Autoprodotta è meglio - Perché l’erba del vicino è sempre meno buona

Soft Secrets
22 Jun 2018
Più passa il tempo e sempre più fumatori diventano nonni. Sono in molti quindi a cercare un prodotto simile a quello che si consumava una volta, quando nei ricordi delle fumate era tutto più buono. Ma cosa può fare chi non può viaggiare per raggiungere mete dove è legale consumare cannabis? Di certo non può restare con le braccia conserte e rivolgersi al mercato nero. Molti ogni giorno assaggiano e scoprono quale potenziale vi sia nella cannabis di alta qualità, un sapore differente, un effetto terapeutico e la genuinità che purtroppo le dinamiche del mercato nero impediscono arrivi al consumatore. Ma come chiedere a chi ha provato quei sapori di inizio duemila di andare a procurarsi le sue fumate sul mercato nero? Andare in mezzo ad un parco a spiegare al pusher la qualità? Non ha senso, è senza dubbio irragionevole. Spesso il rischio per approvvigionarsi è molto maggiore rispetto a una modestissima coltivazione hobbistica, basta farsi due conti e progettare un’eventuale piccola produzione casalinga senza troppo impegno che assicuri un rifornimento costante senza gli inconvenienti dell’illegale mercato nero. Molti fumatori chiedono una canna ogni sera, quindi 50 grammi possono coprire cento giorni di consumo. La produzione di così pochi grammi non richiede né grandi investimenti, né particolare impegno. Un hobby in piccolo come potrebbe essere un acquario da 20 litri. Autoprodotta è meglio - Perché l’erba del vicino è sempre meno buona Un buono spazio di coltivazione è un quadrato di 50 centimetri di lato alto 150 centimetri, perché stiamo cercando di coprire la nostra produzione imitando i grandi coltivatori amatoriali. Meno di così si tratta di una tecnica di coltivazione particolare chiamata microgrowing. Il microgrowing è la coltivazione tecnica in spazi ridotti ossia l’arte di coltivare in spazi piccolissimi canapa di alta qualità. In uno spazio del genere serve un ventilatorino per far circolare l’aria all’interno ed evitare ristagni, ma soprattutto serve un estrattore con annesso filtro anti odori per garantire aria nuova alle piante e per eliminare ogni odore al di fuori dello spazio di coltivazione. Il motorino dell’estrazione probabilmente andrà cablato alla corrente tramite un potenziometro per evitare di far implodere l’armadietto dove si coltiva. La sorgente luminosa che consiglio è una soluzione che funziona ma solo negli spazi piccoli. Si tratta di una lampada CFL, altresì detta a basso consumo, dalla buona illuminazione con poco calore emesso. Il calore emesso dalla luce è importante quando va a dar fastidio alla temperatura che abbiamo scelto per le nostre piante. Con una a normale risparmio energetico da 125 Watt si può anche optare per uno spazio poco alto, mentre una equivalente da 200 richiederebbe più altezza per disperdere il calore generato. Inoltre un bulbo a risparmio energetico non richiede l’utilizzo di un alimentatore risultando più economico di un a equivalente HPS. Senza alimentatore si elimina il calore prodotto in più e la spesa di acquisto. Autoprodotta è meglio - Perché l’erba del vicino è sempre meno buona All’interno troveranno posto quattro vasi disposti 2 per 2. La capienza dei vasi ideale è da 5 litri ma in uno spazio così vi entrano anche i vasi da 7 litri. L’importante è sempre lasciare abbastanza spazio alle piante per svilupparsi, senza però diradarle troppo o il peso finale ne risentirà parecchio. Ovviamente data l’alta densità di impianto si dovrà porre in fioritura subito, meglio se si utilizzano dei cloni di modo da potarli presto e non avere la vigoria dei semi che potrebbe darci problemi in uno spazio così angusto. Mettendo i semi e cominciando a 12/12 si otterranno delle piante relativamente compatte. Bisogna solo ricordarsi di comprare semi femminizzati o ci si troverà con dei maschi di cui sbarazzarsi. I maschi occupano posto e consumano risorse che sarebbe meglio riservare a delle belle femmine che ci daranno fiori da consumare. La mia scelta è sempre sui fertilizzanti biologici, ma ciascuno usi pure ciò che più ispira fiducia. L’importante è cominciare e poi vien da se il chiedersi come migliorare. Tutti cominciano con un prodotto a caso e poi assestano la propria mano sulle tipologie di fiori che hanno gustato di più. Bisogna sempre mettere in discussione i propri prodotti e cercare di migliorare sempre. A questo punto non manca molto, solo resta da mettere i semini nei vasi direttamente o invasare i cloni, inumidire il terriccio e accendere la luce. Madre natura saprà ricompensare chi ci mette amore (e ragione) nel allevare i suoi pargoli. Autoprodotta è meglio - Perché l’erba del vicino è sempre meno buona Dopodiché col prodotto finito in mano si dovrà solo stare attenti a dove lo si consuma perché saranno pochi i dubbi sulla provenienza. Buone fioriture! CBG
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