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Finalmente anche i coltivatori outdoor hanno la soddisfazione tanto attesa di provare il proprio raccolto. Ed ora, dopo la lunga stagione estiva, le nostre piante hanno terminato la fase di fioritura e i fiori sono secchi quindi pronti per venir fumati. E se dovesse avanzare qualcosa, perché non provare un differente metodo di assunzione? 

Devo confessare che molti anni fa quando produssi la mia prima tintura alcoolica di cannabis, non avevo idea di quale utilizzo poi ne avrei fatto di quella boccetta con contagocce contenente questo liquido giallino-verdognolo. Credo fu la giovane età e l’entusiasmo che mi portarono a creare la mia prima tintura. L’utilizzo che ne facemmo all’epoca… beh che altro se non assumerla scherzosamente per poi ritrovarsi tutti quanti spalmati sulle panchine? Al giorno d’oggi ne farei sicuramente un altro utilizzo.

Conosco una persona che si produce la sua tintura di cannabis light in casa di modo da poterla somministrare ai non fumatori. I suoi risultati sperimentali sono convincenti: sua moglie non ha più dolori mestruali così intensi da costringerla a letto. E numerose sono le donne che utilizzano la sua tintura che, per cronaca occorre chiarire, contiene CBD. La tintura è un prodotto fattibile sia col canapone light sia col miglior erbone dell’orto del vicino.

Una buona tintura utilizza alcool alimentare per coprire i fiori grindati in un barattolo di vetro. Si agita vigorosamente per 5 minuti e dopodichè di filtra avendo cura di strizzare per bene la materia vegetale. Così poco tempo permette di portare in soluzione nell’alcool i cannabinoidi ma non è abbastanza lunga da disciogliere tutte le clorofille. I cannabinoidi in realtà si sciolgono subito quindi al gusto e all’occorrenza possono anche venir ridotti o prolungati i tempi di estrazione. Una volta ottenuta la tintura consiglio di allungarla con acqua (6 parti di tintura e 4 di acqua) per renderla più sopportabile in bocca. Se non si trova l’alcool si possono usare i superalcolici da almeno 30 gradi, si prolunga il tempo di estrazione a 48 ore e ovviamente non si deve allungare con acqua dopo averla filtrata. Le tinture vengono assunte nella maniera migliore applicandone poche gocce su un cracker o biscottino e mangiandolo. Oppure possono esser utilizzate come rinforzo cannabico per qualsiasi piatto o preparazione.

Un’altra lavorazione simile alle tinture è il liquore. Una volta erano delle medicine, veicolavano principi attivi grazie all’infusione di erbe ed estratti in alcool. Si possono usare i fiori e le foglie per produrre liquori ma personalmente preferisco non assumere tanto alcool e THC. Un mio compromesso per produrre liquore alla canapa è o utilizzare cannabis a basso tenore di THC oppure utilizzare i rami per produrre un liquorino casalingo. Se ce ne sono pochi si potrà ottenere poco liquore, ma in sostanza basta lasciarli ammollo coperti nell’alcool buongusto per 15 giorni in un barattolo di vetro, dopodichè si aggiunge miele in quantità di un quarto di peso (stabilendo 1 litro di alcool uguale a 1 kg). Il barattolo va conservato in un luogo buio e agitato diariamente sfiatandolo. Trascorsi altri 15 giorni si potrà procedere al filtraggio e all’imbottigliamento aggiungendovi acqua. Solitamente si aggiungono parti uguali di acqua e alcool filtrato. Col passare dei mesi acquisterà un sapore migliore, l’eventuale deposito è dovuto alla natura del prodotto e comunque si tratterebbe di innocua materia vegetale. I rami hanno un sapore ovviamente di legno ma anche balsamico.

Cambiando invece solvente devo raccontarvi degli olii alla canapa. Non sto parlando di olio essenziale, per il quale servono grandissime quantità di materia prima a causa della bassa resa. Bensì parlo di olio utilizzabile a mò di tintura. Anche in questo caso la procedura è semplice. Si lasciano coperte d’olio il materiale grindato per 48 ore, poi si filtra strizzando bene i resti e si imbottiglia. Ottimo in cucina e puro per un piacevole momento ricreativo.

Sempre parlando di una base lipidica come non citare il burro? Il burro alla canapa è molto versatile, si può utilizzare per cucinare, si può assumerlo puro o ancora si può lavorare in creme da uso esterno. Per ottenere il burro si mette a bagnomaria il burro e si aggiunge ben grindata la materia prima. Quando il burro è ben sciolto deve trascorrere mezzora in cui si mescola regolarmente il bagnomaria. Si spegne, si filtra e si lascia addensare. Il burro magico è pronto. Su internet si trovano ricette anche più complesse, è una delle colonne del mondo degli edibles (i prodotti commestibili contenenti cannabinoidi).

Vado a mangiare un pasticcino e se avessi della tintura lo correggerei, buone fioriture a tutti!

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