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Cannabis e piante consociate

La consociazione di piante è un’antica pratica agricola ripresa in epoca contemporanea dalla permacultura, dove differenti tipi di colture sono coltivate in prossimità l’una dell’altra con il fine di creare un ecosistema indipendente in cui le piante vivono in simbiosi tra loro.

La cannabis prospera quando viene coltivata insieme ad altre piante, avvantaggiandosi di tutti i benefici apportati dalle altre consociate.

Come funziona

Piante ed erbe di diverso genere come aromatiche, medicinali e ornamentali, sono coltivate nello stesso spazio o giardino in modo da aiutarsi reciprocamente. Le relazioni che si stabiliscono tra loro variano rispetto alle piante prese in considerazione; ad esempio alcune piante stimolano lo sviluppo di oli essenziali e resina da parte di altre piante che crescono vicino, altre hanno effetto repellente contro gli insetti, alcune varietà forniscono nutrienti al suolo favorendo la crescita delle altre consociate.

Uno dei principali meccanismi che regola la consociazione tra piante è l’allelopatia, un fenomeno biologico in cui la pianta produce dei composti biochimici che influiscono sulla crescita e la sopravvivenza di altri organismi. L’allelopatia può essere positiva, quando ha degli effetti benefici per gli altri individui, oppure negativa quando inibisce la crescita pregiudicando la loro sopravvivenza.

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Calendula

Perché consociare?

Sono molteplici i motivi per cui conviene consociare piante diverse tra loro, basti pensare che negli ecosistemi naturali non esiste la monocoltura.

Esaminiamo i principali vantaggi e la loro funzione all’interno di un giardino. La consociazione di piante di vario genere aumenta la fertilità del terreno dove sono coltivate, la biodiversità favorisce la vita nel suolo, i microrganismi fortificano la struttura del substrato e provvedono al fabbisogno delle piante trasformando le sostanze nutritive presenti nel suolo in forme assimilabili e prontamente disponibili. Alcune specie vegetali sono dette azotofissatrici, queste piante catturano l’azoto presente nell’atmosfera e lo immagazzinano nel suolo a disposizione delle altre consociate. Altre varietà hanno effetti repellenti per alcuni insetti, tenendo lontano dal giardino plaghe di vario tipo. Alcune piante sono dette trappola per via della loro capacità di catturare e trattenere insetti nocivi a differenza di altre che invece attirano insetti benefici che aiutano a creare e mantenere degli equilibri tipici degli ecosistemi naturali. Nelle coltivazioni all’aperto alcune piante svolgono una funzione di protezione delle altre consociate, come in caso di pioggia o vento forte, mentre altre possono fare da sostegno per piante più fragili. Nei paesi più proibizionisti, la consociazione può essere utile anche per camuffare le piante di cannabis.

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Achillea millefoglie

Basi della consociazione

Per realizzare una coltivazione di consociate è necessario conoscere le caratteristiche delle piante che si vogliono coltivare, come crescono e la loro ipotetica funzione all’interno dell’ecosistema. Osservare e valutare sono imprescindibili per il buon esito di questa tecnica. Alcune piante sono benefiche ma allo stesso tempo infestanti, non lasciano spazio alla crescita di altre varietà, altre invece potrebbero entrare in competizione per impossessarsi dei nutrienti disponibili nel suolo, oppure piante che crescendo troppo esuberanti impediscono lo sviluppo delle altre piante vicino. La cannabis è una pianta molto sensibile, ha bisogno di molto spazio e nutrienti per crescere vigorosa, è importante valutare molto bene quali piante consociare.

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Girasole

Le condizioni principali per realizzare un giardino di piante consociate sono le seguenti:

realizzare la coltivazione su un suolo vivo, è importante che il terreno sia ricco di microrganismi per favorire i meccanismi di scambio tra le consociate;

libero da pesticidi, evitare completamente l’impiego di pesticidi per proteggere la biodiversità del giardino, questi prodotti eliminano sia gli organismi benefici che quelli nocivi;

coltivare con tecniche organiche, per preservare la vita nel suolo è importante non utilizzare fertilizzanti di origine artificiale;

riciclo delle risorse, le consociate possono essere utilizzate per creare compost vegetale, per realizzare estratti naturali da impiegare come fertilizzanti e per la pacciamatura del terreno.

La consociazione di piante ha esito migliore se viene realizzata in letti di terra rialzati o in un terreno all’aperto. I letti di terra rialzati sono un’ottima soluzione per agevolare le relazioni mutualistiche, inoltre consentono di accedere comodamente ad ogni angolo della coltivazione.

Sicuramente questa tecnica si presta più facilmente nelle coltivazioni sviluppate all’aperto, ma con un po’ di pazienza è possibile realizzare un giardino di piante consociate anche all’interno.

Realizzare un letto di terra

Nel gergo della permacultura i letti di terra sono definiti con il nome di bancale; sono abbastanza facili da realizzare, generalmente sono costruiti con materiali legnosi, le dimensioni variano in relazione allo spazio disponibile. È importante che la larghezza di un bancale non superi i 120 centimetri per assicurarsi l’accesso a tutti punti della coltivazione, inoltre è necessario creare dei corridoi di passaggio per poter svolgere le operazioni di manutenzione del giardino. I bancali possono essere lunghi quanto si desidera, nelle coltivazioni indoor se i letti di terra sono disposti su ruote per muoversi è consigliato non superare i 2 metri di lunghezza. L’altezza delle pareti varia da 30 a 50 centimetri.

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Crisantemo

Cannabis e soci

Possiamo dividere in diversi gruppi le piante che sono benefiche da associare con la cannabis:

piante che apportano nutrienti al terreno e aumentano produzione e qualità;

piante repellenti per gli insetti;

piante che attraggono insetti benefici;

piante che svolgono funzioni di protezione;

Gruppo1. L’ortica è una pianta che apporta al terreno grandi quantità di micro e macro nutrienti, principalmente ferro, fosforo e zolfo, inoltre coltivata in prossimità della cannabis ne stimola la produzione di resina ed oli essenziali. L’ortica si può utilizzare per la preparazione del tè di compost o di infusioni e fermentati. Il trifoglio è uno dei migliori azotofissatori, cattura l’azoto presente nell’atmosfera e lo rende disponibile nel suolo, inoltre è un’ottima coltura di copertura per tenere a bada le erbe infestanti e proteggere il terreno dall’erosione. La camomilla fornisce al suolo calcio e potassio, elementi che favoriscono lo sviluppo di piante robuste. Anche il trifoglio stimola la produzione di oli essenziali delle sue consociate. La consolida è la regina delle consociazioni, apporta al terreno una vasta gamma di nutrienti essenziali, è dotata di un apparato radicale che riesce a penetrare in profondità nel suolo prelevandone i nutrienti e rendendoli disponibili per le altre piante. La consolida è una pianta dalla crescita esuberante perciò è necessario potarla spesso per mantenerla sotto controllo. L’erba alfalfa è un eccellente azotofissatore, inoltre fornisce il substrato di ferro, magnesio, fosforo e potassio, aumenta la capacità di ritenzione idrica del suolo ed è utile anche per la sua pacciamatura. Anche piselli e fagiolini sono degli ottimi azotofissatori, la cannabis consuma elevate quantità di azoto durante il suo ciclo di vita.

Gruppo 2. Il basilico svolge ottimamente la funzione di agente repellente, mantenendo lontani dal giardino una vasta gamma di insetti come afidi, mosca bianca e moscerini dei funghi. Anche il basilico stimola la produzione di oli essenziali da parte delle piante coltivate nelle sue vicinanze, la marijuana coltivata in consociazione possiede elevate qualità organolettiche. La menta piperita è una pianta repellente che agisce efficacemente contro afidi e formiche. La calendula è una pianta ben nota per la bellezza dei suoi fiori e per le proprietà terapeutiche, questa pianta è molto utile per mantenere sotto controllo le popolazioni di nematodi presenti nel suolo. Il tabacco è molto utile per respingere la presenza di ragnetto rosso. Il coriandolo piantato ai bordi delle coltivazioni, protegge la cannabis da afidi e coleotteri. Alcune varietà di crisantemo producono piretrine naturali che agiscono come insetticida contro mosca bianca, acari e afidi. Il tagete è una pianta ornamentale estremamente efficace contro l’azione dei minatori fogliari e di scarafaggi, anch’essa come la calendula appartiene alla famiglia delle Asteraceae.

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Amaranto

Gruppo 3. Il girasole è una pianta ornamentale che attira insetti benefici come gli impollinatori, utili per mantenere sotto controllo la proliferazione di altri microrganismi. La lavanda grazie al forte odore che emana attira a sé diversi tipi di insetti che si nutrono di parassiti. L’achillea milleforme svolge un ruolo simile al girasole, è una pianta molto attraente per coccinelle e vespe parassitoidi.

Gruppo 4. L’amaranto può essere coltivato come ortaggio, per la produzione di pseudocereali o come pianta ornamentale, la sua struttura è molto simile a quella della cannabis, quando fiorisce le infiorescenze sono di colore viola, perfetta per camuffare una coltivazione all’aperto. La senape bianca è ottima per nascondere le piante di cannabis, le sue grandi foglie offrono uno scudo eccellente. Anche il girasole e l’alfalfa, precedentemente menzionate per altre funzioni da loro svolte, sono perfette per la protezione del giardino, l’alfalfa cresce fino a 4-5 metri di altezza creando una barriera per gli occhi indiscreti. Il girasole offre un’ottima copertura grazie alle foglie e ai fiori di grandi dimensioni. Il basilico, la menta e la lavanda sono ottime per camuffare il profumo emanato dalle piante di marijuana.

Tutte le piante elencate oltre a fornire supporto alla coltivazione di cannabis, sono una risorsa per sé e la propria comunità.

La consociazione della cannabis con altre piante è un ottimo esempio di agricoltura organica ed ecosostenibile, fertilizzanti e pesticidi vengono forniti dalla natura stessa. La cannabis coltivata in consociazione ha rese più alte e soprattutto di maggiore qualità.

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