Debunking 2020

Breve lista di affermazioni false o fuorvianti sul mondo dei growers

Arriva il caldo e dalle finestre spalancate per la calura se ne sentono sempre di più. Il numero degli appassionati di canapa cresce ma l'informazione di qualità, no. Ho quindi voluto raccogliere una breve lista di affermazioni false o fuorvianti sul mondo dei growers e le ho commentate. Buona lettura.

"Le piante con lungo periodo di fioritura sono sconsigliate ai principianti perché offrono una finestra di tempo maggiore agli attacchi dei patogeni (muffe, parassiti...)"

Ciò è falso, la prevenzione contro gli agenti patogeni si effettua sempre anche con le varietà da otto settimane di fioritura, figurarsi con varietà che fioriscono in 14 settimane (c’è ancora qualcuno che le coltiva?) dove si ha tutto il tempo di rispettare l’intervallo di sicurezza di certi prodotti fitosanitari. Inoltre le piante con un periodo di fioritura così lungo sono molto facilmente di forma sativa, con fiori che si sono evoluti naturalmente, più diradati per resistere meglio alle muffe. Ma se anche non fosse così: la miglior cura è la prevenzione, lo sa anche la tua vicina di casa di ottant’anni.

"Non serve accanirsi troppo, l'erba cresce ovunque e comunque senza troppe cure perché è una infestante"

Non del tutto corretto, la rusticità della canapa permette di coltivarla senza troppe cure, ma per ottenere alta qualità e quantità, servono conoscenza e pratica.

"La coltivazione col metodo biologico produce di meno ma di qualità più alta"

Falso, un bravo coltivatore produce quantità e qualità assieme anche col metodo biologico. Possiamo dire che col metodo minerale si può produrre più massa ma è anche più complicato produrre fiori di qualità. Se si coltiva in campo aperto il biologico diventa d’obbligo per migliorare e mantenere la fertilità del suolo.

"Le piante autofiorenti non hanno bisogno di tanto fertilizzante perché sono più piccole e vivono di meno"

Questo è falso, sono piante come le altre con la differenza che entrano in fioritura anche con 24 ore di luce, dopo 3/4 settimane dalla germinazione. Serve un occhio di riguardo con le dosi di fertilizzante per non esagerare con l’azoto durante la fase vegetativa, che è importantissima per avere una fioritura abbondante.

"Usando una lampada da 600 Watt si produce di più rispetto ad una da 400 Watt"

Falso, si produce di più in senso assoluto perché si illumina una superficie più grande. Consiglio a tutti di scaricare una app luxometro per testare l’effettiva potenza della sorgente luminosa utilizzata. Un coltivatore esperto avrà già l’occhio alla forma della pianta per stabilire se è troppo lontana (gli steli allungano verso la luce) o troppo vicina (l’apice ingiallisce come se stesse bruciando per la troppa luce) alla lampada.

"La canapa va fertilizzata tanto/poco"

Tanto quanto? Poco in che senso? La canapa va fertilizzata secondo necessità, è una pianta notoriamente vorace in media, ma un bravo coltivatore sa valutare la forma e il colore delle foglie per stabilire le eventuali carenze o i sovradosaggi accidentali. Un grower principiante dovrebbe stare indietro con le dosi, perché è meglio sottofertilizzata rispetto a overfertilizzata. Inoltre si fa sempre in tempo ad aumentare la dose di fertilizzante, per rimuoverne gli eccessi bisogna faticare e sperare!

"Il flushing è obbligatorio sempre, per risciacquare le radici durante la fioritura"

Falso, il flushing si effettua sempre a fine fioritura prima del raccolto oppure durante la fioritura ma solo se necessario. Un bravo coltivatore dà quel che serve alle piante e non esagera col fertilizzante di modo da non averne troppo residuo. Quindici giorni di sola acqua alla fine del raccolto servono ad alleggerire il carico di nutrienti nelle piante, non dovrebbe servire molto di più se si è stati accorti con le dosi.

"Quando i pistilli sono quasi tutti arancioni/marroni la pianta è pronta"

Falso, la pianta coi pistilli senescenti potrebbe anche essere stata impollinata. I pistilli non sono un indicatore di maturità affidabile. Molto meglio guardare con una lente se i tricomi sono ambrati. Se possibile si soppesa il vaso e si considera pronta una pianta che ha diminuito l’assorbimento di acqua.

"In terra e in idroponica è indispensabile misurare il pH e l'EC"

Non proprio, se si utilizza un substrato a pH subacido 5-6 e fertilizzanti organici con acqua potabile del rubinetto, allora non è indispensabile misurare ogni volta i parametri della soluzione irrigua. Un buon coltivatore controlla ogni due mesi la propria acqua ma solo per conoscere eventuali cambiamenti nella fornitura idrica e poi vi aggiunge i fertilizzanti organici. Se si lavora fuori suolo diventa indispensabile controllare pH ed EC per meglio adattare la soluzione al substrato e per arginare la mancanza dell’effetto tampone dato dalla sostanza organica contenuta nel suolo, ma ricordiamoci ancora una volta che fuori suolo NON è in terra.

Debunking 2020

"Il miglior fertilizzante è quello prodotto in casa, almeno sai cosa c'è dentro ed è tutto organico"

Falso, se non si è esperti coltivatori non si possono valutare le risposte delle piante ad un determinato piano di fertilizzazione. La domanda che vorrei fare ai principianti è: come pretendere di diventare esperti se non si conosce il titolo di ciò che si sta dando alle piante? I migliori fertilizzanti organici sono stati analizzati in laboratorio per permettere all’utilizzatore finale di conoscere esattamente cosa sta versando nella propria soluzione irrigua.

"Il fertilizzante biologico costa meno perché sono prodotti di scarto"

Nulla di più falso, se si vogliono utilizzare prodotti di buona qualità ci si trova a spendere soldi sia col biologico che col minerale. Che poi diciamocelo, i fertilizzanti minerali sono spesso scarti di produzione dell’industria chimica.

"Ho letto su internet questo e quell'altro, ho letto un libro alternativo sulla canapa, quindi sono esperto"

Decisamente no! La poca informazione di qualità sulla cannabis non sta su internet né nei libri scritti da pseudo esperti. D’altronde un coltivatore è una persona che coltiva, non è per forza uno studioso. L’informazione cannabica merita credibilità solo se riporta le fonti o se espone dati di fatto. Le informazioni possono provenire da internet, ma bisogna cercare le fonti e chiedere le prove per motivare le conclusioni di qualsiasi scritto, con metodo scientifico. Al coltivatore principiante direi: chiediti il perché di qualsiasi nozione ed esigi risposte dimostrate da chi si vende come esperto. Aver fumato per cinquant’anni non fa di nessuno un esperto, come mia madre non è floricoltrice esperta di gerani solo per averli coltivati 40 anni sul balcone. Solo la tua curiosità e la sete di sapere possono aiutarti in mezzo a tanta confusione.

"I semi migliori vengono dalla California o dall'Olanda"

Falso, i semi migliori provengono da chi ha ottimi riproduttori e sa come incrociarli. Ci sono breeders capaci ovunque, purtroppo non vivono tutti in paesi dove è legale produrre cannabis, quindi bisogna cercare a fondo tra gli appassionati. Ricordandosi che tanta passione vale poco senza intelligenza. Questo mito dell’Olanda e della California è ormai decaduto, i buoni breeders sono ovunque. Il tuo vicino o il tuo medico potrebbero essere dei capaci selezionatori di nuove varietà.

"L'erba light è canapa mentre la ganja è la cannabis"

Per pietà basta con le falsità! Sono entrambe varietà di Cannabis sativa, popolarmente conosciuta come canapa. La differenza sta nel contenuto di THC prodotto. Inoltre non va scordato che l’erba light non è stata incrociata per 55 anni selezionandone il buon sapore come invece è successo per la sua omologa ad alto contenuto di THC. Basta attendere qualche anno e i bravi breeders presenteranno varietà più gustose (spero) anche di erba light. Voglio poi aggiungere che di light proprio non c’è nulla: molti fumatori cronici quasi si addormentano consumando erba light.

Con questo articolo ho voluto fare debunking di una serie falsi miti sulla canapa. Personalmente mi viene la pelle d’oca ogni volta che leggo falsità sulla canapa, specialmente quando provengono da cosiddetti antiproibizionisti che in realtà così facendo alimentano la confusione, gettando benzina sul fuoco proibizionista. Per molti anni la cannabis è stato un tema sottotraccia, nascosto e molto poco scientifico. Al giorno d’oggi l’umanità non può permettersi di ignorare gli usi formidabili di questa pianta e men che meno possiamo tutti noi permetterci di non trattare l’argomento con la dovuta serietà. Possiamo e dobbiamo abbandonare le leggende e i falsi miti creatisi attorno a questa pianta e dobbiamo, perdonate se insisto nel ribadirlo, normalizzare la cultura cannabica. Il metodo scientifico dev’essere, come in ogni altra disciplina, guidare la nostra conoscenza cannabica. È ora di dire basta ai guru delle esperienze personali, bisogna aprire la strada allo studio scientifico della canapa e dei suoi utilizzi. Meno santoni e più professori. Buone fioriture a tutti!

CBG

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