Il Dottor Fabrizio Cinquini nuovamente in arresto, questa volta per cannabis light. Le conseguenze grottesche del nulla che avanza.

Parlando di cannabis, non è la prima volta che il dottor Fabrizio Cinquini si scontra con le leggi del nostro paese durante il mese che gli italiani dedicano alle ferie. Il testardo e temerario medico toscano, il quale nel giugno scorso aveva rimediato un obbligo di firma per detenzione di cannabis utilizzata per curare l’anziana madre, è stato nuovamente arrestato. Per la prima volta del suo curriculum penale, però, a causa di canapa light.

di Fabrizio Dentini
Nello specifico, il verbale dei Carabinieri riporta il sequestro di: 22,387 Kg di marijuana, 5.160 euro in contanti e 2.520 dollari americani in contanti. In seguito a narcotest i carabinieri non hanno avuto dubbio, la sostanza sequestrata era in tutto e per tutto cannabis. Peccato però che il narcotest non sia utile a sostanziare quale sia il livello di THC presente nel materiale analizzato. Il che fa la differenza fra 22 chili di marijuana o 22 chili di nulla, penalmente parlando.
Secondo l’avvocato Carlo Alberto Zaina, difensore del Cinquini, il punto dirimente è che tali azioni delle forze dell’ordine si giustificano riparandosi dietro alla sentenza, opinabile, della Corte Suprema di Cassazione che afferma che possa essere la sola mera presenza di THC sufficiente al sequestro preventivo. Sempre secondo il legale, il Dottor Cinquini ha affermato con determinazione che il materiale sequestrato fosse lo stesso lasciato in sua custodia in seguito all’intervento dello scorso giugno, proprio perché non corrispondente a sostanza stupefacente e quindi i carabinieri avrebbero semplicemente ritenuto che la stessa sia divenuta tutto ad un tratto di natura differente. Da giugno ad agosto tutto sembra possibile. Abbiamo quindi chiesto all’avvocato un parere generale sul caso del suo assistito ed ecco le sue parole: “ La vicenda è ancora abbastanza oscura, sembrerebbe trattarsi del proseguo della vicenda per la quale Cinquini era stato fermato lo scorso giugno, ieri 13 agosto c’è stata la convalida dell’arresto ed il processo è stato fissato in data 19 settembre. Nei prossimi giorni ci incontreremo con il collega Franchi del foro di Lucca per capire se presentare istanza di riesame per entrambi gli indagati (la moglie di Fabrizio Cinquini, Lucia Pescaglini è stata messa ai domiciliari) a contestazione della misura adottata.”

 
Ancora un’ultima domanda per l’avvocato: nel verbale i carabinieri affermano che entrambi gli indagati: “non esercitano attività lavorativa ufficiale che possa dimostrare la provenienza del denaro sequestrato e che quindi c’è sproporzione tra la somma di contanti rispetto al reddito degli stessi.” Cosa pensa avvocato di questa dichiarazione? “Penso che il Dottor Cinquini è un medico e che sua moglie fa la coltivatrice e che quindi sono affermazioni che lasciano il tempo che trovano, purtroppo in questo paese che sta perdendo la bussola per quel che riguarda il settore cannabis, non mi stupisce più nulla.”
Parlando proprio di cannabis, sembra che il meglio che siamo riusciti a produrre in Italia sia una profonda ambiguità legislativa: nuova legge sulla canapa agricola in contrasto con un Testo Unico degli stupefacenti vecchio di trent’anni. Ci sembra di andare avanti mentre camminiamo sulle sabbie mobili. Siamo abituati a difendere attivisti perché coltivano cannabis per uso personale, dover raccontare che uno dei principali difensori della cannabis terapeutica del nostro paese venga arrestato perché trovato in possesso di 22 chili di cannabis light ci da la misura del percorso ancora da compiere. Rimbocchiamoci le maniche e pedalare. Subito. Nessuno ci aiuterà al di fuori della nostra onestà intellettuale. #Fabrizio Cinquini libero subito.

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