Indoor thinking - Due pensieri di un cultore

Soft Secrets
20 Aug 2018
I fiori coltivati sotto le lampade sono diversi dai prodotti dell’orto. Chiunque avrà notato l’omogeneità tipica di un raccolto indoor e la qualità decisamente migliore rispetto ai prodotti coltivati outdoor. Chiarisco la mia precedente affermazione spiegando ai nostri lettori cosa considero come migliore. Per me è migliore quell’erba che sa della sua genetica, se è una Z.O.Z. deve sapere di Z.O.Z. senza nulla in più (o in meno). Non è facile per nulla e outdoor ancora meno perché l’ambiente influisce sui sapori come avviene col vino. È a partire da ciò che considero migliore l’erba indoor, al giorno d’oggi. Mi riservo il dubbio se in un futuro la legge permetterà di produrre anche in zone caratterizzanti come sarebbero sicuramente i nostri pendii e le nostre vallette alpine ad esempio. Per ora solo l’erba indoor, grazie alla migliore gestione della fertilizzazione e delle condizioni ambientali, mi ha soddisfatto. Raramente è capitato, ma posso dire di aver fumato erba ben fatta. Ben fatta senza eccessi di fertilizzante né carenze a minarne il corretto sviluppo. Se si vuole sapere come riconoscere un’erba ben fatta serve un cyloom. Un cyloom saprà subito identificare quella ben fatta da quella no. E se qualche amico vostro vi dice che l’erba non la fuma nei cyloom è solo perché non ha mai provato erba ben fatta. Addirittura il più grande cyloomaro del mondo (Alverman nel caso non si fosse capito) ride degli imbecilli che non fuman erba nei cyloom. L’accensione ancora ancora può dar sapore, ma il secondo tiro inesorabilmente e senza pietà vi dirà se l’erba è buona o no. Nel 99% dei casi il secondo tiro sa di fieno bruciato o è piccante. Indoor thinking - Due pensieri di un cultore Sì, succede anche con erbe coltivate bio. Perché la storiella del piccante in bocca come residuo di fertilizzante minerale si verifica anche quando sono stati usati ammendanti. Per dirlo in parole semplici è facile trovare erbe in eccesso di fertilizzante coltivate con la tecnica del super soil. Non ho nulla contro il super soil, semplicemente per dimostrare che non è il minerale o il biologico ad influenzare la quantità di residui nei tessuti vegetali bensì la quantità che si ha dato durante tutta la fioritura. E non ci si convinca che un buon flush può riparare ad una errata fertilizzazione, perché così non è. Un risciacquo finale ben praticato deve aiutare la pianta a svuotarsi da sola consumando le sue riserve. Non si può pretendere di utilizzare un prodotto magico che negli ultimi 3 giorni svuota la pianta: non esiste. E se esistesse non riparerebbe comunque ai danni causati da una fioritura a metabolismo accelerato e non naturale. La prova del nove? Una analitica su un cimone gigantesco coltivato fuori suolo in atmosfera controllata. Non avrà mai la complessità di un fiore ben coltivato. Indoor thinking - Due pensieri di un cultore Qualcuno dice che i saporini del biologico son proprio questi. A me piace pensare che siano i sapori dell’erba e basta. Se non li ha non è ben coltivata. Buona è un altro paio di maniche, è soggettivo. Ben coltivata invece no, è un verdetto oggettivo. Può non piacere una Critical Mass, ma un coltivatore professionista saprà dire se è ben coltivata o no, a prescindere dal suo gusto personale. È questione di onestà intellettuale e di normalizzazione della canapa. Quando i giornalisti cannabici saranno 1000 e non 10, avremo una community più grande e sicuramente più matura. Scevra dalle dicerie come quelle che ho riportato ad esempio e che onestamente fanno male a chi ascolta, sia esso esperto o principiante. Con la parola esperto non intendo chi coltiva da 5,10,20 anni. L’ennesima cagata del mondo cannabico: gli anni di coltivazione valgono come esperienza, in barba al numero di cicli effettuati, alla quantità di lampade, al risultato ottenuto… Come dice un mio caro amico e collega del nostro campo “non è che mia madre dopo venti anni di gerani sul balcone si considera floricoltrice”. Per inciso il mio caro amico si trova spesso nel caso sopracitato di presunti coltivatori che vantano esperienza… Qualche settimana fa capitò di questo personaggio, convinto di essere un buon coltivatore, che cercava di dare valore alle sue affermazioni campate per aria aggiungendo gli anni di esperienza “sono venti anni che coltivo”. Il mio amico sono tre anni scarsi che coltiva, ma a conti fatti venne fuori che aveva visto molte più lampade (decine di volte) il primo anno che era qua rispetto ai venti anni di coltivazione del pseudo esperto. Indoor thinking - Due pensieri di un cultore Il mio socio ci ride, io sorrido per non piangere, ma la comunità cannabica ne soffre. Presto mi auguro vi sarà una situazione legale che permetta di lavorare alla luce del sole come in qualsiasi altro campo. E finalmente verrà la scienza e allora sì che il mondo della cannabis evolverà molto più velocemente. Buone fioriture a tutti! CBG
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