potrebbe portare al nostro Paese.

Quali prospettive vedi per la cannabis e la sua legalizzazione in Italia?
Credo sia arrivato il momento di essere attivi il più possibile. La politica è fatta di demagogia ed immobilismo e mancano gli attributi per intraprendere importanti riforme come la legalizzazione della cannabis. Vista la codardia delle istituzioni con l’esempio anche di Rita Bernardini, che non è mai stata portata a giudizio soltanto perché parlamentare, credo che noi cittadini dobbiamo essere autori di iniziative serie per raggiungere l’obbiettivo. Da parte nostra, con i giusti supporti legali anche di Meglio Legale, cercheremo di creare un precedente che possa aiutare ad un importante cambiamento.
Credo infine che noi antiproibizionisti, realmente uniti e compatti, si debba fare fronte comune per costringere la politica a discutere finalmente in modo serio del tema cannabis e legalizzazione.

The Hemp Club Milano sarà inaugurato questo weekend nei giorni 9, 10 e 11 ottobre in Via Brusuglio, 70.

The Hemp Club Milano
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